domenica 29 marzo 2020

Le imposizioni di Bretton Woods

Memorie di Raymond F. Mikesell
(Princeton University – 1994)

Raymond F. Mikesell (1913-2006)


Le imposizioni di Bretton Woods: l’atto finale per la nascita del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.


L’autore Raymond F. Mikesell nel 1944 era un giovane laureato in Economia divenuto Advisor (consigliere) del dipartimento del Tesoro USA alle dipendenze di Harry Dexter White e poi di Edward Bernstein. Nel 1994 per la Princetow University nella serie “Essay  in international finance” n.192, marzo 1994 pubblicò le sue memorie dal titolo “The Bretton Woods debates: a memoir” in merito alla nascita del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale cioè le istituzioni nate dall’esito della seconda guerra mondiale che tutt’oggi condizionano le economie di molti Stati tra cui l’Italia. Le sue memorie sono una fonte di primaria importanza essendo stato uno dei protagonisti di quel lavoro.Notevole è anche la sua sincerità. Come si vedrà l’intelligenza nel campo dell’Economia non contò praticamente nulla. E’ quindi, ritengo, fondamentale conoscere proprio l’aspetto storico della vicenda, perdonandomi qualche eventuale inesattezza dei termini riguardanti l’economia.

Il mio lavoro è un sunto che cerca di rispettare lo svolgimento delle sue memorie con vari riferimenti di pagina. Laddove vi ho aggiunto mie note personali e non dell’autore per permetterne una migliore comprensione del contesto storico in cui i fatti si sono svolti e dei suoi protagonisti, esse sono riportate in corsivo. Le ho inserite alla fine assieme ad alcuni link.

Gens Iulia di Stefano Zulian


Dalle memorie di Mikesell
                                             www.princeton.edu/-ies/IES_ESSAY/E192.pdf

Prima di Bretton Woods


I progetti che si concretizzarono con la nascita del Fondo Monetario Internazionale (in italiano FMI,inglese IMF) e  la Banca Mondiale (World Bank ) erano già formulati da parte USA almeno dal dicembre 1941. Di questi l’autore ricorda la storiella che si raccontava nel Dipartimento del Tesoro USA. L’idea sarebbe nata da un sogno sic fatto il 13 dicembre 1941 dal potentissimo Segretario del Dipartimento Henry Morghentau jr. il quale la mattina dopo chiamò White e glielo raccontò. La data del sogno di Morghentau è “un pò incerta” ma – dice l’autore – accettata dagli “storici”.
Esisteva comunque già dal 1938 un progetto USA per far nascere una istituzione finalizzata ai prestiti per i paesi sudamericani nominata Inter-Americ Bank con gli stessi Morghentau e White tra gli ideatori. Il piano non si realizzò ma servì da idea base per il FMI.

Ma già anni prima altri eventi di grande importanza erano avvenuti per l’economia mondiale. Il 5 aprile 1933, con l”executive board 6102” Roosevelt ordinò che nessun privato americano potesse detenere quantità rilevanti di oro e argento obbligando quindi ogni cittadino o azienda banche comprese a consegnare quanto ne possedeva alla Federal Reserve pena il sequestro e il carcere.
Da questo poi nel 1934 la stessa Federal Reserve con un altro ordine di Roosevelt dovette portarlo a Fort Knox e altri depositi governativi. Il valore dell’oncia troy (circa 32 grammi di oro puro) fu innalzato da 20,67 dollari all’incredibile valore di 35 dollari (circa 600 euro di oggi). A seguire molti altri stati, tra cui l’Italia si adeguarono cambiando la valutazione del proprio oro. Si noti che quel valore divenne poi di riferimento per il mondo nel dopoguerra e quindi per gli stessi Stati che subirono le imposizioni di Bretton Woods.Tale valore base rimase sino al 1971 quando Nixon/USA slegò unilateralmente il valore del dollaro da quello dell’oro.

Un’altra importante unione bancaria senza controllo governativo era stata fondata nel 1929 dai rappresentanti delle banche centrali di Germania,Belgio,Francia,Italia,Inghilterra,Giappone via via accettando la presenza di altri stati tra cui banche USA. Si trattava della Bank of International Settlement (B.I.S.) con sede a Basilea in  Svizzera e fino al 1940 i suoi studi sull’economia mondiale erano un riferimento serio e credibile per ogni economista.
Inoltre l’ 11 marzo 1941 USA ,UK, URSS, Francia e Cina comunista avevano firmato un accordo denominato “Lend – lease act” con il quale gli USA non ancora in guerra , per volontà del segretario al Tesoro Morghentau ,si impegnavano  a vendere armi e quanto altro servisse alla guerra ai paesi sopra citati. (Attenzione. Queste nazioni alleate nel definirle “Nazioni Unite” vengono spesso confuse con l’Onu che conosciamo oggi. Nelle imposizioni di Bretton Woods per Nazioni Unite si intendono solamente gli Alleati dei Paesi vincitori.)
A fine guerra il prestito totale in armi e beni necessari alla guerra per l’URSS era di 11,3 miliardi di dollari,per la Francia di 3,2 miliardi, per la Cina comunista (non quella nazionalista) di 1,6 e di
1 miliardo per gli UK. Lo stesso Canada prestò armi e beni a UK e URSS per un totale di 4,7 miliardi. Nessuno ha contribuito più degli USA per la vittoria finale del comunismo cinese e sovietico.

La nascita del piano “White”
White definì “meraviglioso” il suo compito per la ricostruzione dell’economia mondiale. L’autore ritiene che fosse da White pensato in primis per permettere di superare il caos dell’immediato dopoguerra nel settore del mercato finanziario. Molte di queste proposte furono scritte in una prima bozza nell’aprile del 1942. L’autore dichiara “si è sbalorditi comunque dal numero di poteri e funzioni dati a queste istituzioni , alcune delle quali sembrarono chiaramente inappropriate per le organizzazioni finanziare internazionali”
Il piano iniziale di White prevedeva che il Fondo Monetario Internazionale avesse il potere di negare ai membri “misure di politica monetaria, bancaria, o dei prezzi” cosa che avrebbe squilibrato il bilancio di ogni Stato membro. Altre perle di ...libero mercato , erano un blocco embargo di un anno allo Stato che entrava a far parte del FMI  e altre varie limitazioni economiche. La stessa moneta nazionale poteva essere venduta o comprata a piacimento del Fondo e poi deciderne i cambi. E via di questo passo.  (p.8)

La Banca mondiale invece doveva essere una corporazione che gestiva tutte le materie prime, stabilendone i prezzi e lo stesso doveva avvenire per le risorse alimentari  giustificandolo come un aiuto “alle popolazioni devastate dalle condizioni di guerra”.
La Banca sarebbe poi stata usata come volano per far firmare una “magna charta” sic delle Nazioni Unite in merito ai diritti umani e la libertà. La “magna charta”, nella bozza stesa da White nell’aprile 1942 si cita come allegata in copia,ma l’autore segnala che nessuno al Dipartimento la vide.
Altri poteri previsti per questa Banca l’autore li considera non di meno che usurpazioni non solo delle funzioni delle organizzazioni finanziarie prima controllate dal governo USA ma di fatto degli stessi poteri del previsto FMI. Un suo doppione quindi. La Banca avrebbe potuto dare oppure garantire prestiti a lungo o corto termine sia ai governi che ai privati , questi ultimi con la garanzia del governo ospite.
Non si faceva allora alcun riferimento a quello che diventerà la maggior fonte dei fondi della Banca Mondiale cioè alle obbligazioni a lungo termine per il mercato di capitali privati.

L’autore si chiede “Perchè le proposte di White erano così indirizzate a (far nascere)  istituzioni con poteri tanto ampi, in un tempo in cui in realtà la discussione tra il governo USA e i rappresentanti UK e Canada era rivolta ad una organizzazione per un mercato internazionale con vantaggi? (per tutti)“ (p.9).In sostanza perchè il piano elaborato da White andava contro la politica già avviata dagli USA ? Infatti il dipartimento di Stato USA lavorava dal 1941 ad un’ intesa per il miglioramento degli scambi commerciali in merito agli alimentari e altri beni primari, informando anche gli UK con il suo rappresentante responsabile per l’economia il famoso John Maynard Keynes. Come poteva sperare White che il dipartimento di Stato avrebbe smesso questa operazione? L’autore scrive che chi conosceva White sapeva che per vincere non si sarebbe tirato indietro nei confronti del governo.
Questo fatto creò frizioni tra il dipartimento di Stato e il Tesoro. Bretton Woods dice, era il traguardo cercato da Morghentau e White, traguardo però raggiunto meno in fretta di quanto sperassero. L’autore crede che la bozza del piano White , così raffazzonato, dimostri come in realtà egli non si servì di un serio lavoro dei suoi colleghi economisti. Esso contiene lunghi discorsi senza sostanza e anche un lunghissimo capitolo in cui si ipotizza di utilizzare una nuova moneta internazionale, tema caro a Morghentau e probabilmente inserito su suggerimento del Segretario del Tesoro. White la considerava allora un’ idea poco utile nè fattibile, seppur ne era favorevole solo per il fatto che fosse comunque la Banca Mondiale ad emettere le banconote. La nuova unità monetaria ipotizzata ,più tardi definita “unitas”, doveva però intendersi solo come unità di conto legata all’oro.
Questa in sintesi era la bozza dell’aprile 1942, nata dal sogno di Morghentau del dicembre 1941.
Fu criticata dai vari dipartimenti USA ed è considerata dall’autore un personale lavoro di White.

Lo staff di White quindi riunì dopo la formulazione della bozza i rappresentati dei vari ministeri governativi USA (nota1)
Compare qui ora la domanda posta con intelligenza dai vari dipartimenti sul come calcolare le quote e graduatorie per i prestiti del FMI; visto che non potranno più decidere gli Stati è di fatto la più importante delle questioni. White all’inizio proponeva di considerare alcuni fattori come : l’oro posseduto ; il reddito pro capite nazionale, il commercio con l’estero, la popolazione. Il 61% delle quote sarebbe stato per gli USA e ogni cambiamento di questa graduatoria deciso solo con il voto favorevole di 4/5 dei membri.
Ed è a questo punto della vicenda che l’autore assunse, suo malgrado, un ruolo importante.
White infatti lo chiama e gli dà 4 giorni di tempo al massimo per riuscire ad inventare dei parametri per rendere credibili le percentuali delle quote già stabilite da White. L’autore è sincero nel ricordare il suo grande imbarazzo. Ancora nel 1994 – dice – con un moderno calcolatore avrebbe bisogno di molti giorni per un lavoro accettabile. Peraltro conosceva solo quel che riguardava l’economia USA e qualcosa di quella Inglese ma nulla più. Cosa poteva inventarsi per rendere “scientifiche” le “predeterminate quote”? Alla fine mise dentro l’orcio come un alchimista il 2% del reddito pro capite, 5% dell’oro posseduto e dei dollari posseduti, il 10% delle importazioni etc. e come un  grande economista alla Totò con cui però si cambiò la vita di tutti sino ai nostri giorni, ecco realizzata la graduatoria per le quote. La Francia fu pesantemente umiliata da queste graduatorie preconfezionate da White. Infatti malgrado tutte le sue invenzioni, l’autore ricorda come fosse impossibile far scientificamente credere che una potenza coloniale come la Francia non fosse economicamente superiore alla Cina del 1944.

White fu irremovibile sui vari punti della bozza, ma alcune preoccupazioni dell’ACT (acronimo che intende la riunione dei rappresentanti dei vari dipartimenti USA) furono in seguito soddisfatte.
Toccò poi a Bernestein darsi da fare scrivendo tra il novembre 1942 e il gennaio 1943 lettere di spiegazione ai vari ministeri in merito al piano a cui si aggiunse l’importanza del prestigio di Morghentau presso il presidente Roosevelt. Il risultato fu che a poco a poco tutti i vari dipartimenti l’accettarono. Questo alla fine risultò come l’unico piano discusso in USA.
Nei primi incontri dell’ATC  si era preoccupati dai non nascosti obiettivi sottesi alla nascita del FMI e della Banca Mondiale. Ma White era ansioso sic di ottenerne l’accettazione dal governo e tolse dal piano quelle parti che sembravano negare le funzioni ad altri dipartimenti USA .White fece pesare all’ATC il fatto che il presidente Roosevelt avesse richiesto che si organizzasse in fretta una conferenza internazionale atta alla nascita del FMI e della Banca Mondiale. Il consigliere Acheson nel luglio del 1942 obiettò che non vi poteva essere nessuna conferenza senza averne prima discusso con UK e gli altri grandi paesi alleati. Questi incontri e discussioni con gli UK non si tennero però sino alla primavera del 1943. Varie furono le obiezioni, proposte anche dalla Federal Reserve per nome di Goldenweiser, ma alla fine tutti si unirono per affrontare le previste critiche degli altri paesi. E’ interessante come il dipartimento di Stato si fosse preoccupato in merito agli effetti del piano White sui bilanci del UK per il dopoguerra.
Vennero elaborate quindi nuove bozze. Nel dicembre 1942, poi il 7 aprile 1943, il 10 luglio 1943 e White ne decise unilateralmente le modifiche. Il governo voleva tenere segrete le bozze, ma nei giornali comparvero già dal 9 marzo 1943. Così vennero comunicate ufficialmente alla stampa il 7 aprile 1943. Subito dopo, l’8 aprile 1943  l’UK consegnò alla stampa il piano di Keynes .

Nei primi mesi del 1943 si era venuti a conoscere il piano elaborato da UK tramite Keynes.(nota 2) Keynes lavorò  tra il 1940 e il 1942 al suo Piano , l’“International clearing union” (ICU) ,in risposta al piano approntato da Walter Funk ministro del Tesoro della Germania di cui non ho purtroppo trovato il testo. Notasi che Germania, UK e Usa erano e rimasero all’interno della B.I.S. di Basilea per tutta la guerra come si vedrà poi. Di questo “Piano ICU” l’autore dice che in ACT se ne ammirarono alcune parti (e piacque molto al dipartimento di Stato) ma poi si convenne che il principio di base di tutto il piano cioè l’”unione di pagamento”non potesse essere accettato dal governo USA nè dalla popolazione. Si auspicò comunque che si arrivasse ad un compromesso su alcune critiche che erano rivolte al piano White. (p.14) L’autore scrive che “sembra” sic  che Keynes abbia consegnato al Tesoro britannico la sua prima bozza di piano nel settembre 1941. Per l’autore nè White nè Keynes conoscevano le altrui proposte.(difficile crederlo però visto la fitta rete di spionaggio in tempo di guerra)

L’autore in merito ai due piani ne descrive le varie differenze sostanziali che però si possono facilmente riassumere. Keynes crede ancora nello Stato,l’altro nelle corporazioni senza bisogno di Stato. Keynes ideò il “Bancor”che doveva essere una nuova vera e propria moneta mondiale che differiva dall”unitas” di White perchè quest’ultima era solo moneta di conto,unità di misura per prestiti e pagamenti ma nulla più (p.13). Si riporta la nota presente in questa pagina perchè è esemplare degli ideali di tutti coloro che vollero il piano White. Scrive infatti “Infine, le quote nel ICU (l’acronimo del piano Keynes) si basavano per il calcolo solamente su dei fattori economici; nel piano di White le quote dei quattro grandi Paesi alleati si basavano su mere valutazioni politiche “ (p.14)
Nelle riunioni governative USA vi era qualche vero economista che preferiva certo il piano Keynes ma si riteneva – dice l’autore - che questo fosse di fatto contrario ai principi della comunità finanziaria americana sic e al Congresso. Nel dibattito i pro White portarono alcuni esempi estremi di rischio economico del piano Keynes ma vennero demoliti da altri economisti USA. L’autore segnala comunque che nel 1969 lo stesso FMI si trovò ad affrontare problemi portati allora ad esempio contro il piano Keynes. (p.15)

la prima conferenza, Washington giugno 1943
La bozza USA della primavera del 1943 venne inviata ad alcuni dei paesi che poi parteciparono a Bretton Woods. Si tenne quindi una prima conferenza nel giugno del 1943 a Washington con la partecipazione di 19 paesi (che non ho trovato), alla quale prima e dopo si aggiunsero incontri bilaterali tra USA e UK.
Il Canada presentò un suo piano modellato su quello di White. L’autore definisce la riunione di Washington del giugno 1943 come “esplorativa” e nulla più. Nelle discussioni del 1943 il Commonwealth era con Keynes mentre il Canada e i paesi latini con il piano White. Nessun accenno da parte dell’autore ovviamente al resto del mondo. Ricordo ancora che “Nazioni Unite” qui sono gli Alleati in guerra.



Il dibattito in merito alla nascita di una moneta internazionale.
Lo stesso autore dice che la delegazione USA si trovò spesso imbarazzata dall’assurdo obbligo proposto di usare il dollaro come moneta di riferimento visto che questo era (e fu) di fatto palesemente in contrasto con il principio base dei cosiddetti “accordi” cioè la non discriminazione delle monete nazionali .(p.15 – 16)
Segue la spiegazione delle varie imposizioni che servirono al totale controllo da parte USA del mercato e delle transazioni finanziarie. La prima bozza White tra le altre cose, prevedeva che uno Stato potesse cambiare il valore della sua valuta solo con l’approvazione dei ¾ dei membri votanti. Ma considerato che più di ¼ del diritto di voto era di competenza USA di fatto questo ne condizionava ogni volta il risultato. Questo fu contestato e White si inventò una incomprensibile  - dice l’autore - motivazione definendolo un “fundamental disequilibrium”, (“uno squilibrio fondamentale”) non ancora compresa da Mikesell nel 1994 sic. (p.18)

I negoziati per il FMI tra USA e UK, settembre e ottobre 1943.
Vi furono negoziati ufficiali tra USA e UK a Washington tra il 15 settembre e il 9 ottobre del 1943.
In quell’occasione compariva per la prima volta ufficialmente il termine F.M.I. Alcune idee di minor importanza del piano Keynes furono sì introdotte poi a Bretton Woods ma l’idea base del piano Inglese comunque fu considerata inaccettabile per gli USA. La delegazione Inglese a questo punto accettò il piano White, seppur molti particolari minori del piano non furono subito riconosciuti.
L’autore termina dicendo che una volta raggiunto un accordo di massima tra USA, UK e Canada  il piano White  fu poi imposto agli altri paesi a Bretton Woods.(p.25) L’autore confessa che comunque ancora oggi (1994) alcune clausole imposte da White per Bretton Woods non le comprende.
La memoria di Mikesell prosegue con l’immagine di uno scontro tra due uomini e due obbiettivi  opposti. Segnala nel piano Keynes la ricerca di un vero libero mercato degli scambi internazionali come diritto “with respect to their domestic economies...”.Una condizione certo banale ma inaccettabile a White e USA perchè il tutto doveva essere subordinato al FMI.

L’autore parla dei negoziati relativi alla Banca Mondiale.
Inizia dicendo che non comprende il reale bisogno di una istituzione di fatto gemella del FMI.
White la presentò come necessaria alla ricostruzione del dopoguerra. La prima bozza comparve nel dicembre 1942,poi un’altra conosciuta dall’autore è del aprile 1943. Nella storia della Banca Mondiale vi è il riferimento ad una bozza dell’agosto 1943  che per l’autore è sconosciuta, ma non a quella dell’aprile.(p.30) White stabiliva nella bozza che l’acquisto della partecipazione degli Stati alla Banca Mondiale fosse al 50% pagato in oro (p.31).La gestione sarebbe avvenuta attraverso due corporazioni di nuova fondazione. Questa proposta ricevette critiche in USA. Contro il piano White delle due corporazioni per gestirlo vi fu un avversario in casa perchè tal John Parker Young presentò un piano per un diverso modo di gestire la Banca Mondiale che portò poi nel 1956 alla nascita della International Finance Corporation (IFC) (p.31) cioè ad avere una sola corporazione al posto di due,ma di ben poca differenza nella sostanza.
Una seconda bozza per questa Banca Mondiale fu poi presentata al bilaterale con UK il 24 settembre 1943, ma gli venne dedicato uno solo dei giorni del meeting. Keynes cercò subito di abbassare il fondo iniziale di partenza previsto per la Banca perchè dovendolo pagare al 50% in oro ciò significava per l’UK un prezzo troppo elevato. Nella prima bozza il fondo a disposizione della Banca Mondiale era previsto in 20 billioni di dollari,poi nella bozza dell’ aprile 1943 scesi a 10 billioni.
La bozza ufficiale preliminare è del 24 novembre 1943 e venne inviata ai paesi poi invitati a Bretton Woods,URSS compreso. In risposta a tutte le osservazioni che giunsero in merito alla Banca il Tesoro stampò un piccolo libro in data 24 febbraio 1944.
Alla Banca Mondiale fu dato maggior risalto negli incontri di Atlantic City svolti tra il 15 e il 29 giugno 1944 dove gli USA cercarono di far passare l’istituzione come una sorta di garante piuttosto che di prestatore. (p.33)

Gli incontri di Atlantic City 15 – 29 giugno 1944
Vi presenziarono solo 16 paesi, non indicati dall’autore. Keynes vi partecipò dopo aver incontrato i rappresentanti del Commonwealth e ribatté duramente al piano White per ottenerne delle modifiche sostanziali. Dai paesi partecipanti vi furono 70 proposte di emendamenti. L’autore dice che la delegazione USA fu occupatissima solo a scrivere tutte le motivazioni per rigettarle. I tecnici USA  - ancora l’autore – furono “eccessivamente” sic usati più per la difesa del piano USA che non invece per discuterne il merito (p.33).Durante il meeting White mandò un memorandum a Morghentau sottolineando quelle che riteneva le più importanti obiezioni straniere e ribadendo nel contempo l’assoluta necessità delle quote così previste. Morghentau ne richiese il 10% cioè 800 milioni di dollari da mettere a parte per suddividerle tra i paesi che erano chiaramente sottostimati ma per White questo non si poteva accettare. L’URSS inoltre richiese maggior libertà per gli scambi internazionali ma significativo è che tutti fossero contrari al modo di votare condizionato dalla graduatoria delle quote prestabilite. Questi punti d’attrito si ripresentarono a Bretton Woods (p.34)

Bretton Woods, 1 – 22  luglio 1944
Vi furono 44 paesi partecipanti e il meeting durò tre settimane.(nota 3)
L’introduzione dell’autore al capitolo è di sconcertante sincerità :”con una parvenza di democrazia si svolse un convegno dove tutto era già stato deciso e qui si obbligarono gli altri Stati a prenderne atto.” Così come fu fatto con UK ora toccava alle altre delegazioni dei Paesi alleati accettare e portare queste imposizioni ai propri governi per ratificare gli “accordi”.
Si stabilirono 3 commissioni con all’interno vari comitati di lavoro:
commissione I, per il FMI presidenza White
commissione II, per la Banca Mondiale presidenza Keynes
commissione III, altri aspetti di finanza internazionale, presidenza Eduardo Suarez , Messico
La registrazione dei dibattiti – dice l’autore -  fu frammentaria e incompleta, spesso basata unicamente sulle memorie non trascritte dei partecipanti.

Le quote
L’autore lavorò a Bretton Woods nel comitato delle quote avente a capo Fred M. Vinson (nota 4). E’ su questo tema, ricorda subito , che vi furono per gli USA i problemi maggiori. Dal gennaio 1944 si erano fatti altri cambi nella quota/somma dei prestiti seppur non erano certo cambiate le graduatorie che stabilivano in ordine USA, UK, URSS e Cina ai primi quattro posti. Questi cambi quota avvenivano sempre su ordine di White. White gli ordinò di non rivelare in nessun modo i criteri usati per determinare le quote e la graduatoria. Ugualmente però alcune copie “pirata” delle quote circolarono in assemblea. Il comitato quote era composto da 15 Stati tra cui la Francia,Canada, URSS, UK, USA. Appena si distribuì la lista ufficiale prevista dagli USA – dice l’autore - con le graduatorie e le somme/quote dei prestiti concessi più della metà dei presenti obiettò pesantemente chiedendo subito di conoscere con quali criteri si erano stabiliti. Vinson domandò allora all’autore (che ne era l’ideatore) di spiegarlo. Prima della distribuzione delle liste vi era stata una riunione “tecnica” sic  in cui l’autore aveva tentato di far credere – son sue parole – di esservi un serio lavoro scientifico alla base,pur senza accennare alla formula. Ripetè quindi il tutto al Comitato ufficiale delle quote ma – dice – erano tutti troppo intelligenti per non capire che i veri criteri usati erano solo politici.
“Following my explanation, there was a long silence” “Alla mia spiegazione seguì un lungo silenzio”.
(Scompariva la sovranità di ogni nazione e si badi qui vi erano solo i vincitori.)
Silenzio che fu infine rotto dal rappresentante canadese, che si ricorda è qui presente con l’accordo raggiunto con USA e UK, il quale si dichiarò comunque soddisfatto del risultato raggiunto.
In seguito in forma privata l’autore spiegò ai piccoli paesi quali erano ,ma non tutti, i dati utilizzati, mentre i grandi Stati come Cina e URSS parlarono direttamente con i capi delegazione USA. (cioè con la spia “comunista” White). La Francia fu quella che più protestò. Il loro capo delegazione Mendes – France (nota 5 ) che divenne poi premier francese chiese all’autore in albergo come fosse possibile che la potente Francia colonialista avesse meno importanza reale nell’economia mondiale della Cina e solo un terzo rispetto agli UK. Insomma gli chiese come hai deciso? Il povero giovane autore gli ripetè quella che lui chiama “litania”sic preparata ad hoc, senza però rivelare la formula (p.37).La Francia era in realtà ancora un governo in esilio con un de Gaulle odiato da Roosevelt. Quella Francia però considerò un insulto la sua quota. Il capo delegazione francese di fronte a tanta gente alzò la voce dalla rabbia parlando in francese e Morghentau sentendolo andò da loro . Qui l’americano gli disse che Roosevelt voleva la Cina al quarto posto nella graduatoria mondiale del FMI e questo faceva scendere al quinto posto la Francia. Al sentire questo il delegato francese si arrabbiò ancora di più,altro che criteri scientifici!, e gli rivolse parole in francese e inglese che l’autore con diplomazia riferisce non aver compreso bene. Morghentau gli chiese di calmarsi e che ne avrebbero parlato in privato. Così finì questa memorabile scena con l’autore allora giovanissimo che ricorda d’aver tremato per tutto il resto del giorno.
Non mancarono ovviamente proposte intelligenti sul come stabilire le quote ma White, senza mai spiegarne la formula -  precisa sempre l’autore -  arbitrariamente ne impose a tutti i segreti criteri continuando a definirli “scientifici”.L’autore sottolinea come gli fosse incomprensibile il fatto che White dicesse poi che quella formula era stata negoziata. La stessa servì 3 anni dopo per iniziare l’attività del FMI e della Banca Mondiale.

La Banca Mondiale
Qui segnalo la proposta di White, presente nella prima bozza, affinchè fossero permessi prestiti maggiori di più volte di quanto presente in cassa. Questa proposta non fu accettata in ACT da Edward E. Brown presidente della First National Bank of Chicago, poi a Bretton Woods come delegato USA e da Marriner Eccles della Federal Reserve . Si scelse quindi di permettere il prestito in base a quanto in cassa.Un’altro punto di scontro verteva sul fatto che White voleva che i prestiti fossero sempre riferiti a dei progetti presentati, in primis di ricostruzione, al contrario del UK che li voleva liberi con la possibilità di deciderne l’uso a posteriori per i governi. Si raggiunse un compromesso. L’autore spiega che al momento (1994) un terzo dei prestiti della Banca Mondiale sono erogati senza progetto preliminare. (p.40) “Per ragioni mai spiegate” dice l’autore White pretese che le quote di “iscrizione” per la partecipazione alla Banca fossero stabilite utilizzando quelle del FMI. Questo era ben visto dai paesi sudamericani ma causò lo stop da parte di Mosca, disposta a versare in base a una quota molto inferiore a quella sua del FMI. Per superare l’impasse White ottenne da Morghentau l’autorizzazione ad innalzare quella USA con conseguente possibilità di abbassamento delle quote URSS. Nell’ultima seduta a Bretton Woods ricorda l’autore ,Morghentau comunicò ai presenti che Mosca avrebbe accettato la quota pari al FMI. (p.41)

L’autore riporta poi le opinioni sui sovietici dell’americano nato in Russia rappresentante della Federal Reserve Goldenweiser e le fa seguire ad un simpatico siparietto dove i delegati USA sfidarono quelli URSS a volley perdendo, con un giovanile seguito di canti assieme nel nightclub dell’albergo. White dice – lo obbligò a partecipare alla sfida.

La Norvegia inoltrò una precisa richiesta per l’immediata cancellazione della BIS ovvero della “Bank for International Settlements” una istituzione tutt’oggi attiva con sede in Svizzera senza controllo governativo composta da 58 Banche Centrali,BCE e Federal Reserve comprese nata nel 1929 e formata allora da Germania,Belgio,Francia,UK,Italia,Giappone e Svizzera con il curioso scopo iniziale di permettere in modo più agevolato alla Germania di pagare i danni della 1^ guerra mondiale (nota 6). Secondo la Norvegia era utilizzata dagli occupanti nazisti nei vari paesi conquistati per i trasferimenti di quanto “saccheggiato”. Questa richiesta imbarazzò non poco i delegati USA visto che – dice l’autore - era un americano allora il suo presidente (non vi è il nome: tutti i direttori sino al 1981 però sono francesi.) e altre, per me che scrivo, sorprese simili sulla fraterna partecipazione del mondo finanziario in questa curiosa Banca, tutt’altro che in guerra tra loro. L’autore dice che ci si lasciò con l’accettazione di chiuderla e l‘accordo di definirne meglio il modo in altra riunione ma al presente 2012 è ancora attivissima seppure poco conosciuta.(p.42)

Dopo il tema della Banca e della Conferenza di Bretton Woods, che come si comprende, in sè non ebbe nessun valore di negoziato ma fu solo di carattere impositivo, l’autore inizia un nuovo capitolo riguardante il successivo passaggio della ratificazione ufficiale degli ”accordi” da parte dei vari governi. Dice che vi fu una sostanziale opposizione a questo “accordo” sia dal Congresso USA che dal parlamento UK (p.43) e inizia qui la memoria riferendosi al dibattito nel Congresso USA.

La sua opinione, quindi di consigliere del dipartimento del Tesoro, è che “la difesa per (gli accordi ottenuti a) Bretton Woods aveva l’handicap che mancava di credibilità”.
Gli americani popolazione non erano per niente pronti a vedere cancellare di fatto il loro governo in merito all’economia e gli stessi banchieri “normali” si schierarono contro. Si decise allora dal Tesoro di iniziare una massiccia campagna mediatica. L’autore ricorda che fu mandato in due tour che si svolsero da una parte all’altra degli Stati Uniti a spiegarlo ad associazioni politiche,finanziarie e quant’altro,  importanti o meno. Definisce il suo discorso “litania di irreali promesse” (p.45)” condita dal riferimento ,più coinvolgente, che tutto questo serviva ad impedire la nascita di futuri dittatori evitando di entrare nella terza guerra mondiale  e per un mondo di pace “(p.46)
(si noti che questa nobile motivazione non compare mai prioritaria in nessun atto del piano White, a differenza di quello di Keynes che si riferì alla 2^ Guerra Mondiale negativa in sè e causata proprio da quanto avvenuto dopo la prima con la crisi USA che mise alla fame reale anche la Germania.)
Segue poi nei suoi ricordi il principale dei problemi che si presentò agli USA, cioè che gli UK chiedevano in cambio di 6 durissimi anni di guerra un prestito personale da parte USA e non dal futuro FMI. Tutto questo come completamento anche degli innumerevoli recenti contratti e veri accordi sul commercio già firmati.

I suoi ricordi in merito a questo vanno alla data del 13 settembre 1945 a guerra già finita con la Federal Reserve che interviene quindi per il prestito personale agli UK. Il povero Keynes e il suo popolo in ginocchio chiedono la somma di 6 billioni di dollari in forma di titoli di stato sopratutto. (p.47 e 48).In merito a questo prestito White fu contrario mentre prima di Bretton Woods era più favorevole. La decisione finale sul prestito USA agli UK fu avocata dal dipartimento di Stato USA da William L. Clayton. (p.50)

L’autore parla anche delle varie opinioni in merito alle politiche economiche del dopoguerra riferite  alla Germania. White, come ben si seppe dal famigerato “piano Morghentau” per il dopoguerra, casualmente reso pubblico dalla stampa già dal 1944 con l’effetto di rendere disperata la resistenza tedesca e furiosi gli Ufficiali alleati che grazie a questo videro morire le speranze di finire in fretta una guerra spaventosa, era per la cancellazione totale della Germania come potenza economica per renderla terra dedita solo alla pastorizia, ma il dipartimento di Stato non la pensava così. Con il fatto poi che Truman era diventato il nuovo presidente USA White legato a Morghentau era meno potente ora. Bernstein invece era favorevole alla rinascita tedesca.
Ricorda inoltre come White chiedesse nel marzo 1944 a Morghentau di ottenere un prestito USA da 5 billioni di dollari per l’ URSS. (p.48 – 50)

Segue quanto concerne l’opinione pubblica USA che non trascrivo.

In UK fu Keynes che ebbe l’onere di illustrare questi “accordi - imposizioni” iniziando il 18 dicembre 1945 ben dopo la fine della guerra e con la bomba atomica già scoppiata .(Nota 7) . Il discorso completo di Keynes fu “in parte uno scusarsi per le condizioni imposte al prestito richiesto”. (p.51).L’autore si chiede se la supplica di Keynes al parlamento di approvare Bretton Woods ritenendo un valido piano quello di White fosse sincera o invece un disperato tentativo di non perdere il prestito richiesto agli USA sopra accennato. L’autore riferisce che un amico personale di Keynes scrisse che il grande economista credeva veramente in Bretton Woods.E’ notevole come Keynes avvisasse l’Inghilterra nel suo discorso che di fatto non avrebbe più avuto la forza di gestire le colonie,Palestina ovvero Israele tra queste. (Vincendo la guerra moriva l’Impero Britannico. Altro che Pirro! ) (p.51)

L’inizio dei lavori del FMI e della Banca Mondiale.
La fase iniziale dei lavori dei nuovi istituti ovvero FMI e Banca Mondiale si tenne a Savannah,Georgia USA nel marzo del 1946. Si trattò più che altro di organizzarne la gestione. Tutto era già preparato dal governo USA dal suo nuovo segretario del Tesoro Vinson. Qui ancora una volta Keynes si mise contro dato che era favorevole almeno ad un direttivo internazionale che non fosse sottomesso al alcun governo, con White e USA al contrario per un totale controllo politico ovvero USA e URSS dello stesso (p.52).Fu l’ultima carta giocata da un vero economista di salvare l’idea di un libero mercato mondiale. White e Keynes furono qui protagonisti di una curiosa lite,che l’autore ricorda nel testo del 1994 perchè il biografo di Keynes non la volle inserire nel suo libro. La causa fu la busta paga dei futuri dirigenti del FMI e Banca Mondiale,che erano in quel momento di fatto le più alte al mondo al confronto di qualunque carica statale. Keynes le definì mostruose sic  accusando di fronte a tutti White di aver già preparato il suo tornaconto.(p.53)
Il colpo di scena avvenne però dopo. White si trovò ad essere indagato dall’FBI accusato di aver passato informazioni all’URSS e si dovette dimettere dal suo ruolo.(nota 8) Gli USA stabilirono che a capo della Banca Mondiale ci fosse un americano mentre a capo del FMI un europeo. Questi fu il prescelto di Keynes cioè Camille Gutt, belga (nota 9). L’autore riporta il fatto che Keynes avrebbe voluto comunque come americano proprio White.

L’autore scrive che  “la conferenza di Savannah fu il trionfo della potenza USA  ma una triste dimostrazione della sua diplomazia” (p.54)
Le parole dette da Keynes in tale occasione furono pesantissime; egli userà l’immagine delle fate buone e fate cattive (USA) per bollare i protagonisti di queste imposizioni, parole che vennero interpretate poi come una sorte di maledizione. Keynes morirà poche settimane dopo e il suo dottore ne ritenne lo stress causatogli da questo umiliante lungo più anni finale la causa principale.
Keynes era contrario alla stessa sede scelta per il  FMI e la Banca Mondiale cioè Washington al posto della da lui auspicata New York ma neppure questo fu accettato.
Con sorpresa si scopre,vedi anche nota 1, come alcuni non indifferenti protagonisti USA di questa tristissima pagina della storia mondiale moderna siano finiti nelle maglie dell’FBI con la terribile accusa di tradimento indiziati come spie comuniste, in primis White. Fu questo evento che contribuì a far interpretare il velenoso discorso a Savannah di Keynes come una maledizione per i suoi avversari .Ed è certo strano per una memoria  che si pensa dover essere legata a un  freddo matematico  tema economico proprio con questo riferimento alla “maledizione”  termini la parte dedicata a Bretton Woods.

Per alcune pagine poi l’autore prosegue con alcune “Note sulla personalità” sic di quell’evento.(p.55)

White.
Di lui segnala che passò dei brutti momenti nelle più importanti università USA durante gli studi a causa di un diffuso antisemitismo che gli comportò difficoltà di trovare lavoro. Ne ricorda l’incredibile potere che gli permetteva, ignorando del tutto le clausole del dipartimento di Stato
(in tempo di guerra! ), di ottenere informazioni riservate dalle ambasciate USA sparse nel resto del mondo. L’autore stesso lo vide leggere un documento top secret ad un reporter al telefono. La sua volontà di unire al suo Piano anche l’URSS – dice l’autore -  lo rovinerà. I suoi complici furono Solomon Adler,Frank Coe, Harold Glasser, tutti come lui del dipartimento del Tesoro e spie comuniste per la Cina. Alcuni erano in gioventù nell’associazione American Communist , come del resto molti altri giovani non solo nei college USA negli anni ’30. Con sincerità li definisce suoi buoni  amici. L’autore crede che in realtà più che l’essere sul serio una spia, per White pesò il suo mancato rispetto sull’utilizzo, in tempo di guerra, dei corretti canali diplomatici ,un modo di fare che adoperò anche con UK e Canada (p.56) senza esserne in questo caso incolpato. Dopo le dimissioni White andò a lavorare con il governo del Cile e di ritorno da Santiago incontrò l’autore in un albergo dove parlarono per un paio di ore. Non sembrava preoccupato per l’imminente processo. Invece pochi giorni dopo l’inizio degli interrogatori si suicidò. L’autore dice di non credere che la causa del suicidio di White fosse stata il non volere rivelare segreti al processo. (p.56)

Keynes
Riporta alcune curiosità dopo aver ricordato la grandissima emozione di poter, lui giovinetto che l’aveva studiato a scuola, parlare direttamente con il grande Keynes in più occasioni. Tra queste l’opinione detta in uno dei vari convegni che la bozza scritta dagli USA nel 1943 “era in lingua Cherokee” cui aggiunse che “gli americani dipendono troppo dagli avvocati: la leggendaria Mayflower quando salpò da Plymouth era piena solo di notai”. Termina con il commovente addio a Keynes da lui salutato nel treno che ripartiva da Savannah. (p.58)

Lo stato attuale (1994) del FMI e Banca Mondiale.
Sembra di capire che non considerava nel 1994 del tutto negativo Bretton Woods, e usa degli arguti paragoni cercando di proporli con “come sarebbe stato invece con il piano Keynes”.(Purtroppo non poteva immaginare che il cappio mortale di un economia fondata sul nulla sarebbe ancora una volta stato tirato a piacimento. Il 1994 non era certo un anno di fame,anzi.). Nel tempo intanto sono nate altre due affiliazioni da quegli istituti cioè l’IFC la corporazione che abbiamo già visto nel 1956, e l’International Development Association (IDA) di cui non riporta la data.

Il suo prezioso lavoro di ricordi termina a pagina 62, cui segue in appendice il nuovo (del 1994) metodo per il calcolo delle famose quote. Alla fine, nell’ultima riga vi è il suo commento che ora Francia e UK hanno la stessa quota per cui “il buon Mendes – France ,se fosse vivo, si sentirebbe vendicato”

Il potere di voto nel 2012 è il seguente: per cambiare la percentuale di ogni quota - Stato si deve raggiungere 85 % di voti favorevoli. Gli Stati Uniti hanno un diritto di voto determinato dalla loro quota pari al 16,75 % .....quindi nulla è cambiato.



Criteri  per la scelta delle informazioni.
Considerato il momento storico del tutto particolare in cui si definirono le imposizioni di Bretton Woods ho cercato di “conoscere” i protagonisti che Mikesell citava. Chi si occupa di ricerca storica non può non considerare come importante il far sapere se chi aveva in mano le redini della futura economia mondiale negli anni ’40 del secolo scorso era un mussulmano, un cristiano cattolico o protestante, un ebreo, un ateo o altro. Tacerlo si chiama censura ,ma siccome mi occupo di ricerca storica e non di agiografie dove il santo è il solo buono in un mondo di cattivi, non lo farò. Queste particolari informazioni – ricercate solo in Internet con tempi limitati -  non sono di facile reperibilità quindi mi scuso per il fatto che mancano per alcuni nomi e per gli eventuali errori di attribuzione.
Si consiglia di leggere come metodo esemplare l’ottimo studio di Hannah Arendt, ebrea tedesca poi americana “Le origini del totalitarismo”, scritto appena dopo la seconda parte della guerra mondiale del ‘900. Non essendo uno studioso dell’età moderna,ma limitandomi finora al Medioevo e Rinascimento, epoche di cui adoro il vero Governo, ho seguito quel libro come modello per spiegare questa importante  vicenda. La qual ricerca ovviamente, come ben sanno coloro che vivono negli Archivi è e deve essere, sempre contestabile e modificabile da altre migliori ricerche.
Per non suscitare l’ira dei fondamentalisti di ogni credo ho assegnato un colore diverso per ogni una di queste religioni : Cristiano Cattolico, Cristiano Protestante, Ebreo , Mussulmano. Ho poi a caso estratto un colore e a fianco di ogni persona troverete il colore corrispondente alla sua religione. A chi si riferisca il colore non viene al momento fatto presente ma non è difficile cercare in Internet e capire. Non “coloro” Harry Dexter White.

nota1- come riporta Mikesell erano:
(con ? significa che non ne ho trovato l’appartenenza religiosa/culturale. Ogni contributo è bene accetto.)

per la Casa Bianca: (presidente Franklin D.Roosevelt, verde
Lauchlin Currie, poi condannato come spia comunista verde
Benjiamin Cohen verde
Dipartimento di Stato
Dean Acheson  - rosso
Adolf Berle, partecipò ai trattati della 1 Guerra mondiale a Parigi. Accusato di essere spia comunista. Verde.
Herbert Feis verde
Frederick Livesey ?
Leo Pasvolky nato in Russia partecipò ai trattati della 1 guerra mondiale a Parigi. Tra i fondatori dell’ONU.Verde.
John Parke Young ?

Dipartimento del Tesoro (Segretario Morghentau, jr. verde)
Harry Dexter White nato in Lituania poi processato come spia comunista e forse suicidatosi durante il processo.
Elting Arnold ?
Edward Bernstein verde
Henry Bittermann verde
Irving Friedman, direttore poi di Citybank. Verde.
Ansel Luxford ?
Raymond Mikesell ? l’autore di queste memorie.
Norman Ness ?
Commercio
Will Clayton ?
August Maffry ?
Federal Reserve
Marriner Eccles – rosso
Walter Gardner ?
Emanuel Goldenweiser, nato in Russia . Verde.
Security Exchange
Walter Louchein ? poi condannato come spia comunista.
Export – import – bank
Hawthorne Arey ?
Warren Pearson ?
Estero amministrazione economica
Frank Coe –poi condannato come spia della Cina comunista. Verde.
Risorse nazionali
Alvin Hansen ?




nota 2 : la presentazione del Piano di Keynes al parlamento Inglese in  www.INTERNATIONAL%20CLEARING%20UNION_%20.htm

nota 3 : un buon riassunto dei vari aspetti inerenti il funzionamento del moderno FMI senza però il contesto storico qui presentato  è del 1994, scritta per il 50 anniversario delle imposizioni.
Vedasi www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/FMI%201.htm in due parti.
In internet si possono trovare le minute di Bretton Woods,ma considerato l’inutilità di quella conferenza non ho inserito il link. Se qualcuno le desidera mi scriva gliele invio.

nota 4 :, diverrà poi segretario del Tesoro con Truman e a fine carriera capo della Corte Suprema USA. Rosso.

nota 5 : Mendes – France. Verde.

nota 6 : un file con evidente l’alta qualità degli incontri della B.I.S. nel 1939 e i nomi di alcuni dei suoi protagonisti è in
www.bis.org/publ/arpdf/archive/ar1939_en.pdf

nota 7 : il file con il discorso di Keynes in www.ANGLO-AMERICAN%20FINANCIAL%.htm

nota 8 : è lo scandalo del “project Venona”.
Notasi che negli stessi anni del Piano White, per una curiosa coincidenza, era in pieno svolgimento il segretissimo “Progetto  Manhattan” per la costruzione delle bomba atomica, con un team formato da grandi scienziati in maggioranza verdi. In realtà un segreto di Pulcinella, perché ,come per il piano White le informazioni erano inviate agli alleati sovietici e cinesi da alcuni verdi e non, definiti poi dall’FBI come “comunisti” e operanti nel Governo Americano. In questa vicenda si inserirono quindi le accuse di spionaggio verso White e altri economisti USA che lavorarono alla nascita del FMI e Banca Mondiale.

nota 9 : Camille Gutt. Verde.







Gens Iulia di Stefano Zulian
348 0172995
gensiuliastoria@tiscali.it

via Cassanego 20 – 31030
Borso del Grappa

Nessun commento:

Posta un commento