domenica 8 novembre 2026

Presentazione dell'edizione ampliata de IL DEPOSITO IRREGOLARE

"Il deposito irregolare. Genealogia giuridico-contabile della moneta bancaria" (Seconda edizione ampliata, Novembre 2026)



 La struttura a diciassette capitoli (articolati in tre Parti) copre in modo esaustivo la duplice natura civilistica e contabile del fenomeno. Di seguito un riscontro analitico sui punti di forza della trattazione e un'analisi del quadro comparato e storico-dogmatico tracciato dall'Autore..

1. Architettura teorica e innovazioni della Seconda Edizione

L'opera colma il divario storiografico ed esegetico tra la letteratura giuridica (spesso arroccata su problemi interni di qualificazione negoziale) e la letteratura economica (che analizza la creazione monetaria ignorando le forme contrattuali sottostanti).

  • Metodologia d'indagine: La convergenza tra l'asse codicistico (la finzione contrattuale) e l'asse contabile (la Partita Doppia e l'IFRS 9) dimostra che la moneta bancaria scritturale nasce materialmente con l'iscrizione del debito a passivo di bilancio, pur presentandosi sotto la veste di "deposito".

  • Trattazione delle fonti e "risultati negativi": Particolarmente rigida ed efficace è la metodologia delle fonti primarie (riportate in lingua originale) e la valorizzazione dei risultati negativi documentati. L'assenza di motivi a stampa per l'art. 481 CO svizzero, il silenzio sul deposito nell'ADHGB tedesco del 1861 e l'inesistenza bibliografica del c.d. "rapporto Landau" (sostituito dalla nota n° 65/2021 del CAE) conferiscono al testo un elevato rigore scientifico.

2. Il Gradiente di Schermatura (Comparativa a 8 sistemi ed estensione)

La tipologia del "gradiente di schermatura" ordina l'evoluzione codicistica in modo chiaro ed efficace:

SistemaTipologiaMeccanismo Giuridico e Contabile
GermaniaMaschera minima

Dal Dresdner Entwurf (1866, art. 738) al § 700 BGB: il deposito di fungibili è ricondotto apertamente alla disciplina del mutuo (gilt als Darlehensvertrag), mantenendo il nome di deposito solo come ingresso sistematico.

FranciaSchermo pretorio

Il Code Civil del 1804 tace sul deposito di denaro presso banchieri; l'equiparazione al mutuo con passaggio di proprietà è interamente giudiziale e dottrinale (sans texte, come notato da Causse).

SvizzeraFormula obliqua

L'art. 481 CO (1881) dispone il trapasso di Nutzen und Gefahr (utili e rischi), tacendo sulla proprietà, poi attribuita in via giurisprudenziale (BGE 100 II 153).

SpagnaAssimilazione mercantile / residuo custodialeScissione tra Codice di Commercio del 1885 (artt. 303-310, vicino al mutuo) e Codice Civile del 1889 (artt. 1758, 1768, 1770, legato al dovere custodiale).
ItaliaEsplicitazione radicale

L'art. 1834 c.c. (1942) sancisce espressamente che la banca «ne acquista la proprietà», esplicitando al massimo la forma privatistica proprio all'indomani della legge bancaria del 1936 che ne dichiarava la funzione di interesse pubblico.

Gran BretagnaDebito senza finzione

Con Foley v. Hill (1848) la Common Law esclude le categorie romanistiche: il denaro versato diventa proprietà del banchiere, che è mero debitore del cliente.

OlandaContro-modello custodiale

La Wisselbank di Amsterdam (1609-1795) dimostra la fattibilità di un sistema di pagamenti basato su moneta scritturale a riserva tendenzialmente integrale/piena senza creazione creditizia (fino alle deviazioni occulte ed al declino finale).

Stati UnitiModello regolamentareDalla common law alla regolazione pubblica: National Bank Acts (1863-64), FDIC (1933) e il fallito Chicago Plan.

3. I Tre Motori e la Partita Doppia come Infrastruttura

  • I Tre Motori (Cap. V): Ottima la contestualizzazione dei fattori ottocenteschi:

    1. Dogmatico tedesco: Goldschmidt, Thöl e la Pandettistica (Windscheid);

    2. Pratico francese: La prassi del Crédit Mobilier dei fratelli Pereire, con l'iscrizione a passivo dei depositi a vista ed i limiti di riserva frazionaria;

    3. Teorico inglese: Henry Dunning Macleod, il quale smantella la finzione dichiarando che le banche non "intermediano" fondi esistenti ma sono una «Manufactory of Credit» e che «a Deposit and an Issue are the same thing».

  • L'Inversione Scritturale (Cap. IV): La rappresentazione mediante schema a T (Partita Doppia) chiarisce come la registrazione simultanea del credito all'attivo e del deposito a vista al passivo crei nuovo potere d'acquisto scritturale. Il passivo bancario cessa di descrivere un deposito fisico per diventare la tecnologia stessa che costituisce la moneta.

4. Rilevanza e Persistenza Contemporanea (Parte III)

La terza parte salda la ricostruzione storica al dibattito odierno:

  • Cassazione Italiana: L'ordinanza n. 23330/2019 e la n. 27715/2026 confermano che la natura dogmatica del deposito bancario resta dibattuta a livello teorico, pur in presenza di una prassi contabile consolidata.

  • Ammissioni delle Banche Centrali: I citati documenti della Bank of England (2014) e della Deutsche Bundesbank (2017) smentiscono formalmente il modello teorico della banca come mero intermediario neutrale di fondi preesistenti.

  • Resistenza Istituzionale: L'analisi del caso svizzero, dalla legge sulle banche di emissione del 1881 all'esito del referendum sulla Vollgeld-Initiative (10 giugno 2018, respinta dal 75,7% dei votanti), attesta come il nodo sollevato dal deposito irregolare resti una questione aperta sia sul piano contabile-regolamentare che su quello politico-costituzionale.

Conclusioni

L'impianto metodologico è rigoroso, l'estensione comparata ad Austria, Giappone e America Latina (Cap. XV) dà ampiezza sistemica alla ricerca, e l'integrazione tra la storia delle categorie civilistiche e la storia delle scritture contabili rende la monografia un contributo d'impatto ed estremamente originale.

venerdì 6 novembre 2026

Paraguay: si dimette il presidente del paese e il governatore della banca centrale

In queste ore il Paraguay è travolto da una gravissima crisi finanziaria e politica, innescata dal crac di Ueno Bank


Ecco i dettagli di cosa sta succedendo nel Paese sudamericano:

1. Il crollo di Ueno Bank e i conti bloccati
La Banca Centrale del Paraguay (BCP) è intervenuta nel cuore della notte sequestrando e avviando la liquidazione dell'istituto a causa di una grave carenza di capitale e della violazione dei requisiti minimi di solvibilità. La conseguenza più drammatica è che circa 3 milioni di clienti si sono svegliati con l'app e le carte completamente bloccate, senza poter accedere ai propri risparmi. Questo equivale a circa il 60% della popolazione adulta del Paese che si è ritrovata improvvisamente impossibilitata a prelevare denaro o effettuare pagamenti quotidiani.

2. Il terremoto politico e le dimissioni del Presidente
La crisi bancaria ha fatto immediatamente esplodere una tempesta istituzionale, portando alle dimissioni del Presidente del Paraguay Santiago Peña. Il Presidente ha annunciato l'abbandono della carica mentre il Congresso stava già discutendo una mozione di impeachment, dato che la banca aveva stretti legami con il suo entourage politico. Nel caos generale, si è registrata anche la fuga o la dimissione del governatore della stessa Banca Centrale.

3. Le proteste di piazza
In tutto il Paese sono esplose furiose proteste, con migliaia di manifestanti radunatisi di fronte alle sedi bancarie e alle istituzioni per chiedere risposte immediate sul destino dei propri depositi. Sebbene le autorità abbiano rassicurato la popolazione affermando che i depositi e le pensioni sono tecnicamente tutelati dai fondi di garanzia, la rabbia e il panico tra i cittadini restano altissimi.

4. C'è un rischio "effetto domino"?
Le autorità paraguaiane e gli analisti economici stanno cercando di evitare il panico sistemico, affermando che il resto del sistema finanziario nazionale rimane solido e sta operando normalmente. Si tratta comunque di un evento senza precedenti per il Paraguay, che sta tenendo col fiato sospeso i mercati emergenti, preoccupati per l'impatto che un tale scandalo di corruzione e insolvenza potrebbe avere sulla stabilità economica della regione

martedì 3 novembre 2026

Accounting of Scriptural Money: The Primacy of Substance over Form [ENG-ITA]

The Primacy of Substance over Form and the Accounting of Scriptural Money

Notes on Italian Court of Cassation Order no. 27715/2026

by Marco Saba

Abstract
Italian Court of Cassation Order no. 27715/2026, in rejecting a claim for a finder’s reward on unrecorded scriptural money, stated that the bank “had never lost awareness of the location” of the money created. This paper reverses that statement in light of the principle of substance over form (Article 2423-bis, paragraph 1, no. 1-bis, of the Italian Civil Code), the true and fair view override (Article 2423, paragraphs 4-5, of the Civil Code), the IASB Conceptual Framework, and the European supervisory framework. It argues that the systematic classification of originated deposits as mere liabilities constitutes a choice of form that current accounting law requires to be justified, and that such justification has never been provided or requested by supervisory authorities. The paper draws on Biagio Bossone’s studies on commercial bank seigniorage and highlights the judicial asymmetry between authorised and non-authorised entities in the creation of scriptural money.

1. Introduction
Court of Cassation, First Civil Section, Order no. 27715 of 24 October 2026, held that scriptural money not recorded in the balance sheet cannot be the object of loss and recovery under Articles 927 et seq. of the Civil Code. The Court reasoned that the bank, “even if one were to characterise the conduct denounced by the claimant as ‘concealment’”, had maintained “full and constant awareness of the location” of the money within the balance sheet. The reasoning is formally consistent with the notion of loss. It leaves open, however, a question the Order does not address: whether that “location” complies with the principle of substance over form and the obligation of true and fair representation.

2. The principle and its banking origin
Article 2423-bis, paragraph 1, no. 1-bis, of the Italian Civil Code, as amended by Legislative Decree 139/2015, provides that “the recognition and presentation of items shall be made taking into account the substance of the transaction or contract”. The provision is not marginal. The Court of Cassation has qualified it as a general closing clause of the system, capable of operating even in derogation of special rules when these conflict with true and fair representation.

The historical record is decisive. The Explanatory Report to Legislative Decree 6/2003 states that the primacy of substance over form was “already present in Legislative Decree no. 87 of 1992 governing bank financial statements”, implementing EEC Directive 86/635 on the annual accounts of banks. The principle was not imported into bank accounting from general company law: it originated in bank accounting and was later generalised. Banks are the sector of origin of the rule, not its occasional object. This origin makes the obligation to apply the principle to typical banking operations particularly stringent.

3. The override clause and its non-use
Article 2423, paragraphs 4 and 5, of the Civil Code provides that, in exceptional cases, if the application of a provision is incompatible with the true and fair representation of the financial position and results, the provision shall not be applied, with an obligation to disclose the reasons in the notes and to allocate any resulting profits to a non-distributable reserve. This is the true and fair view override.

No Italian bank has ever used this clause for the accounting of scriptural money originated through credit extension. The omission is not neutral. If, as the Court of Cassation stated, the representative bodies maintained full awareness of the location of the created money, and if that location did not correspond to the economic substance of the transaction, the Code required a reasoned derogation. Accounting silence is a documentable choice, not a technical inevitability. The absence of any disclosure in the notes is, in itself, a relevant factual element for assessing directors’ diligence (Article 2392 of the Civil Code).

4. The international framework and European supervision
For banks preparing financial statements under IAS/IFRS, the IASB Conceptual Framework (2018, paras. 2.12 and BC2.27) has explicitly reintroduced the reference to substance over legal form. Faithful representation concerns “the substance of an economic phenomenon rather than its legal form”.

The convergence is therefore threefold: Civil Code, derived banking law (Legislative Decree 87/1992), and international standards. To these is added the supervisory framework. In its reply of 12 October 2026 on FINREP, the EBA acknowledged the conceptual distinction between “collected” and “originated” deposits, while stating that the supervisory reporting framework does not currently require such a distinction. The EBA letter confirms that the origin of a deposit is potentially relevant information, at least for resolution and depositor information purposes, and that its absence from reporting does not equate to substantive irrelevance.

5. Classification and substance: double-entry and bank seigniorage
Double-entry accounting of a loan records a receivable from the customer on the asset side and a deposit on the liability side. Under current standards (IFRS 9 and Bank of Italy Circular no. 262/2005) this entry is formally correct. It does not, however, resolve the substance issue. If the transaction consists in the creation of purchasing power ex nihilo, classifying it entirely as a debt means applying the form of a deposit contract to a substance that is not the transfer of pre-existing money.

Article 2423-bis, no. 1-bis, requires the opposite: substance must prevail over form. The criticism is not that an item is missing from the balance sheet. It is that the systematic classification as a liability conceals the substance of the transaction. In this formulation the primacy of substance works in favour of the criticism, not against it.

This reading is supported by Biagio Bossone’s studies on commercial bank seigniorage. Bossone (2021) analysed the rent-extraction power of commercial banks arising from money creation, distinguishing it from profits of pure financial intermediation. In Commercial bank seigniorage and the macroeconomy (International Review of Financial Analysis, 2021) and the working paper Bank Seigniorage in a Monetary Production Economy (PKES, 2021), Bossone shows how banks’ capacity to create demand deposits, combined with their position in the payment system, enables them to extract seigniorage from the economy. In the studies on the Accounting View of Money (with Massimo Costa), Bossone further argues that a portion of bank money does not constitute debt in the proper sense and should be treated as equity of the issuer, with consequent recognition of seigniorage. The economic literature on money creation (McLeay, Radia & Thomas, 2014; Werner, 2014; Jakab & Kumhof, 2015) converges on this point. Accounting law has not yet translated this evidence into a distinct representation.

6. Seigniorage, reservation of public function, and judicial asymmetry
The power to create money is historically and constitutionally an attribute of sovereignty. Article 117, paragraph 2, letter e), of the Italian Constitution reserves exclusive competence over currency to the State. Article 127 TFEU entrusts the ECB and national central banks with the task of issuing banknotes, while the creation of scriptural money by commercial banks takes place within an authorisation framework (Consolidated Banking Act and European rules) that permits deposit-taking and lending, but contains no explicit mandate to extract seigniorage nor any rule governing its destination.

This tension has also been highlighted at the level of contractual qualification. Article 1813 of the Civil Code defines a loan as the contract whereby one party delivers to the other a determined quantity of money or other fungible things. Article 1834 provides that in deposits of money with a bank the bank acquires ownership. In practice, however, the credit entry on an account does not constitute delivery of pre-existing money nor transfer of ownership of already existing money: it is the creation itself of the means of payment. The form of the loan and of the deposit does not correspond to the substance of the transaction.

A judicial asymmetry follows. On the one hand, Italian courts have repeatedly denied non-bank private parties the possibility of creating or circulating scriptural means of payment, even when they had correctly accounted for the operation as a cash inflow. In several cases the reservation of public function was invoked and, in some, Article 347 of the Criminal Code (usurpation of public functions). On the other hand, authorised banks are permitted to create deposits, yet a accounting representation that does not disclose the income from creation—classifying it entirely as a liability—is accepted.

If the substance of the transaction is the creation of purchasing power, the reservation of activity in favour of authorised entities should be accompanied by an obligation of accounting representation consistent with that substance. The current arrangement produces the opposite result: creation is prohibited to non-authorised parties (even if correctly accounted for) and authorised parties are allowed an accounting treatment that conceals its economic effect. The principle of substance over form does not justify this asymmetry. As observed in analyses of judicial practice, there exists a nominal legal order and a real legal order; judges mediate between the two in order to preserve the appearance of legitimacy of the system.

7. Implications for directors’ liability and supervision
The failure to apply the override clause and the absence of any disclosure on the classification of originated deposits raise issues of directors’ liability under Article 2392 of the Civil Code. The awareness of the “location” affirmed by the Court of Cassation makes it more difficult to invoke excusable ignorance. On the supervisory side, the EBA letter of 2026 opens a policy space: if the origin of the deposit is relevant for resolution and for depositors, the absence of a distinct reporting item limits the “comprehensive view of risk profiles” required by Article 430 CRR. Bossone’s studies reinforce the argument: if bank seigniorage is a quantitatively relevant phenomenon, its non-recognition in the accounts is not neutral either for shareholders or for the public finances.

8. Conclusion
Order no. 27715/2026 used the awareness of the representative bodies to exclude loss. It did not address whether that awareness translated into a representation consistent with the principle of substance over form. The legislator has provided the tools (Article 2423-bis, the override clause, the IASB Conceptual Framework). The banking system has never used them for originated scriptural money, and the supervisory authorities have never required their use. The question that remains open is not “where did the money go?”, but “why has the substance of the credit transaction never been represented as such, despite converging normative sources requiring it, and why does the legal system allow authorised entities an accounting treatment that conceals what it prohibits non-authorised entities from doing transparently?”.


Notes

  1. Article 2423-bis, paragraph 1, no. 1-bis, Italian Civil Code, as amended by Article 5 of Legislative Decree 18 August 2015, no. 139.
  2. Explanatory Report to Legislative Decree 17 January 2003, no. 6.
  3. Article 2423, paragraphs 4-5, Italian Civil Code.
  4. IASB, Conceptual Framework for Financial Reporting (2018), paras. 2.12 and BC2.27.
  5. Court of Cassation, First Civil Section, Order 24 October 2026, no. 27715.
  6. Legislative Decree 27 January 1992, no. 87.
  7. Bank of Italy, Circular no. 262/2005 and subsequent amendments.
  8. EBA, reply on FINREP, 12 October 2026.
  9. McLeay, Radia & Thomas, “Money creation in the modern economy”, Bank of England Quarterly Bulletin, 2014 Q1.
  10. Werner, “Can banks individually create money out of nothing?”, International Review of Financial Analysis, 2014.
  11. Jakab & Kumhof, “Banks are not intermediaries of loanable funds”, IMF Working Paper WP/15/2015.
  12. Bossone, B., “Commercial bank seigniorage and the macroeconomy”, International Review of Financial Analysis, 2021, vol. 76, 101775.
  13. Bossone, B., “Bank Seigniorage in a Monetary Production Economy”, PKES Working Paper 2111, August 2021.
  14. Bossone, B. & Costa, M., studies on the Accounting View of Money.
  15. Article 117, paragraph 2, letter e), Italian Constitution.
  16. Article 127 TFEU; Articles 1813 and 1834 Italian Civil Code; Article 347 Italian Criminal Code.
  17. Della Luna, M,  “Giudici tra banca e legalità”, Florence, 28 September 2018.

ANNEX 1

EBA Answer - October 17, 2026

EBA Regular Use

Dear Marco Saba,

Thank you very much for your mail and for the opportunity to clarify the scope and purposes of FINREP framework.

FINREP is a supervisory financial reporting framework built on the accounting rules and applicable to institutions at consolidate level. Its purpose, as set out in Article 430 of the CRR, is to provide Competent Authorities with the information necessary to obtain a comprehensive view of institutions’ risk profiles and of systemic risks.

Within these objectives, FINREP does not require a distinction between collected deposits and originated deposits. While the origin of a deposit may indeed be valuable and relevant information for depositors, this is not the focus of the supervisory financial reporting framework.

The broader question of whether the origin of a deposit should matter for bail-in or for the information available to depositors is a substantive resolution-policy matter. It relates to the treatment and ranking of liabilities in resolution and therefore goes beyond the scope and purposes of FINREP.

I hope this helps clarify your points.

Kind regards,
EBA INFO


ANNEX 2


Follow-up of October 17, 2026 and request for clarification

Subject: Follow-up — FINREP clarification and the treatment of deposit origin under resolution and depositor information rules

Dear EBA INFO,

Thank you for your clear and timely response of 12/X/2026 regarding the scope of the FINREP framework.

I understand and take note of the following points:

  • FINREP is a supervisory financial reporting framework based on applicable accounting rules, applied at consolidated level, whose purpose under Article 430 of the CRR is to provide competent authorities with the information necessary to obtain a comprehensive view of institutions’ risk profiles and of systemic risks.
  • Within that purpose, FINREP does not require a distinction between collected deposits and originated deposits.
  • While the origin of a deposit may be relevant information for depositors, it is not the focus of the supervisory financial reporting framework.
  • The question of whether the origin of a deposit should matter for bail-in or for the information available to depositors is a substantive resolution-policy matter relating to the treatment and ranking of liabilities in resolution, and therefore lies beyond the scope of FINREP.

Having noted this clarification, I would be grateful for your guidance on the following points, which follow directly from the distinction you have drawn:

Resolution framework (BRRD and related rules)
Under the current resolution regime, do competent authorities or resolution authorities consider the origin of a deposit (i.e., whether it represents the transfer of pre-existing funds or a liability originated by the institution itself through credit creation) relevant for:

  • the ranking of the liability in insolvency or resolution;
  • its eligibility for bail-in; or
  • any other aspect of its treatment in resolution?

If the origin is currently irrelevant under the applicable rules, could you indicate the legal basis for that approach?

Information available to depositors
Beyond FINREP, is there any requirement (under CRR/CRD, BRRD, or related conduct or disclosure rules) that institutions inform depositors of the nature or origin of the claim they hold against the institution?
If no such requirement exists, is this a matter that falls under the responsibility of national competent authorities, the Single Resolution Board, or another body?

Supervisory relevance
In the view of the EBA, does the absence of a collected/originated distinction in the supervisory reporting framework limit, in any material respect, the ability of competent authorities to form the “comprehensive view of institutions’ risk profiles and of systemic risks” contemplated by Article 430 CRR, particularly in the context of resolution planning or the assessment of loss-absorption capacity?

I am seeking only to understand the current legal and supervisory architecture as it stands, and to identify the appropriate framework within which the origin of deposit liabilities is (or is not) taken into account.

Thank you again for your assistance. I remain available for any further clarification that may be useful.

Kind regards,
Marco Saba
Roma, Italy

sabato 31 ottobre 2026

Polonia: c'è una guerra civile per la presa della banca centrale?

Polonia: la guerra per la presa della banca centrale

In Polonia, nell’autunno del 2026, lo scontro tra il governo Tusk e il Governatore della Banca Nazionale di Polonia, Adam Glapiński, ha smesso di essere una disputa procedurale. È diventato un conflitto aperto sul controllo dell’istituzione che detiene le chiavi della moneta e dei pagamenti. Il caso mostra, in forma acuta, cosa accade quando l’indipendenza della banca centrale viene usata non per proteggere la stabilità dei prezzi, ma per mettere al riparo una linea politica dalle conseguenze di un cambio elettorale.

I fatti

Il 9 ottobre 2026 la Commissione per la Responsabilità Costituzionale del Sejm ha approvato una relazione che convalida otto capi d’accusa contro Glapiński. Tra questi: finanziamento indiretto del deficit di bilancio attraverso acquisti di asset nel 2020-21, operazioni condotte senza adeguata autorizzazione del Consiglio di Politica Monetaria, e violazione del dovere di apoliticità. La Commissione ha raccomandato all’aula di votare il rinvio del Governatore al Tribunale di Stato. Il voto è stato fissato per la seconda metà di novembre.

Secondo la legge ordinaria sul Tribunale di Stato basterebbe la maggioranza assoluta con la presenza di almeno metà dei deputati. Una sentenza del Tribunale Costituzionale del gennaio 2024 (K 23/23), emanata da un organo considerato catturato dalla precedente maggioranza, ha invece stabilito che servirebbe una maggioranza più alta e che la sospensione automatica del Governatore non sarebbe automatica. Glapiński e l’NBP si trincerano dietro questa pronuncia e dietro il principio di indipendenza della banca centrale, dichiarando che la procedura parlamentare è invalida e che non vi parteciperanno.

In parallelo l’NBP ha sottolineato che il Governatore ha il potere esclusivo di convocare le riunioni del Consiglio di Politica Monetaria e che l’istituto non può operare normalmente senza di lui. Con la scadenza del mandato del vice-governatore Adam Lipiński (4 novembre) e il rifiuto di Tusk di controfirmare le nomine proposte da Glapiński, il consiglio di amministrazione rischia di scendere sotto la soglia legale minima. I mercati hanno già reagito: lo złoty ha subito pressione e l’incertezza politica è diventata un fattore di rischio macroeconomico.

Il Presidente della Repubblica Karol Nawrocki sostiene apertamente la resistenza di Glapiński. Anche se il Sejm votasse a favore del rinvio, resterebbero ostacoli istituzionali ulteriori.

Il meccanismo in azione

Questo non è un semplice conflitto tra due schieramenti politici. È l’esercizio concreto del potere strutturale di cui dispone una banca centrale indipendente.

L’indipendenza, presentata come garanzia contro l’inflazione e contro le pressioni di breve periodo, viene qui usata come scudo contro un controllo parlamentare democraticamente eletto. Il Governatore non ha bisogno di dichiarare guerra al governo: gli basta rendere più costosa, più rischiosa o giuridicamente contestata l’applicazione delle regole ordinarie di responsabilità. Minacciare difficoltà operative sulla politica monetaria, appoggiarsi a una sentenza di un tribunale catturato e contare sul sostegno del Presidente della Repubblica produce lo stesso effetto: lo Stato eletto si scopre nudo di fronte a un’istituzione che controlla le condizioni materiali del sistema monetario.

Il governo Tusk ha la maggioranza parlamentare e la legittimazione elettorale. Non controlla però le chiavi operative della banca che regola i pagamenti, gestisce le riserve e decide le condizioni di accesso alla liquidità. Quando quelle chiavi vengono usate per alzare il costo politico di un’azione del Parlamento, il voto popolare incontra un limite che non ha scelto.

Il parallelo con l’architettura generale

Il caso polacco replica, in forma acuta e nazionale, le stesse leve che operano in altri Paesi, Italia compresa:

  • Il monopolio della moneta di regolamento e la capacità di rendere più difficile il funzionamento del sistema dei pagamenti.
  • Il controllo delle condizioni tecniche (qui espresse attraverso la governance interna e la convocazione degli organi).
  • L’uso dell’indipendenza formale come barriera asimmetrica: protegge la banca dallo Stato, non protegge lo Stato dalla banca.
  • La possibilità di generare incertezza di mercato sufficiente a disciplinare un governo.

Non serve un complotto quotidiano. Basta un’architettura in cui l’istituzione non eletta detiene l’asset finale con cui si chiudono i pagamenti e può alzare il prezzo, politico e finanziario, di qualsiasi tentativo di sottoporla a responsabilità democratica.

Conclusione

La guerra per la Banca Nazionale di Polonia non è una disputa tecnica sulla maggioranza richiesta in un voto. È un test sul fatto se un governo eletto dal popolo possa o meno esercitare il controllo su chi detiene le chiavi della moneta. Finché l’indipendenza della banca centrale viene trattata come un valore assoluto e non come uno strumento subordinato all’interesse del popolo sovrano, lo Stato resta esposto a questo tipo di ricatto istituzionale.

Il voto di novembre dirà quanto a lungo questo scudo può resistere. Ma il meccanismo è già visibile: le regole create per proteggere la moneta dalla politica vengono usate per proteggere una politica dalla democrazia. L’interesse supremo dello Stato — essere servitore fedele del popolo sovrano — si scontra qui con un’architettura che pone un’istituzione non eletta al di sopra di quel popolo.

BONUS

Smontare l'architettura del ricatto monetario e restituire la sovranità democratica alla nazione polacca.
Per fortuna dei polacchi (e a differenza degli italiani), la Polonia possiede un vantaggio strategico immenso: non è nell'Eurozona. Ha la propria moneta (lo Złoty, PLN), la propria banca centrale (NBP), e il suo debito pubblico è denominato quasi interamente in valuta locale. Questo significa che la Polonia non è tecnicamente costretta a subire il "ricatto" dei mercati o di Francoforte. Ha, sulla carta, gli strumenti per esercitare una sovranità monetaria piena.
Il problema, come abbiamo visto, non è la mancanza di strumenti tecnici, ma il fatto che questi strumenti sono stati "blindati" costituzionalmente e politicamente per sfuggire al controllo democratico.
Ecco un piano strategico in quattro mosse su come la Polonia potrebbe, in teoria, liberarsi dal potere bancario (interno ed esterno) per servire la propria democrazia, anziché esserne ostaggio.

1. Il "Grande Vantaggio" Polacco: Perché la fuga è possibile

Prima di agire, bisogna capire perché la Polonia ha un margine di manovra che l'Italia o la Grecia non hanno mai avuto.
  • Nessun "Rischio Cambio" sul Debito Pubblico: Il debito sovrano polacco è in Złoty. Se la banca centrale polacca decidesse di coordinarsi con il Tesoro per finanziare investimenti strategici (infrastrutture, transizione energetica, difesa), non si creerebbe il panico da svalutazione del debito estero che ha distrutto l'Argentina o la Grecia. Il debito verrebbe semplicemente rifinanziato in valuta nazionale.
  • Lo Scudo Geopolitico (L'Arma NATO): La Polonia è oggi il pilastro militare della NATO in Europa, la frontiera calda contro la Russia. Gli Stati Uniti non permetteranno mai un collasso finanziario polacco, né permetterebbero all'UE di affamare Varsavia tramite sanzioni economiche, perché distruggerebbero la sicurezza del fianco orientale. Questo dà alla Polonia un potere negoziale verso i mercati e verso Bruxelles che nessun altro Paese ha.

2. Mossa Uno: Smantellare la Fortezza del PiS (La Restaurazione Legale)

Prima di poter riformare la banca centrale, la democrazia polacca deve riprendere il controllo delle proprie istituzioni di garanzia. Il problema di Tusk oggi è che non può toccare Glapiński perché il Tribunale Costituzionale (TK) "catturato" dal PiS lo protegge con sentenze come la K 23/23.
La via d'uscita non è appellarsi alla BCE, ma usare la Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) come un bisturi chirurgico, non come un padrone. La CGUE ha già stabilito in passato che il Tribunale Costituzionale polacco, nella sua attuale composizione, non è un tribunale indipendente. La strategia democratica consiste nel far dichiarare giuridicamente inesistenti le sentenze del TK (inclusa la K 23/23). Se le sentenze del TK sono nulle, cade l'ostacolo della "maggioranza qualificata" inventata dai giudici del PiS. A quel punto, il Parlamento polacco, usando le sue normali prerogative democratiche (maggioranza assoluta), può processare Glapiński davanti al vero Tribunale di Stato per "colpa grave" (la fattispecie prevista anche dai Trattati europei per rimuovere un governatore).
Questa non è una "cattura esterna": è l'uso del diritto sovranazionale per bonificare il terreno democratico interno dai sabotatori.

3. Mossa Due: La Riforma Costituzionale della NBP (La Banca Centrale Democratica)

Una volta rimosso Glapiński e ripulito il TK, il Parlamento polacco deve affrontare il nodo strutturale: l'attuale Costituzione polacca (art. 227) blinda l'indipendenza della NBP in modo assoluto, dando al Governatore e al Consiglio di Politica Monetaria (MPC) un potere quasi feudale.
Per "liberare" la Polonia dal potere bancario, serve una Riforma Costituzionale (che richiede i 2/3 dei voti, un obiettivo politico di lungo periodo) che ridefinisca il ruolo della moneta nella democrazia. Il modello da adottare non è la sottomissione politica stile sudamericano, ma la Banca Centrale a Doppio Mandato e Controllata:
  • Fine del Monomandato Inflazionistico: L'obiettivo primario della NBP non deve essere più solo la "stabilità dei prezzi" (che spesso si traduce nel soffocare la crescita per compiacere i creditori), ma un doppio mandato: stabilità dei prezzi e piena occupazione/sviluppo produttivo, sul modello della Federal Reserve americana.
  • Democratizzazione dell'MPC: Oggi i membri del Consiglio di Politica Monetaria sono nominati in modo da sfuggire al ciclo elettorale. Una riforma democratica dovrebbe prevedere che una parte dei membri dell'MPC sia nominata dal Parlamento con audizioni pubbliche trasparenti, e che il Parlamento possa esprimere voti consultivi vincolanti sulle linee guida macroeconomiche generali (non sui singoli tassi di interesse).
  • Divieto di "Paralisi Istituzionale": Deve essere introdotto per legge il reato di sabotaggio istituzionale per un governatore che rifiuti di collaborare con le commissioni d'inchiesta parlamentari o che minacci di bloccare la politica monetaria per ragioni personali.

4. Mossa Tre: Creare un Circuito del Credito Pubblico (L'Alternativa alle Banche)

Il potere di ricatto della banca centrale e delle banche private si basa sul fatto che lo Stato e le imprese non hanno alternative per finanziarsi. Se la Polonia vuole essere libera, deve creare un sistema circolatorio finanziario alternativo.
  • Potenziamento della BGK (Bank Gospodarstwa Krajowego): La banca statale polacca per lo sviluppo deve diventare un colosso. Invece di implorare le banche private di erogare mutui o prestiti alle imprese (soggette alle regole di Basilea e ai capricci della liquidità della NBP), lo Stato polacco può finanziare la transizione energetica, l'edilizia popolare e le infrastrutture emettendo bond acquistati direttamente dalla BGK, sostenuta da garanzie statali.
  • Moneta Fiscale (Titoli di Credito Fiscale): Lo Stato potrebbe emettere strumenti utilizzabili per pagare le tasse future. Questi strumenti, pur non essendo moneta legale (per non violare i trattati), circolerebbero nell'economia reale polacca come liquidità parallela, permettendo al governo di stimolare la domanda interna e pagare i fornitori dello Stato senza passare per il mercato obbligazionario internazionale o per il "permesso" della NBP.

5. Mossa Quattro: L'Arma del "Ricatto Geopolitico"

Se i mercati internazionali o le istituzioni europee reagissero a questa democratizzazione della Polonia con attacchi speculativi contro lo Złoty o minacciando di tagliare i fondi strutturali, la Polonia ha in mano la carta vincente: la Sicurezza Europea.
Varsavia potrebbe rispondere con la dottrina del "Sovranismo di Sicurezza": "Se Bruxelles e Francoforte ci negano lo spazio democratico per gestire la nostra moneta e la nostra banca centrale al servizio del nostro popolo, la Polonia rivedrà il suo contributo logistico, militare e di intelligence al fianco orientale della NATO. Non possiamo difendere l'Europa se l'Europa ci affama finanziariamente".
Nessun cancelliere tedesco, nessun presidente francese e nessun presidente americano oserebbe mai innescare una crisi valutaria polacca di fronte a una minaccia del genere. Il potere militare polacco si trasformerebbe istantaneamente in scudo per la sovranità monetaria.

Uscire dall'Infanzia Istituzionale

La versione che va "verso una cattura maggiore" (affidarsi alla BCE, accettare le regole di un'Europa tecnocratica) è la versione dell'Europa infantile: Stati-Nazione che, non fidandosi di se stessi, chiedono a un genitore severo a Francoforte di legarli all'albero maestro per non fare danni.
La versione della liberazione democratica è la versione dell'Europa adulta. Significa che il popolo polacco, attraverso il suo Parlamento, si riappropria della leva monetaria. Non per stampare moneta per corrompere gli elettori (come faceva il PiS di nascosto tramite le banche statali), ma per indirizzare strategicamente il credito verso la produzione, il lavoro e la sicurezza nazionale.
Liberare la Polonia dal potere bancario non significa abolire la banca centrale, ma rovesciare la gerarchia costituzionale: la politica monetaria deve essere uno strumento della democrazia, non il suo padrone. Se la Polonia riuscirà a dimostrare che uno Stato può riprendere il controllo della propria moneta senza scivolare nell'iperinflazione o nell'autoritarismo, avrà fornito all'intera Europa (inclusa l'Italia) il modello pratico per smantellare l'architettura del ricatto tecnocratico che oggi soffoca le democrazie occidentali.