mercoledì 25 marzo 2026

Il privilegio bancario è IL nemico della Democrazia

Il privilegio bancario invisibile

Chi crea i soldi dal nulla, chi decide dove vanno e perché la democrazia resta fuori dalla porta

 


In una democrazia moderna il popolo sovrano delega al Parlamento e al Governo il potere di gestire le risorse collettive. Eppure esiste un privilegio enorme, quasi mai spiegato al pubblico, che sfugge completamente a questo meccanismo: la creazione di moneta.

Non parliamo di banconote stampate dalla Banca centrale. Parliamo del 97 % circa della moneta in circolazione (i depositi sui nostri conti correnti), che nasce dal nulla quando una banca commerciale concede un mutuo, un finanziamento o un credito.

Il meccanismo che nessuno voleva dirci per decenni

Fino al 2014 la narrazione ufficiale era chiara e rassicurante: le banche intermediano i risparmi dei cittadini e li prestano a chi ne ha bisogno. Poi la Bank of England ha pubblicato il famoso articolo Money Creation in the Modern Economy (Quarterly Bulletin, marzo 2014):

«Nella moderna economia la maggior parte della moneta è creata dalle banche commerciali quando concedono prestiti. […] Le banche non agiscono come intermediari di fondi pre-esistenti.»

Banca d’Italia e BCE hanno seguito a ruota con documenti educativi. Prima di allora? Silenzio o vere e proprie favole sul “moltiplicatore monetario”.

Eppure, se guardiamo la legge italiana, non esiste nessuna norma esplicita che autorizzi questo privilegio.

L’articolo 10 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) parla solo di:

  • «raccolta del risparmio tra il pubblico»
  • «esercizio del credito»

Cioè intermediazione. Non una riga che dica: «le banche possono creare depositi ex nihilo attraverso scritture contabili». È un vuoto normativo che dura da oltre un secolo, tollerato perché comodo.

Il secondo privilegio: decidere dove va il denaro appena creato

Creare soldi dal nulla non è solo un atto tecnico. È una scelta politica.

Quando una banca concede un credito, decide chi avrà accesso a quella nuova moneta e per cosa verrà usata. È potere puro:

  • Può finanziare Jeffrey Epstein e la sua rete di potere (come emerso dai file).
  • Può negare un mutuo a un’onesta start-up italiana che vuole innovare.
  • Può riversare miliardi su progetti di armamenti, nucleare, speculazione immobiliare o attività antisociali.
  • Può invece rifiutare investimenti in transizione ecologica, sanità pubblica o ricerca di base.

Nessun elettore ha mai votato per questo. Nessun Parlamento lo controlla. Nessuna commissione di inchiesta può convocare i consigli di amministrazione delle banche e chiedere: «Perché avete creato 500 milioni per quel fondo speculativo e zero per le PMI del Mezzogiorno?»

È politica senza democrazia.

La contraddizione con i principi costituzionali

La Costituzione italiana (art. 1) dice che la sovranità appartiene al popolo. La sovranità monetaria – cioè il potere di creare e allocare la moneta – è la forma più pura di sovranità economica. Eppure è stata appaltata a soggetti privati senza trasparenza, senza responsabilità diretta verso i cittadini e senza scrutinio democratico.

Questo crea un paradosso letale:

  • Il popolo elegge chi governa le tasse e la spesa pubblica.
  • Ma non elegge chi crea la moneta stessa e decide a chi darle.

È come se avessimo delegato al privato il potere di stampare banconote e poi ci lamentassimo che la politica non riesce a controllare l’economia.

Perché è stato tenuto nascosto così a lungo?

Perché ammettere la verità avrebbe significato aprire tre fronti pericolosissimi:

  1. Profitti privati colossali (interessi su denaro creato dal nulla).
  2. Pressione per riforme radicali (moneta sovrana, riserva al 100 %, creazione monetaria diretta dello Stato).
  3. Perdita di fiducia nel sistema: se la gente capisse che il suo mutuo crea e distrugge moneta, il mito della “banca che presta i soldi dei risparmiatori” crollerebbe.

È stata una scelta di comodità per banche e governi. Le banche guadagnano. I governi si indebitano senza dover stampare moneta direttamente (operazione politicamente tossica). Il cittadino paga l’inflazione come tassa occulta.

È ancora una democrazia se la moneta è privatizzata?

La domanda è semplice e scomoda: Può esistere una vera democrazia quando la risorsa più strategica – la moneta – è creata e allocata da soggetti privati senza alcun obbligo di trasparenza democratica?

Il privilegio bancario non è solo tecnico. È costituzionale. Finché non verrà riportato sotto controllo pubblico – con regole chiare, responsabilità diretta e scrutinio parlamentare – la parola “democrazia” resterà una mezza verità.

Il denaro non è neutrale. Chi lo crea decide chi vince e chi perde nella società. E oggi quel “chi” non siamo noi.

È ora di pretenderlo.

Fonti principali:

  • Bank of England, Money Creation in the Modern Economy (2014)
  • Testo Unico Bancario, art. 10
  • Documenti educativi Banca d’Italia e BCE sulla moneta bancaria

Passa questo articolo. Parliamone. La trasparenza non è un optional della democrazia: è il suo fondamento.

lunedì 23 marzo 2026

Riconoscimento del Debito da Signoraggio Bancario e Abbuono del Debito Pubblico

Proposta del Centro Italiano di Studi Monetari

Riforma Quantitative Balancing: Riconoscimento del Debito da Signoraggio Bancario e Abbuono del Debito Pubblico Pregresso

Roma, 24 marzo 2026 – Il Centro Italiano di Studi Monetari (CISM) presenta una proposta concreta e immediatamente attuabile per risolvere due problemi strutturali del sistema finanziario italiano: l’opacità nella creazione di moneta bancaria e l’insostenibilità del debito pubblico.

Attraverso il framework Quantitative Balancing (QB), dimostriamo che le banche commerciali italiane devono alla Tesoreria di Stato un credito pregresso di ~3.000 miliardi di euro per signoraggio maturato dal 1950 al 2025. In cambio dell’adozione del QB nei bilanci bancari, proponiamo l’abbuono di 2.000 miliardi di debito pubblico – circa il 70% del debito/PIL – trasformando un privilegio opaco in un’architettura trasparente e stabile.

Il Debito Storico: 3.000 Miliardi di Credito Pubblico

Dal 1950 le banche hanno creato la quasi totalità della moneta in circolazione (proxy M1 non‑contante: da 0,25 mld euro nel 1950 a 1.843 mld nel 2025). Su questo stock, applicando un tasso signoraggio conservativo del 3% annuo con split 97% Stato / 3% monetaggio banca, emerge:

Periodo

Stock MB (euro mld)

Signoraggio Stato 97% Cumulato (euro mld)

1950-1980

0,25 → 2,99

~15

1980-2000

2,99 → 400

~450

2000-2025

400 → 1.843

~2.523

Totale

1.843 (2025)

~2.988



Fonti: Serie storiche Banca d’Italia, ABI, Università Cattolica. Calcolo: interessi 3% su stock medio annuo × 75 anni × 97%.

La Proposta in 3 Fasi

Fase 1: Riconoscimento del Debito (Immediato)

  • Iscrizione nei bilanci bancari di “Debito verso Tesoreria” = stock moneta bancaria 1.843 mld euro (2025).

  • Flusso annuo: 3% su stock × 97% Stato = ~53 mld euro/anno al Tesoro.

Fase 2: Trattativa QB vs Abbuono (6 mesi)

  • Le banche: adottano QB con riclassificazione automatica depositi → passività Tesoreria.

  • Lo Stato: abbuona 2.000 mld del debito pregresso (67% del totale rivendicato).

  • Risultato: banche pulite dal passato, Stato con nuova entrata strutturale + debito/PIL -12 punti.

Fase 3: Nuovo Equilibrio (2027+)

  • Ogni nuovo credito bancario genera automaticamente debito simmetrico verso Tesoreria.

  • Signoraggio 97% finanzia riduzione debito, investimenti, taglio cuneo fiscale.

  • Stime 2027: ~55 mld annui stabili (crescita MB 2-3%).

Vantaggi per Tutti gli Attori

Per lo Stato:

  • Credito immediato 2.000 mld + flusso perpetuo ~50 mld/anno.

  • Debito/PIL da 140% → ~48% in un anno.

Per le banche:

  • Chiusura contenzioso pregresso con abbuono sostanziale.

  • 3% monetaggio (~1,5 mld/anno) come profitto zecca autorizzata.

  • Architettura stabile, fine riserva frazionaria, zero bank run.

Per i cittadini:

  • Depositi segregati, proprietà legale garantita.

  • Meno debito pubblico = meno tasse future.

  • Signoraggio pubblico → servizi/abbattimento tasse.

Meccanismo Contabile (Esempio)

Prima (sistema attuale):

ATTIVO: Credito cliente 100 → PASSIVO: Deposito cliente 100


Dopo (QB):

ATTIVO: Credito cliente 100 → PASSIVO: Debito Tesoreria 100
↓ 3% annuo
97% Stato / 3% Banca


Perché Ora

  1. Dati pronti: 75 anni serie storiche Bankitalia verificate.

  2. Contesto politico: pressure debito pubblico post-2025, banche ricche di depositi record.

  3. Fattibilità tecnica: una riga nei bilanci + decreto MEF/Bankitalia.

  4. Precedenti: concetti analoghi in Tallinn 2.0, Chicago Plan 1935.

Call to Action

Il Centro Italiano di Studi Monetari è disponibile per:

  • Audizioni parlamentari su QB e debito signoraggio.

  • Tavoli tecnici MEF/ABI per simulazioni dei bilanci.

  • Paper formale con dati micro (bilanci banche 1950-2025).

Il Quantitative Balancing non è teoria: è un algoritmo contabile che riprogramma il sistema finanziario italiano per la sovranità monetaria e la stabilità strutturale.

Contatti: Centro Italiano di Studi Monetari

CSV dati completi e grafici disponibili su richiesta per tavoli istituzionali.


Riferimenti


[1] Chicago Plan 1935: riserve 100%, fine creazione moneta bancaria. Fisher (1935), "100% Money", https://monetary.org/images/pdfs/Chicago-Plan-and-American-Monetary-Act.pdf

[2] Tallinn 2.0: Estonia propose moneta sovrana digitale Estcoin (2017), eliminazione creazione credito bancario. Korjus, e-Residency Program: https://www.investireoggi.it/residenza-moneta-digitali-cosi-lestonia-abbatte-confini-soldi/




martedì 17 marzo 2026

Bank of America paga: accordo con gli accusatori di Epstein

Bank of America risolve la causa degli accusatori di Jeffrey Epstein, affondando la deposizione di Leon Black

Jeffrey Epstein Mohammad bin Salman
La causa ha affermato che Bank of America ha facilitato l'operazione di traffico sessuale di Jeffrey Epstein. Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti
  • Le vittime di Jeffrey Epstein e Bank of America hanno raggiunto un accordo in una class-action.
  • I termini non sono ancora stati divulgati pubblicamente.
  • JPMorgan ha pagato $ 290 milioni e Deutsche Bank ha pagato $ 75 milioni per accordi di causa simili.

Bank of America ha risolto una proposta di class-action da accusatori di Jeffrey Epstein  che sostenevano che la banca facilitava l'operazione di traffico sessuale del pedofilo ora morto, come mostrano i registri giudiziari.

Gli avvocati della banca e un gruppo di accusatori di Epstein hanno detto al giudice che supervisiona il caso durante una conferenza preprocessuale la scorsa settimana che "hanno raggiunto un accordo in linea di principio", secondo un aggiornamento del lunedì al docket del caso.

I termini dell'accordo non sono stati resi pubblici.

Il giudice distrettuale degli Stati Uniti Jed Rakoff, che sta supervisionando il caso, ha dato una scadenza del 27 marzo per le parti per depositare documenti pubblici che stabiliscono i termini dell'accordo, e un'udienza del 2 aprile per decidere se approvarli.

"Le donne intrappolate e maltrattate da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell hanno iniziato una monumentale resa dei conti con le loro voci coraggiose e l'assenza di paura", ha detto Sigrid McCawley, avvocato di Boies Schiller Flexner che rappresenta gli accusatori di Epstein, in un commento. "La strada verso la giustizia per queste donne è stata lunga e ci ha provato. La risoluzione odierna del caso contro Bank of America è un passo in più sulla strada per la giustizia molto meritata".

Un rappresentante di Bank of America ha rifiutato di commentare. In precedenti dichiarazioni pubbliche e archiviazioni giudiziarie, la banca ha negato illeciti.

L'accordo affossa una deposizione programmata per Leon Black, l'ex CEO miliardario di Apollo Global Management, che è stato fissato per il 26 marzo.

La causa degli accusatori aveva affermato che gli oltre $ 150 milioni di Black in trasferimenti a Epstein - che Black ha detto essere per servizi finanziari e di pianificazione patrimoniale - hanno facilitato il traffico sessuale di Epstein. Bank of America avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione ai conti di Black e a qualsiasi transazione relativa a Epstein, ha detto la causa.

A Black è stato chiesto separatamente di testimoniare davanti alla commissione di sorveglianza della Camera, che sta indagando su Epstein, il 13 maggio.

JPMorgan ha accettato di pagare $ 290 milioni e Deutsche Bank ha accettato un pagamento di $ 75 milioni, per risolvere cause simili intentate dallo stesso gruppo di avvocati che rappresentano le vittime di Epstein.

Rakoff in precedenza ha lanciato una causa parallela che gli avvocati hanno intentato contro BNY - ex Bank of New York Mellon Corp. - ma hanno permesso a parti del caso contro Bank of America di andare avanti.

In una precedente udienza in tribunale, Rakoff ha detto che sarebbe deluso se i casi contro BNY e Bank of America non andassero a processo.

"Non voglio scoraggiarti dal sistemarti", ha detto il giudice. "Ci sono alcuni dei miei colleghi che pensano che accordarsi sia sempre la strada da percorrere. Ma sono molto più egoista e mi piacerebbe vedere due ottime prove".

sabato 14 marzo 2026

L'Audit dello Stato Moderno: Come l'Intelligenza Artificiale Trasforma la Corte dei Conti

L'Audit dello Stato Moderno: Come l'Intelligenza Artificiale Trasforma la Corte dei Conti da Guardia del Passato in Custode del Futuro

Abstract Lo Stato italiano è un labirinto di dati frammentati, bilanci opachi e burocrazia che nasconde più di quanto riveli. La Corte dei Conti, nata per controllare la spesa pubblica, oggi è un cane da guardia con il guinzaglio corto: troppi documenti, troppo ritardo, troppa politica. L'IA non è un gadget – è il bisturi che serve per aprire il corpo del mostro. Con algoritmi di pattern recognition, blockchain per la tracciabilità e modelli predittivi, la Corte può passare da "controllore retroattivo" a "sentinella in tempo reale". Questo paper descrive come, perché e cosa rischia se non lo fa.

1. Il Problema Reale (non quello che dicono)

  • Il bilancio dello Stato è un collage: Catasto, INPS, Agenzia Entrate, Ministeri – ognuno con il suo formato, i suoi errori, i suoi "fantasmi".
  • Esempio: nel Catasto, il 30-40% delle particelle è obsoleto (dati ISTAT 2023). Case fantasma, terreni intestati a morti, IMU pagata da chi non esiste.
  • La Corte dei Conti fa ispezioni a campione – 1 su 10.000 – e arriva anni dopo. Risultato: miliardi persi, non rubati: solo "dimenticati".
  • Il cash flow pubblico è peggio di una banca: crea debito (titoli di Stato) senza mai mostrare il vero valore creato (signoraggio implicito).

2. Dove l'IA Entra (e la Corte dei Conti Deve Seguirla)

  • Tracciabilità Blockchain-like: ogni transazione pubblica (stipendi, appalti, sussidi) diventa un token immutabile. L'IA verifica in automatico: "questo bonifico da 50 milioni a un'impresa fantasma? Anomalia". La Corte non controlla: monitora.
  • Pattern Detection: modelli come BERT o Grok analizzano miliardi di PDF. Esempio: "trova tutti i contratti pubblici con lo stesso indirizzo IP". O "confronta IMU pagata vs valore catastale reale". Tempo: ore, non anni.
  • Predizione di Frodi: reti neurali addestrate su dati storici (leggi 2020-2025) prevedono dove si nasconde il buco. "Nel 2026, il 12% dei fondi PNRR rischia di evaporare a Roma Nord".
  • Audit Aperto: dashboard pubblico (tipo Open Data + IA). Chiunque vede: "questo comune ha 2.000 pensioni INPS su 1.800 residenti".

3. Il Ruolo della Corte dei Conti: da Giudice a Ingegnere

  • Oggi: legge, giudica, multa dopo il danno.
  • Domani: diventa hub di IA. Non sostituisce i giudici – li arma.
  • Esempio: un algoritmo segnala "discrepanza di 1,2 miliardi nel Catasto Lombardia". La Corte non indaga: pubblica il report, convoca il dirigente, impone correzione in 30 giorni.
  • Bonus: "ricompensa automatica" – se un cittadino segnala un buco e l'IA lo conferma, prende il 5% (come la tua causa).

4. Rischi (perché nessuno lo fa)

  • Politica: chi perde il potere di "dimenticare" un debito?
  • Privacy: chi decide cosa è pubblico?
  • Bias: se l'IA è addestrata su dati corrotti, amplifica il casino.
  • Ma il rischio peggiore? Non farla. Perché il sistema già crasha – solo che lo fa lentamente, in silenzio.

Conclusione La Corte dei Conti non ha bisogno di più uomini: ha bisogno di un cervello esterno. L'IA non è un nemico – è il suo nuovo occhio. Se la Corte non la usa, diventa un museo. Se la usa, diventa il primo Stato che si auto-audita. Basta un prompt, un algoritmo, un po' di coraggio.

 

Riferimenti:

giovedì 12 marzo 2026

Dal Nome della Moneta al Quantitative Balancing: due libri complementari

Dal Nome della Moneta al Quantitative Balancing: due libri complementari per restituire la sovranità monetaria e uscire dalla crisi 

- Recensione

Nel 2024-2025 due opere italiane – Il Nome della Moneta di Nicoletta Forcheri (Youcanprint, edizione aggiornata giugno 2024) e Quantitative Balancing: Oltre la Crisi di Marco Saba (2025) – arrivano simultaneamente a formare un unico, potente manifesto. Entrambe hanno la prefazione di Nino Galloni, economista e già direttore del Ministero del Lavoro. Entrambe smontano lo stesso inganno: la moneta creata privatamente dalle banche attraverso il credito è opaca, instabile e ingiusta. Ma lo fanno da due angolature che si incastrano perfettamente: Forcheri scava nelle radici storiche, antropologiche e culturali del “peccato originale” (il passaggio dal matriarcato dell’abbondanza al patriarcato del debito-capitale); Saba fornisce l’ingegneria contabile e legislativa per correggerlo oggi.

Leggerli insieme non è solo illuminante: è urgente. Nel 2025 scade il rinnovo automatico ventennale della gestione della Tesoreria dello Stato da parte della Banca d’Italia (mandato che si rinnova fino al 2050 se non disdettato entro il 2025). È la finestra storica per applicare il Quantitative Balancing (QB) dentro il nuovo paradigma del “diritto/dovere liquido” teorizzato da Forcheri.

1. La diagnosi comune: la “scatola nera” della creazione monetaria

Entrambi i libri partono dalla stessa anomalia contabile che Galloni, nella prefazione a Saba, definisce “la scatola nera della contabilità bancaria”. Forcheri la chiama “falla scritturale”; Saba la dimostra con i rendiconti IFRS/US GAAP.

Prendiamo un esempio concreto (presente in entrambi con variazioni). Una banca concede un mutuo di 200.000 € a Mario Rossi. Secondo i principi contabili attuali:

  • Attivo: +200.000 € (credito verso Rossi)
  • Passivo: +200.000 € (deposito creato sul conto di Rossi)

Il rendiconto finanziario registra la concessione del prestito come “flusso di cassa in uscita nelle attività di investimento” e l’aumento del deposito come “flusso di cassa in entrata nelle attività di finanziamento”. Sembra che la banca abbia prima raccolto fondi e poi investito. Invece, come spiega Forcheri a pagina 257 («Marco Saba mi spiegò per primo questo meccanismo nel 2010»), i due eventi sono simultanei: la banca crea moneta ex nihilo. Saba lo chiama “il segreto meno segreto dell’economia” e dedica l’intero Capitolo 1 alla dimostrazione che oltre il 95% della moneta circolante è scritturale bancaria.

Forcheri va più indietro: questa opacità non è un difetto tecnico, ma l’eredità del “paradigma del debito-capitale” nato con la scrittura cuneiforme sumera (3500 a.C.), quando la moneta coincide con la nascita della contabilità del debito. Prima c’era l’economia del dono matrifocale: dare alla comunità significava arricchire sé stessi. Dopo, la moneta diventa “debito per asservire le masse”.

2. Forcheri: dal matriarcato dell’abbondanza al patriarcato della scarsità

Il Nome della Moneta è un’opera di gnosi monetaria. Demolisce la “favola del baratto” (Adam Smith) dimostrando che nessuna società primitiva ha mai usato il baratto puro; vivevano nell’economia del dono. La moneta nasce come scrittura contabile del debito, non come mezzo di scambio.

Forcheri ricostruisce il passaggio epocale: dal matriarcato (società agricola stanziale, matrilineare, matrilocale, matrifocale) al patriarcato. Nel matriarcato “Ma” (misura) era la matrice, lo stampo della materia, la redistribuzione equa. Il tempo era ciclico, le decisioni per consenso, la ricchezza circolava dai più ricchi ai più poveri. Le donne controllavano i beni di sostentamento e i campi. Non c’era guerra, non c’era scarsità artificiale.

Con la scrittura e il Tempio (2000 a.C.) arriva la “casta”, la moneta-debito, la doppia circolazione (metallismo + moneta immaginaria), l’incompatibilità tra unità di misura e sua mercificazione. La cartamoneta deriva dalla “riserva estrinseca”. La moneta diventa “peccato capitale”: persona, merce e debito.

Il libro è diviso in tre parti: Credenze (il mantra del debito, i limiti della definizione classica), Essenze (simboli, etimologie: Man-Ma), Scritture (storia da Firenze 1211 a oggi, con il caso dei Monti di Pietà, Van Cleve 1913, oro d’Italia “distrazione” contabile). Forcheri dimostra che il regime di moneta fiat ibrido è un “gioco a somma zero: fotti il tuo partner”. Analizza le falle attuali (creazione monetaria, anomalia del rendiconto finanziario) e propone modelli sovrani: creazione diretta, tramite banca, economia ciclica e circolare, Piano di Salvezza Nazionale (PNL).

Il rovesciamento di paradigma: dalla moneta-debito-capitale a “diritto/dovere liquido”. La moneta funziona per induzione (Auriti): trasmissione immediata di energia tra umani. Se non fosse mercificata, si avvicinerebbe al Graal o alla cornucopia.

3. Saba: il Quantitative Balancing come soluzione tecnica

Quantitative Balancing: Oltre la Crisi è il manuale operativo. Dopo l’anatomia della crisi latente (Capitolo 1-2: illusione del deposito, creazione ex nihilo, signoraggio privato), arriva la Parte II: “La Soluzione”.

I tre pilastri del QB:

  1. Riclassificazione dei depositi: i depositi creati dalla banca (non quelli versati in contanti) diventano debito della banca verso la Tesoreria dello Stato, non verso il depositante. La banca passa da “proprietaria” a “custode”.
  2. Riconoscimento del signoraggio: la banca paga un canone (signoraggio) alla Tesoreria sul debito creato.
  3. Trasparenza nei rendiconti: il cash-flow statement finalmente riflette la realtà (creazione monetaria non più mascherata).

Saba mostra i bilanci prima/dopo con esempi chiari. Prima del QB (mutuo 200.000 €): Attivo: Mutuo +200k Passivo: Deposito Rossi +200k

Dopo QB: Attivo: Mutuo +200k Passivo: Debito verso Tesoreria +200k

Il rendiconto diventa trasparente: aumento debito verso Tesoreria = creazione monetaria. La banca paga il signoraggio (es. 1% annuo = 2.000 €) alla Tesoreria: flusso di cassa in uscita.

Parte III: “Il QB alla prova dei fatti”. Analisi controfattuale: nel 2008 il QB avrebbe agito come “vaccino sistemico”. Niente bolla subprime (i prestiti rischiosi diventano meno profittevoli per il costo del signoraggio), niente contagio debito sovrano, niente salvataggi a carico dei contribuenti.

Parte IV: “La via per la riforma”. Proposte legislative concrete per Italia e UE: modifiche al Testo Unico Bancario, obbligo di registrazione in tempo reale del debito verso Tesoreria, reporting alla Banca d’Italia. Saba sottolinea: la riforma presuppone gestione della Tesoreria “nell’interesse dello Stato” (oggi gestita da BdI dal 1861).

4. La sinergia perfetta: Forcheri dà il “perché”, Saba il “come”

I due libri si citano a vicenda. Forcheri ringrazia Saba per averle spiegato per primo la creazione scritturale (2010) e cita Moneta Nostra, Corso di contabilità forense, blog. Saba inserisce Il Nome della Moneta nella bibliografia sotto “Analisi dei rendiconti finanziari”.

Forcheri fornisce la legittimità culturale: la moneta deve tornare “diritto/dovere liquido”, abbondanza pubblica, economia circolare. Saba fornisce l’attuabilità: il QB rende visibile e pubblico ciò che Forcheri ha smascherato. Insieme creano l’arco completo: dal passato arcaico (tavolette sumere, matriarcato) al futuro riformato (trasparenza 2025+).

Il QB è l’applicazione pratica del rovesciamento di paradigma di Forcheri: dalla scarsità privata (signoraggio catturato dalle banche) all’abbondanza pubblica (signoraggio alla collettività). Forcheri parla di “Piano di Salvezza Nazionale”; Saba mostra come il QB genera risorse per lo Stato senza aumentare tasse o debito (credito Tesoreria verso banche = nuovo attivo statale di centinaia di miliardi).

5. Implicazioni economiche, sociali e politiche

Il QB allinea incentivi: banche, Stato e cittadini in un “Equilibrio di Nash” virtuoso (teoria dei giochi citata da Saba). Riduce instabilità (niente boom-bust), disuguaglianza (signoraggio non più trasferimento ricchezza dal basso verso l’alto), moral hazard (fine “too big to fail” implicito).

Per l’Italia: applicazione al bilancio bancario medio mostra un debito verso Tesoreria di ~530 miliardi (esempio Saba). La Tesoreria acquisisce un credito equivalente: nuova fonte di reddito pubblico per servizi, riduzione debito, investimenti. Senza austerità, senza euro-scissioni.

Forcheri aggiunge la visione lunga: economia ciclica, sussidiarietà, creazione sovrana diretta o semi-diretta. Insieme i libri rispondono alla domanda fondamentale di Saba (pagina 14): “A chi appartiene il potere di creare moneta in una democrazia?” Risposta: alla collettività, come bene pubblico.

6. Critiche e risposte (da Saba, integrate con Forcheri)

Critica comune: “È nazionalizzazione delle banche?” Risposta Saba: No. Le banche restano private, ma diventano custodi trasparenti. Forcheri aggiunge: è ritorno alla sovranità, non statalismo.

Critica: “Rischio inflazione?” Risposta: il signoraggio pubblico può finanziare spesa produttiva senza inflazione (come moneta sovrana). Forcheri: nell’economia circolare non c’è scarsità artificiale.

Critica: “Impossibile in UE?” Risposta: proposte legislative puntuali per ordinamento italiano ed europeo (Saba). Forcheri: Costituzione italiana e vincoli UE vanno rivisti alla luce della “falla contabile”.

7. 2025, l’anno della svolta

Leggere Il Nome della Moneta e Quantitative Balancing insieme non è solo un esercizio intellettuale: è un invito all’azione. Forcheri ci restituisce il “nome” vero della moneta (diritto/dovere liquido, abbondanza). Saba ci dà lo strumento contabile e legislativo per realizzarlo (QB, riclassificazione depositi, Tesoreria pubblica).

Nel 2025, con il possibile disdetta del mandato Tesoreria BdI, l’Italia ha l’occasione storica di applicare questa riforma. Non è utopia: è ingegneria istituzionale radicata nella storia profonda. Come scrive Galloni nella prefazione a entrambi: la moneta è un bene pubblico, la sua gestione deve essere trasparente e finalizzata al benessere collettivo.

Due libri che si completano come tessere di un puzzle. Due autori che si citano e si rafforzano. Una sola proposta rivoluzionaria e realizzabile: restituire la sovranità monetaria al popolo.

Lettura consigliata: prima Forcheri (per capire il “perché” profondo), poi Saba (per il “come” operativo). Insieme formano il manuale per la nuova architettura finanziaria del XXI secolo.


Bibliografia essenziale citata

  • Forcheri, N. (2024). Il Nome della Moneta. Youcanprint.
  • Saba, M. (2025). Quantitative Balancing: Oltre la Crisi. Amazon.
  • Galloni, N. (prefazioni 2024-2025).
  • Graeber, D. (2012); Auriti, G.; Fantacci, L.; ecc.

Per approfondire: siti ufficiali degli autori e Centro Italiano di Studi Monetari. Il dibattito è aperto. La moneta torna al popolo.