mercoledì 19 febbraio 2014

Contratto di apertura del credito: nullità degli interessi bancari

FILODIRITTO, 17/02/14

Contratto di apertura del credito: nullità degli interessi bancari addebitati e automatica applicazione del tasso di interesse legale

 

1. Cenni sull’istituto dell’apertura di credito bancario
È prassi che le banche utilizzino il classico rapporto di conto corrente bancario anche per finalità di “appoggio” ad altri contratti bancari, quale il contratto di apertura di credito.
La caratteristica peculiare dell’apertura di credito consiste nella disponibilità di una somma di danaro in favore del cliente che, a sua volta, ha un potere d’utilizzazione economica della predetta somma, da restituire alla banca entro un termine prefissato o alla conclusione del rapporto.
Nel caso in cui il contratto di apertura di credito acceda ad un rapporto in conto corrente il cliente ha il potere, oltre che di effettuare più prelevamenti, di reintegrare la disponibilità (provvista) mediante successivi versamenti.
Secondo il legislatore l’apertura di credito è “il contratto con la quale la banca si obbliga a tenere a disposizione  dell’altra parte una somma di denaro per un determinato periodo di tempo o a tempo indeterminato” (articolo 1842 del Codice Civile).

mercoledì 9 ottobre 2013

Per una Europa "dei popoli"


Per una Europa "dei popoli"

NANDO IOPPOLO, October 10, 2010 at 9:56pm
 “Io sono giunto alla conclusione che tutto ciò che di economia mi è stato insegnato all'università dagli esperti della materia si è rivelato totalmente falso!” (F.D.Roosvelt a Sir Halifax, 10.08.1941)

In ogni società organizzata, e la nostra non fa certo eccezione, esiste una sorta di ipnosi di massa che ostacola la formazione di un pensiero autonomo e perfino la presa di coscienza di elementi di fatto pur rilevanti e che ci toccano da vicino quando gli stessi vengono negati da scienza, media e/o autorità religiose o  vengono da essi spiegati in modo diverso e opposto a come ci appaiono.

martedì 2 aprile 2013

Rendita monetaria sovrana: una torta da 100 trilioni


Poco prima di esalare l'ultimo respiro, ormai in agonia, lo stato italiano lancerà il suo ultimo anatema : Restituiteci - o banche - la rendita monetaria sovrana sugli euro creati come denaro creditizio !
A quel punto - emersa URBI ET ORBI la verità sulla truffa colossale - si dovrà provvedere a calcolare quanto grava sui singoli istituti questo debito occulto, attualmente nascosto nel passivo del bilancio. È DA NOTARE CHE QUESTO DEBITO NON POTRÀ ESSERE COPERTO EMETTENDO NUOVA MONETA BANCARIA POICHÉ SI CREEREBBE NUOVAMENTE ALTRA RENDITA DA RESTITUIRE allo stato. Pertanto occorrerà individuare gli assetti recuperabili una volta accertate le responsabilità penali.
Assumendo che il monte titoli del debito pubblico sia stato usato una sola volta dal sistema bancario a base della riserva frazionaria, che nell'area euro era al 2%, possiamo quantificare in 100 trilioni di euro (Debito Pubblico 2.000 miliardi x 50) il debito delle banche nei confronti della tesoreria di stato. Spalmiamo quindi il debito tra i soci ufficiali di Bankitalia, in proporzione alle rispettive quote. Otteniamo, dalle seguenti tabelle, un indebitamento occulto degli istituti bancari italiani rispetto alla rendita sovrana. Dati aggiornati al 28 settembre 2013.

Nella tabella 1 (sotto) indichiamo i partecipanti a Banca d'Italia ed i diritti di voto sulla baee dei quali distribuiamo il debito.

Ente partecipante        Numero voti

Intesa Sanpaolo S.p.A.  50
UniCredit S.p.A. 50
Assicurazioni Generali S.p.A. 42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 41