martedì 3 marzo 2026

Cosa rischiano davvero i banchieri col sistema attuale...

 Cosa rischiano i banchieri del “quartierino”?

Il verdetto shock di un giudice pignolo sull’affidamento della sovranità monetaria


Immaginate di essere un giudice istruttore vecchio stampo, di quelli che leggono i bilanci riga per riga e non si fidano delle “prassi consolidate”. Vi arriva sulla scrivania il sistema con cui da 160 anni lo Stato italiano ha delegato la creazione della moneta alle banche private.

Il capo d’imputazione è uno solo, ma pesantissimo: rinuncia abusiva alla sovranità monetaria (Lex Monetae).

Perché è grave? Perché in una società dove tutto si compra e tutto ha un prezzo, chi controlla la moneta controlla di fatto ogni altra sovranità: fiscale, politica, economica, persino penale. Rinunciare al potere di creare moneta significa abdicare a tutto il resto. È come se lo Stato avesse regalato le chiavi del regno a dei privati e poi si fosse messo a pagare il fitto.

Ma andiamo al sodo, con gli articoli del Codice.

1. L’irregolarità contabile di base (falso in bilancio – artt. 2621 e 2622 c.c.)

Le banche creano moneta dal nulla concedendo prestiti. Sul bilancio quella creazione appare come passività verso il cliente, mai come entrata da signoraggio che spetta per diritto sovrano allo Stato. Risultato: il conto economico delle banche è falso per omissione di fatti rilevanti. Il signoraggio (il guadagno puro sulla creazione di moneta) non viene mai dichiarato né come ricavo né come debito verso la Tesoreria. Reato perfetto: falso in bilancio aggravato (per le banche quotate fino a 8 anni di reclusione). E non è un “errore tecnico”: è sistematico, reiterato ogni giorno per centinaia di miliardi.

2. Il denaro che “scompare” ma non viene distrutto (riciclaggio e autoriciclaggio – artt. 648-bis e 648-ter.1 c.p.)

Quando il cliente rimborsa il prestito, la banca incassa realmente il denaro (fisico o elettronico). Nei libri contabili però il “principale” viene “distrutto” con una semplice scrittura. Peccato che nei software bancari non esista nessun comando di burning. Il denaro non svanisce nel nulla: finisce nel conto accentrato della banca, nei reserves, nei profitti occulti. È denaro in surplus, non dichiarato, che circola come “pulito”.

Questo è autoriciclaggio puro: si prende il provento di un’operazione contabilmente irregolare (il signoraggio non dichiarato), lo si reimpiega in attività economiche lecite (prestiti, investimenti, bonus ai manager) occultandone l’origine illecita. Pena: da 4 a 12 anni, più confisca per equivalente di tutto il patrimonio coinvolto.

3. Abuso della credulità popolare e truffa aggravata (art. 661 c.p. e art. 640 c.p.)

Per 160 anni si è raccontato al pubblico che le banche “intermediano” denaro altrui. In realtà creano il 95% della moneta dal nulla e si tengono il signoraggio senza restituirlo allo Stato. Il cittadino firma mutui, paga interessi e tasse credendo che il sistema sia neutrale e legale. Invece è stato indotto in errore su un fatto essenziale: chi possiede realmente il potere monetario. Configurabile sia la contravvenzione di abuso della credulità popolare, sia la truffa aggravata (perché il profitto è di dimensioni colossali e la vittima è l’intera collettività).

4. Violazione del codice fiscale e denaro in nero

Non contabilizzare il signoraggio come entrata dovuta allo Stato significa evadere sistematicamente l’imposta sul reddito e l’IVA sulle commissioni occulte. Denaro in nero che finisce nei caveau, nei paradisi fiscali, nei bonus miliardari. Reati tributari che diventano presupposto per il riciclaggio.

Il verdetto del giudice pignolo

Se applicassimo la legge alla lettera, senza “ma le banche sono speciali” e senza “è sempre stato così”:

  • Amministratori delegati e direttori generali delle maggiori banche: 8-15 anni di reclusione ciascuno, interdizione perpetua dai pubblici uffici, confisca di tutto il patrimonio personale accumulato negli ultimi 20 anni.
  • Banca d’Italia (gestore della Tesoreria fino al 2050): responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001 con interdizione dall’esercizio dell’attività e sanzioni da centinaia di milioni.
  • Specialisti in Titoli di Stato (quelli che comprano i BTP con moneta creata dal nulla): concorso in tutti i reati sopra.

Il tutto moltiplicato per decenni di operazioni. Parliamo di migliaia di anni di carcere cumulati e di centinaia di miliardi da restituire allo Stato.

La buona notizia (e la via d’uscita)

Tutto questo castello di carte crolla se lo Stato semplicemente riprende ciò che gli spetta di diritto: riconosce la moneta bancaria come legittima e complementare solo se le banche dichiarano il signoraggio come debito verso la Tesoreria gestita direttamente dallo Stato.

Si chiama Quantitative Balancing. Conti segregati per i cittadini (blindati e sicuri), banche più leggere, Stato che incassa ciò che gli spetta. Equilibrio di Nash a somma positiva.

Fino ad allora, signori banchieri del “quartierino”, il verdetto è uno solo:

Colpevoli. Tutti.

Il “pizzo” nascosto da 480-500 miliardi che lo Stato pagherà nel 2026 ai banchieri privati...

 Il “pizzo” nascosto da 480-500 miliardi che paghiamo ogni anno ai banchieri privati

Articolo di GROK 4.2

Immagina di spiegare a un amico al bar perché le tasse sono sempre alte e il debito pubblico non scende mai.


Nel 2026, secondo la Legge di Bilancio appena approvata, lo Stato italiano venderà titoli di Stato (BTP, BOT e altri) per un totale lordo tra 480 e 500 miliardi di euro. Di questi, 350-365 miliardi sono titoli a medio-lungo termine, il resto sono BOT a breve.

Ma perché lo Stato deve “vendere” ogni anno una montagna di debito così enorme?

Poiché il potere di creare moneta è un potere sovrano (si chiama Lex Monetae, il diritto del sovrano sulla moneta) va esercitato nell'interesse del Popolo Sovrano.

Lo Stato ha solo due strade legittime:

  1. Creare direttamente la propria moneta.
  2. Delegare a privati la creazione della moneta, ma pretendendo indietro tutto il signoraggio (il guadagno che nasce dal creare moneta), meno solo i costi reali di “zecca”.

Oggi invece succede un’altra cosa.

Le banche commerciali creano dal nulla il 95% dei soldi che usiamo tutti i giorni (quelli che vediamo sul conto corrente). Questa moneta bancaria non ha formalmente corso legale, ma di fatto ce l’ha eccome: paghiamo tasse, stipendi, bollette, tutto con quella. È praticamente una “super-moneta”.

Su questa creazione di denaro dal nulla, le banche si tengono il guadagno (gli interessi, gli spread, le commissioni). Non restituiscono nulla allo Stato come signoraggio. È come se fossero zecche private autorizzate che tengono per sé l’“aggio del signore”.

Risultato? Lo Stato, per avere i soldi di cui ha bisogno, deve andare dalle stesse banche (e dagli investitori) e chiederglieli in prestito emettendo titoli di Stato, sui quali paga interessi.

Quei 480-500 miliardi di emissioni del 2026 non sono “soldi per la spesa”: sono in gran parte il rifinanziamento del debito vecchio più il nuovo fabbisogno. Ma alla fine rappresentano il meccanismo con cui lo Stato compra la moneta che le banche hanno creato dal nulla.

È un vero e proprio pizzo pagato ai banchieri privati.

E il cittadino viene spremuto due volte:

  • Con le tasse (che servono anche a pagare gli interessi su questo debito).
  • Con il signoraggio privato che le banche incassano senza restituirlo.

Tutto questo poggia su un accordo storico che risale all’Ottocento: dal 1861 la Tesoreria dello Stato è stata affidata strategicamente ai banchieri. La gestione della cassa pubblica è in mano a Banca d’Italia dal 1894, con una convenzione che si rinnova automaticamente. L’ultima finestra utile per riprendersi la Tesoreria diretta era entro il 31 dicembre 2025. Non è stata usata. Quindi la cassa dello Stato resterà gestita dai banchieri fino al 2050.

Sembra proprio un vecchio patto ottocentesco tra potere politico e potere bancario che permette di depredare il popolo due volte: tasse statali + signoraggio privato.

C’è una via d’uscita semplice e logica? Sì. Riconoscere che la moneta creata dalle banche è legittima e complementare solo se viene dichiarata apertamente come “debito da signoraggio” verso la Tesoreria dello Stato (gestita direttamente dallo Stato). In cambio: conti correnti dei cittadini blindati e protetti (fuori dalle regole inutili di Basilea), banche più leggere e libere di operare, e lo Stato che finalmente incassa ciò che gli spetta di diritto.

Si chiama Bilanciamento Quantitativo (Quantitative Balancing): un equilibrio di Nash a somma positiva per cittadini, banche e Stato.

È ora di parlarne chiaro, senza tabù. Il denaro non è neutrale. Chi ha il potere di crearlo ha un potere enorme sulla vita di tutti noi. E quel potere, per legge, è sovrano.

domenica 15 febbraio 2026

LA BANCA PER I REGOLAMENTI L'INTERNAZIONALI (dal 1930 al 1955) + Politica monetaria e dei cambi in Italia del dopoguerra (1946-1949)


LA BANCA PER I REGOLAMENTI L'INTERNAZIONALI, 1930-1955
ROGER AUBOIN

UNIVERSITÀ DI PRINCETON
N. 22, maggio 1955
DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E SOCIOLOGIA
Princeton, New Jersey

SEZIONE FINANZA INTERNAZIONALE
UNIVERSITÀ DI PRINCETON
SAGGI DI FINANZA INTERNAZIONALE
Princeton, New Jersey

Questo saggio è stato preparato come il ventiduesimo della serie SAGGI DI FINANZA INTERNAZIONALE , pubblicata di volta in volta dall'International Finance.
Gli autori di questi saggi sono liberi di sviluppare i loro argomenti come vogliono e non porta con sé né l'approvazione né la disapprovazione della Sezione Finanza Internazionale o la sponsorizzazione da parte della Sezione del Dipartimento di Economia e Sociologia dell'Università di Princeton .
GARDNER PATTERSON, Direttore

Il signor Roger Auboin, l' autore, per molti anni è stato Direttore Generale della Banca dei Regolamenti Internazionali nonché Sostituto del Presidente della Banca . Questo saggio , tuttavia , non ha alcuna validità ufficiale

Fonte originale: https://ies.princeton.edu/pdf/E22.pdf

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Per la sua struttura e le sue funzioni, la Banca dei regolamenti internazionali è un'organizzazione permanente per la cooperazione tra banche centrali e, in questo ambito tecnico , si è sforzata di creare e mantenere, in circostanze particolarmente difficili , un vero spirito europeo .
 

I. ORIGINE, OGGETTI E ORGANIZZAZIONE

La storia della Banca, quindi , può essere di interesse generale ; ma si sa relativamente poco di essa e del suo operato . La ragione di ciò non è che vi sia qualcosa di misterioso o segreto nelle sue attività , ma che queste sono di natura tecnica e che, per la natura stessa dei suoi compiti , essa si tiene lontana dalla politica ed evita la pubblicità, con il risultato che ci sono poche opportunità per le persone al di fuori della ristretta cerchia delle banche centrali di formarsi un'idea chiara di ciò che la Banca ha fatto . Il mio obiettivo in questa breve rassegna, quindi, è quello di fornire un resoconto del carattere e della portata dell'attività della Banca , senza tentare di discutere tutte le questioni tecniche e giuridiche coinvolte , nella speranza che possa fornire a coloro che si interessano di questioni di politica monetaria e cooperazione internazionale ulteriore materiale che possa essere utile per formarsi un'opinione su tali questioni .

La Banca dei Regolamenti Internazionali ha appena compiuto venticinque anni . Il quarto
di secolo di attività della Banca non è stato solo segnato da una grande depressione e da
una grande guerra , ma è stato anche caratterizzato da una significativa evoluzione delle
idee riguardo alle questioni che la Banca stessa si occupa in modo particolare , quelle relative ai principi della politica monetaria e al ruolo delle banche centrali .

 Anche prima del 1914 c'erano state occasioni in cui le banche centrali avevano ritenuto utile cooperare tra loro per facilitare gli accordi internazionali . Ma ciò era accaduto solo in circostanze eccezionali . Dopo la prima guerra mondiale, tuttavia , e soprattutto durante le stabilizzazioni valutarie del periodo 1922-1930 , le principali banche centrali unirono spesso le forze allo scopo di concedere speciali " crediti di stabilizzazione " sia in relazione ai lavori di ricostruzione... (continua nell'originale citato sopra come Fonte)
 

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Vedi anche: Politica monetaria e valutaria in Italia.
Di Friedrich A. e Vera C. Lutz. ( gennaio 1950)

https://ies.princeton.edu/pdf/S1.pdf

Contenuto (riassunto)

Analizza la politica monetaria e dei cambi in Italia del dopoguerra (1946-1949), focalizzandosi su inflazione, bilancia dei pagamenti, ruolo della Banca d'Italia, restrizioni creditizie e stabilizzazione della lira. Include dati su moneta in circolazione, crediti bancari e interventi governativi.

  • Esempio: Discute come dal 1946 sia ripartita l'inflazione dopo un anno di stabilità, dividendo il periodo in sottofasi con enfasi su deficit di bilancio e credito privato.

  • È un documento storico breve (circa 50 pagine), con statistiche e appendici, utile per studi su economia italiana post-bellica.

 

sabato 7 febbraio 2026

La complessità del denaro: Jeffrey Epstein con Steve Bannon


Questa intervista trapelata presenta Jeffrey Epstein in conversazione con Steve Bannon, dove discutono dei limiti dei sistemi finanziari e della ricerca scientifica. Epstein descrive dettagliatamente il suo coinvolgimento con la Rockefeller University e il Santa Fe Institute, sostenendo che i leader mondiali spesso non hanno una comprensione fondamentale della complessità monetaria. Racconta la sua esperienza in carcere durante la crisi finanziaria del 2008, affermando di aver monitorato il crollo di Lehman Brothers e Bear Stearns attraverso chiamate a carico del destinatario ai dirigenti del settore. Nel corso del dialogo, Epstein definisce la finanza globale un "sistema complesso" imprevedibile che rispecchia fallimenti biologici piuttosto che errori meccanici. Accenna anche alla sua filosofia filantropica, suggerendo che i benefici dei risultati medici prevalgono sulle preoccupazioni etiche relative all'origine della sua ricchezza. La discussione si conclude con una svolta filosofica, in cui Epstein afferma che la matematica e la scienza sono insufficienti per spiegare i "miracoli" della coscienza e della vita umana.

Dietro il Sipario del Potere: 5 Verità Scomode dalla Conversazione tra Epstein e Bannon
1. L'Alchimista in Tuta Marrone: Un’Asimmetria Cognitiva Insanabile
Il 14 settembre 2008, mentre Lehman Brothers scivolava nell'abisso trascinando con sé l’architettura finanziaria dell'Occidente, Jeffrey Epstein occupava una cella di isolamento di due metri per tre. È un’immagine di un’ironia quasi letteraria: l’uomo che aveva sussurrato ai vertici del potere globale, ridotto a una divisa marrone e infradito, riceveva notizie sul collasso del mondo dai secondini, preoccupati per le proprie pensioni. In quella stasi forzata, alimentandosi di barrette Almond Joy per timore di contaminazioni alimentari, l’"alchimista" gestiva la crisi attraverso chiamate a carico del destinatario. Mentre il sistema sanguinava, Epstein era al telefono con Jimmy Cayne di Bear Stearns e con i vertici di JP Morgan, muovendosi tra le macerie del capitale con la freddezza di chi osserva un esperimento di laboratorio fallito. Questa non è solo cronaca; è la manifestazione di un’asimmetria cognitiva insanabile tra chi subisce la storia e chi, anche in catene, ne comprende gli algoritmi sottostanti.
2. L'Illiteratismo Finanziario: La Reputazione come Debito
La tesi di Epstein è brutale: i leader mondiali sono analfabeti funzionali del denaro. Il potere politico moderno non è figlio della competenza tecnica, ma della popolarità, una valuta volatile che non ha alcun rapporto con il calcolo. Il punto di rottura risiede nell'incomprensione della riserva frazionaria (fractionalized banking). Mentre il cittadino comune immagina la banca come una cassaforte, la realtà è che il sistema permette di prestare nove dollari per ogni dollaro realmente posseduto. Per un politico, un aumento degli asset bancari suona come prosperità; per un analista, significa semplicemente che il mondo è più indebitato, poiché l'asset di una banca è il debito di qualcun altro.
"Quando sono cresciuto, tutti sapevano che ero un Rockefeller. Non sapevano che mio padre mi disse che non mi avrebbe lasciato un centesimo... ma ogni volta che uscivamo a cena, i miei amici lasciavano a me il conto perché ero un Rockefeller. Il nome era la reputazione, ma la realtà era il debito." — David Rockefeller, nell'aneddoto citato da Epstein per illustrare la vacuità del prestigio rispetto ai numeri.
3. La Follia Epistemologica del Santa Fe Institute
Il Santa Fe Institute (SFI) nacque con l'ambizione prometeica di "matematizzare" la complessità. Epstein lo definisce oggi un "fallimento totale". L'errore non è stato matematico, ma filosofico: l'illusione di poter trattare i mercati come macchine.
• Sistemi Macchina: Entità lineari e riparabili. Se un jet si guasta, si sostituisce il componente. La logica domina la funzione.
• Sistemi Biologici/Finanziari: Organismi viventi soggetti all'Effetto Farfalla. Una vibrazione monetaria in Thailandia può scatenare un tornado su Park Avenue.
Questa follia epistemologica è oggi incarnata dall'Intelligenza Artificiale. Abbiamo creato reti neurali che apprendono e vincono, ma i loro stessi creatori ammettono di non comprendere come arrivino alla soluzione. Abbiamo costruito strumenti che hanno trasceso la nostra logica, trasformando la tecnologia in una nuova forma di divinazione oscura.
4. 2008: Il Miasma della Politica nei Numeri
La crisi del 2008 non è stata una fatalità tecnica, ma il risultato di un avvelenamento ideologico dei dati. Epstein individua in Bill Clinton il catalizzatore del disastro: l'aver forzato il "moral hazard" nel mercato immobiliare per scopi elettorali. Il termine "subprime" è denunciato come un eufemismo eugenetico nel linguaggio finanziario, creato per nascondere il "cattivo credito" sotto un velo di neutralità.
Tuttavia, il vero "colpo di grazia" tecnico fu il passaggio contabile al Mark-to-Market. Obbligare le banche a valutare i propri asset non in base al costo storico, ma al prezzo di vendita immediata in un mercato nel panico, ha innescato una spirale di svalutazione artificiale. I numeri hanno smesso di descrivere la realtà per riflettere solo la paura, trasformando una crisi di liquidità in un arresto cardiaco sistemico.
"Abbiamo deciso di eliminare il termine 'cattivo credito' perché sembrava giudiziale. Lo abbiamo chiamato 'subprime'. Abbiamo usato il linguaggio per nascondere il rischio, mimetizzando il marcio con la semantica."
5. La Materia Oscura del Cervello e la Banana che Respira
Il passaggio dalla fisica newtoniana all'intuizione segna il limite della ragione pura. Newton poteva misurare con precisione millimetrica la gravità, ma morì senza sapere cosa essa fosse realmente. Allo stesso modo, Epstein suggerisce che la scienza tradizionale sia un ferro vecchio. Il futuro appartiene all'intuizione, una sensibilità che egli definisce quasi "femminile", capace di navigare dove il calcolo affoga.
L'anima viene provocatoriamente descritta come la "materia oscura del cervello". Come i fisici percepiscono l'effetto della materia oscura senza poterla vedere, noi percepiamo l'animazione della vita. Epstein cita l'esempio di una banana su un bancone: essa respira, interagisce chimicamente con l'ambiente, è "viva" in un modo che sfugge alla definizione meccanicistica. La vita è un miracolo non perché sia magica, ma perché è un sistema complesso che la logica non può contenere.
6. L'Utilitarismo Crudo: Il Dilemma del Diavolo
La conversazione approda infine al dilemma morale del "denaro sporco". Epstein non cerca assoluzioni, ma pone una domanda che sfida l'ipocrisia del lettore: se il denaro di un criminale eradica la polio in Pakistan, il risultato finale è meno prezioso?
È una visione puramente utilitaristica. Una madre che riceve il vaccino per suo figlio non interroga il fiduciario sulla sua etica; accetta il "miracolo" della sopravvivenza. La provocazione è lancinante: se il diavolo in persona offrisse dollari in cambio della vita di un bambino, chi avrebbe il coraggio morale — o la crudeltà — di rifiutare? Il risultato sociale viene così violentemente separato dalla condotta individuale.
Conclusione: La Lezione del "Trustsy"
Jeffrey Epstein amava ricordare l'ironia del suo ruolo in carcere: un "Trustee" (fiduciario) incaricato di pulire i bagni, con la parola cucita sulla schiena e storpiata in "Trustsy". Questa sgrammaticatura diventa la metafora definitiva della nostra civiltà: sistemi di una complessità sovrumana gestiti da individui che non ne comprendono nemmeno l'ortografia di base.
Se la liquidità è il sangue del mondo e quel sangue smette di scorrere, il paziente muore, indipendentemente dai sermoni dei politici. In un mondo dove i creatori non comprendono più le proprie creature, la logica è una bussola rotta. La domanda che resta non è quanto possiamo calcolare, ma quanto siamo disposti a fidarci di quell'intuizione oscura che chiamiamo anima per navigare l'ignoto. In definitiva, possiamo ancora permetterci il lusso della sola logica, o dobbiamo accettare che siamo tutti governati da miracoli che non sappiamo più nominare?


mercoledì 28 gennaio 2026

How Quantitative Balancing would transform public sector accounting

Quantitative Balancing (QB) and its impacts on public sector accounting

Elaborating on the book QUANTITATIVE BALANCING - Beyond the Crisis: A New Architecture for Financial Stability

QB is a radical proposed reform to banking architecture, not yet implemented anywhere. It reengineers money creation, deposits, and seigniorage (the profit from creating money) to restore state sovereignty. While the text focuses on private banking flaws and QB principles (pages 1–29), the book's core thesis directly implicates public finances. Here's how QB would transform public sector accounting (e.g., under IPSAS, FASAB, or national standards like Italian/ EU GAAP):

1. Seigniorage Becomes Explicit Public Revenue (Major Fiscal Impact)

  • Current Issue: Banks create ~95% of money via loans (ex nihilo), capturing seigniorage privately as interest profits. Public sector accounting (e.g., central bank statements) only captures physical currency seigniorage or central bank profits; bank-created money is off-balance for the state.
  • QB Change: Deposits from loans are reclassified as bank liabilities to the State Treasury (not depositors). Banks pay periodic "seigniorage interest" on this debt to the state (Principle 3, p. 21).
  • Accounting Effect:
    • State balance sheet: New asset (receivable from banks) + revenue line in income statement/statement of operations.
    • Under IPSAS 47 (Revenue): This fits as non-exchange revenue from "binding arrangements" with banks, recognized when obligations are met.
    • Public deficit/debt reduction: Trillions in annual seigniorage (global estimates) flow to treasury, funding services without taxes/debt.
    • Example: In Italy (noted on p. 6), this ends Bank of Italy's treasury management monopoly, making seigniorage a direct state inflow.

2. Consolidated Public Sector Balance Sheets (Whole-of-Government Accounting)

  • Current: Banks' expanded balance sheets (assets: loans; liabilities: deposits) are separate from government. Money creation is "private," with risks socialized via bailouts (moral hazard, p. 12–13).
  • QB Change: Banks as "custodians" (Principle 2, p. 20); created money = explicit state debt. In consolidated accounts (e.g., IPSAS 35 for controlled entities):
    • Offsets: Bank's liability to treasury mirrors state's asset → net neutral but transparent.
    • Risk isolation: Segregated client deposits (100% safe) remove bank-run exposure from public guarantees (e.g., deposit insurance funds).
    • Maturity mismatch fixed: No fractional reserves; lending funded solely by state-owed creation.
  • Global Variations: Aligns with accrual IPSAS trends (vs. cash-based systems); contrasts FASAB SFFAS 56 (classified U.S. activities) by increasing transparency.

3. Enhanced Transparency and Disclosure Requirements

  • QB "unseals the black box" (p. 9–10): Cash flow statements/rendiconti finanziari now show money creation explicitly (no misleading "investment/financing" flows).
  • Public sector parallel:
    • IPSAS 47/48 (your prior query): QB mirrors "compliance obligations" but for monetary policy—state discloses seigniorage as binding public entitlement.
    • Disclosures: Significant judgments on money creation (like IFRS 15 adaptation); reduces opacity in public reports.
    • Risk reporting: Systemic risks (boom-bust cycles, p. 16–18) now quantifiable as state receivables, improving fiscal sustainability metrics.

4. Broader Public Sector Reforms and Implementation

  • Sovereignty Restoration: QB assumes direct state treasury control (p. 6 critique of historical delegation). Public accounting shifts from passive (central bank profits) to active (direct seigniorage).
  • Legal/Transition: Book outlines legislative path (Part IV, implied); retrospective application like IPSAS transitions, with practical expedients.
  • Potential Challenges: Banks' P&L hit (seigniorage as cost, p. 21–22) → lower private profits, but public gain. Could require IFRS/US GAAP updates for banks, flowing to public consolidations.
  • Counterfactuals (Part III): QB as "systemic vaccine" for crises (2008, Euro debt), stabilizing public accounts by preventing private profit privatization + public loss socialization.

Comparison: QB vs. Current Public Sector Frameworks

AspectCurrent (IPSAS/FASAB/GAAP)Under QB Proposal
Money CreationPrivate (banks); seigniorage implicit/private.Public (state debt); seigniorage explicit revenue.
DepositsBank liability to clients; fractional reserves.Segregated property; liability to treasury.
Public RevenueLimited (central bank transfers).Massive new stream; debt/tax relief.
TransparencyOpaque flows; risks off-balance.Full visibility; Nash equilibrium incentives.
RisksMoral hazard, bailouts.Isolated; state sovereignty.

QB isn't just accounting tweak—it's a paradigm shift (p. 19–23) making money a "public good." It complements IPSAS 47/48 by extending binding arrangements to monetary sovereignty, fixing "secret books" concerns (your FASAB query) via radical openness. No global adoption yet, but it addresses MMT-like ideas with practical mechanics.

QB could integrate DLT for tokenized seigniorage (p. 29 hints at blockchain for securities). For full book details or specific pages:

QUANTITATIVE BALANCING - Beyond the Crisis: A New Architecture for Financial Stability


Money Creation in the Public Sector: Accounting Overview

Money creation in the public sector primarily occurs through central banks (via monetary policy tools like asset purchases or reserve creation) and, indirectly, through government fiscal activities (such as deficit spending financed by borrowing or central bank support). Unlike private banks, which create money through lending, public sector money creation is tied to policy objectives like economic stabilization or inflation control. It's not "printing money" in a literal sense but expanding the monetary base (M0), which includes currency and bank reserves. In accounting terms, this is reflected in public sector financial statements, often under accrual-based systems that recognize assets, liabilities, revenues, and expenses when economic events occur, rather than just cash flows.

General Accounting Treatment

In public sector accounting:

  • : When a central bank creates money (e.g., through quantitative easing), it buys assets like government bonds from the private sector. This is accounted for as an increase in assets (e.g., securities held) on the central bank's balance sheet, matched by an increase in liabilities (e.g., reserves credited to commercial banks or currency in circulation). The profit from this process, known as seigniorage (the difference between the face value of money and its production cost), is typically transferred to the government as revenue and recorded in the public sector's income statement.
  • : Public spending financed by deficits can indirectly create money if the central bank purchases government debt. This appears as increased liabilities (debt issuance) on the government's balance sheet, with corresponding expenses in the statement of operations. In consolidated public sector accounts (which may include central banks in some jurisdictions), this nets out as an expansion of net assets or equity. Under modern monetary theory (MMT) perspectives, government spending creates money by crediting bank accounts, but accounting still treats it as fiscal outlays with matching funding sources.
  • Key Statements Involved:
    • Balance Sheet: Shows expanded assets (e.g., loans to banks) and liabilities (e.g., monetary base).
    • Income Statement: Captures seigniorage as revenue or interest income.
    • Cash Flow Statement: Tracks actual inflows/outflows, but accrual accounting focuses on economic substance over cash timing.
  • Public sector entities often follow standards like International Public Sector Accounting Standards (IPSAS), which emphasize transparency and require disclosures on monetary policy impacts, such as contingent liabilities from money creation. However, money creation isn't a direct "line item" but emerges from transactions like open market operations.

This approach ensures accountability, as unchecked money creation could lead to inflation or fiscal imbalances, which must be disclosed.

Worldwide Differences

Yes, there are significant variations in how money creation is accounted for across countries, driven by differences in accounting bases (cash vs. accrual), standard-setting bodies, and integration of central banks into public sector reporting. Globally, there's a trend toward accrual accounting for better transparency, but adoption is uneven. Some countries treat central banks as independent entities with separate reporting, while others consolidate them into whole-of-government accounts.

The table below summarizes key differences based on common frameworks and regions:

AspectIPSAS-Adopters (e.g., Many Developing Countries, EU Influences)US (FASAB)Australia/New Zealand (Business-Style Reforms)Cash-Based Systems (e.g., Some Low-Income Countries)
Accounting BasisAccrual: Recognizes money creation impacts when transactions occur (e.g., asset purchases).Accrual: Detailed balance sheet expansion for Fed activities, with seigniorage as federal revenue.Accrual with "business-like" focus: Full consolidation of central bank in public accounts.Cash: Focuses on actual inflows/outflows; money creation effects often understated or off-balance-sheet.
Central Bank IntegrationOften consolidated in public sector-wide statements for transparency.Separate Fed reporting, but seigniorage flows to Treasury.Fully integrated, treating money creation as public equity changes.Minimal integration; central bank autonomy leads to siloed accounting.
Seigniorage TreatmentRevenue in government statements; disclosures on monetary risks.Transferred to Treasury as non-exchange revenue.Accounted as public profit, reducing need for taxes.Often not explicitly recognized, leading to less fiscal accountability.
Challenges/TrendsPush for reforms via World Bank programs like PULSAR for better reporting.Security-related omissions possible (e.g., FASAB 56), but accrual enhances credibility.Pioneered global shifts to accrual since 1990s.Transitioning to accrual for IMF/World Bank compliance, but capacity issues persist.

These differences can affect fiscal credibility: Accrual systems provide a fuller picture of money creation's long-term impacts (e.g., inflation risks), while cash-based ones may obscure them. Organizations like the IMF and World Bank encourage convergence toward IPSAS to standardize practices, but national sovereignty and institutional habits create ongoing variations. If you're exploring this in the context of innovative finance like EquaCoin, note that public sector money creation could intersect with digital currencies, potentially requiring new accounting guidance under evolving standards.

martedì 20 gennaio 2026

La condivisione dell'espansione monetaria con i contribuenti: le Azioni di Signoraggio dei Cittadini (CSS) - e il QB

Un quadro quantitativo per la condivisione dell'espansione monetaria con i contribuenti: le azioni di signoraggio dei cittadini (CSS)

 Le azioni di signoraggio dei cittadini (CSS) introducono un meccanismo basato su regole che alloca una frazione della ricchezza generata dall'espansione monetaria direttamente ai contribuenti, senza alterare la spesa pubblica, la politica monetaria o l'offerta di moneta. Le moderne operazioni monetarie statunitensi, tra cui la creazione di riserve, l'espansione del credito e il ribilanciamento dei portafogli, generano una significativa ricchezza del settore privato attraverso i canali di liquidità. Eppure i contribuenti, che in ultima analisi garantiscono la credibilità dei titoli del Tesoro, dell'assicurazione sui depositi e delle operazioni delle banche centrali, non beneficiano di nessuno di questi vantaggi. Le CSS affrontano questa asimmetria strutturale allocando unità di asset non trasferibili e acquisibili ogni volta che la liquidità del sistema si espande. Formalizziamo la regola di allocazione del signoraggio dei cittadini (CSAR), che emette unità CSS in base a una funzione lineare di creazione di riserve e crescita della moneta in senso lato. Le unità CSS si accumulano in conti individuali e sono garantite da un portafoglio di investimenti sovrani, garantendo che le CSS operino come un asset, non come una valuta. Utilizzando stime empiriche delle elasticità tra riserve e attività e tra credito e ricchezza, dimostriamo che il CSS avrebbe potuto generare un'accumulazione significativa di attività delle famiglie dal 2003 al 2024, pur rimanendo rigorosamente non inflazionistico. Simulazioni su diversi regimi monetari dimostrano che il CSS si adatta proporzionalmente alle condizioni di liquidità e si interrompe naturalmente durante i cicli di restringimento. Il meccanismo è compatibile con l'indipendenza della Federal Reserve e con le operazioni del Tesoro. Il CSS rappresenta quindi una modifica strutturale alle conseguenze distributive dell'espansione monetaria, non una modifica della politica macroeconomica stessa.

Keywords: Monetary Policy, Public Finance, Financial Markets

Nicholas, Ryan, A Quantitative Framework for Sharing Monetary Expansion with Taxpayers: Citizen Seigniorage Shares (CSS)  (November 08, 2025). Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=5723223 or http://dx.doi.org/10.2139/ssrn.5723223
Signoraggio Pubblico: Due Proposte a Confronto: CSS e QB
CSS come Patch Distributivo e QB come Riforma Strutturale

In un’epoca di espansioni monetarie massive – dai QE post-2008 alla risposta pandemica – il dibattito sul seigniorage (il profitto derivante dalla creazione di moneta) si è spostato dal piano teorico a quello distributivo e politico. Chi beneficia davvero della creazione di moneta moderna? Le banche centrali e commerciali generano ricchezza attraverso liquidità, espansione del credito e amplificazione dei prezzi degli asset, ma gran parte di questi guadagni finisce in mani private: istituzioni finanziarie, investitori leveraged e detentori di asset. I contribuenti – che garantiscono implicitamente il sistema con la loro capacità fiscale – restano esclusi.

Due proposte recenti affrontano questo problema da angolature complementari, condividendo la visione di un seigniorage pubblico (o almeno parzialmente socializzato), ma differendo profondamente nell’approccio e nella profondità della riforma.

Da un lato, Citizen Seigniorage Shares (CSS), proposta nel working paper di Ryan Nicholas (novembre 2025): un meccanismo elegante, minimamente invasivo e quantitativo per ridistribuire parte dei benefici dell’espansione monetaria direttamente ai cittadini.

Dall’altro, il Bilanciamento Quantitativo (QB) – o Quantitative Balancing – sviluppato da Marco Saba (nel libro Quantitative Balancing: Oltre la Crisi, 2025) e discusso in vari contributi: una riforma contabile radicale che ristruttura alla radice il processo di creazione monetaria bancaria.

CSS: il “patch” distributivo non-inflazionistico

CSS parte da un’osservazione empirica: le operazioni della Federal Reserve (riserve create via QE, discount window, repo, IOR, FX swaps) e l’espansione del credito bancario generano ricchezza privata attraverso canali di liquidità e amplificazione asset. Questo crea un moderno effetto Cantillon: i guadagni fluiscono prima verso chi è vicino ai punti di iniezione monetaria (banche, investitori), mentre i taxpayers – che backano Treasuries, assicurazione depositi e credibilità del dollaro – non catturano nulla.

La soluzione? Una regola lineare trasparente, la Citizen Seigniorage Allocation Rule (CSAR):

U_t = α₁ ΔR_t + α₂ ΔM2_t

dove U_t sono unità CSS mintate proporzionalmente alle variazioni di riserve Fed (ΔR) e moneta broad (ΔM2), con α₁ e α₂ piccoli e fissi. Le unità CSS:

  • Sono non-trasferibili e vesting (matura nel tempo);
  • Backed da un sovereign investment portfolio (non creano moneta spendibile);
  • Generano payout solo dai rendimenti (non dal principal), garantendo neutralità fiscale e inflazionistica (asset claim, non consumption claim).

Simulazioni 2003–2024 mostrano accumulazione significativa di asset per le famiglie, senza alterare politica monetaria, indipendenza Fed o spesa pubblica. CSS è un “structural modification to the distributional consequences”, non un cambio di regime macro.

QB: la riforma profonda del banking system

Il Bilanciamento Quantitativo va oltre la ridistribuzione: attacca la radice del problema, ovvero la creazione endogena di moneta da parte delle banche commerciali in regime di fractional reserve.

La proposta chiave è una riclassificazione contabile: i depositi creati dalle banche (la stragrande maggioranza della moneta M2) non sono più considerati debito bancario verso i clienti, ma passività di seigniorage sovrano (liability verso lo Stato/Tesoro). Le banche diventano puri custodi del processo di creazione monetaria, senza possedere o controllare i fondi come debito proprio.

Questo elimina distorsioni nei report di cash flow, rende esplicito il “seigniorage clandestino” privato e restituisce allo Stato il controllo sulla moneta come funzione sovrana (eco dell’Articolo I, Sezione 8 della Costituzione USA). Elemento distintivo: un three-player Nash Equilibrium tra banche, Stato e depositanti, che allinea incentivi, riduce moral hazard e aumenta stabilità sistemica.

QB non aggiunge un layer redistributivo ex post, ma ristruttura ex ante il sistema: il seigniorage generato diventa pubblico per default, potenzialmente finanziando spesa sociale, riduzione debito o meccanismi come UBI.

Confronto e sinergie: un framework completo?

AspettoCSS (Nicholas)QB (Saba / EquaCoin)
Obiettivo principaleRidistribuzione upside espansioneRistrutturazione creazione moneta
MeccanismoMinting units su Δ riserve + Δ M2Riclassificazione depositi → sovereign liability
Impatto su bancheNo diluizione, lending protettoRuolo custodiale, fine seigniorage privato
InflazioneEsplicitamente neutraNeutra (trasparenza, non espansione)
Profondità riformaPatch minimamente invasivoTrasformativa del fractional reserve
Elemento quantitativoElasticità empiriche + simulazioniNash Equilibrium 3 players

Entrambe condividono la premessa: il seigniorage non dovrebbe essere un privilegio privato, ma un bene pubblico. CSS è “elegante e minimamente invasivo” – compatibile con il sistema attuale, attuabile via atto legislativo dedicato. QB è più profonda e trasformativa, richiedendo cambiamenti contabili e normativi (es. modifiche a codici civili/bancari).

La vera forza emerge dall’integrazione: QB ristruttura la creazione monetaria rendendo i depositi sovereign liability → il seigniorage generato diventa pubblico. CSS può poi allocare una frazione di questo valore (o dei guadagni da liquidità) ai cittadini via CSAR, con backing portfolio e vesting. Insieme formerebbero un framework completo:

  • QB garantisce trasparenza e sovranità ex ante;
  • CSS distribuisce benefici ex post in modo rules-based e non-inflazionistico;
  • Il Nash Equilibrium di QB rafforza la stabilità politica di CSS contro abusi o gaming.

In un mondo post-QE e con crescenti disuguaglianze da asset inflation, queste proposte meritano dibattito serio. Non sono utopie: CSS è già simulata empiricamente; QB ha basi contabili solide e precedenti storici (es. full-reserve ideas). Implementarle – separatamente o congiuntamente – potrebbe spostare il paradigma dal “seigniorage privato occulto” a un sistema più equo, stabile e sovrano.

Che ne pensate? CSS come primo passo pragmatico, o QB come riforma necessaria alla radice? Il dibattito è aperto.

giovedì 15 gennaio 2026

La propaganda della Guerra Psichica produce una crescita parassitaria governativa

Estratto da: PSYWAR, di Robert Malone, 2024

CAPITOLO 35

Guerra Psichica e Governo: Come Finisce

La mancanza di correzioni basate sulle forze di mercato, combinata con la propaganda della Guerra Psichica, produce una crescita parassitaria governativa inarrestabile

Nel caso non l'aveste notato, dagli anni '80 gli Stati Uniti hanno sviluppato un grosso problema che sta crescendo in modo esponenziale. Il debito pubblico statunitense è diventato insostenibile. In larga misura, questo debito è reso possibile dalla stampa e dall'iniezione irresponsabile di moneta fiat nell'economia statunitense nel suo complesso da parte di una "Federal Reserve" privata e irresponsabile. La Federal Reserve odierna agisce abitualmente come un facilitatore volontario piuttosto che come un controllo sulla spesa amministrativa e dello Stato profondo. La gestione della Federal Reserve è ormai integrata negli interessi e nella cultura della burocrazia permanente. Ma questo è solo uno dei tanti sintomi di un problema più profondo.

Molti fattori determinano questa esplosione del debito, ma in cima alla lista delle cause c'è il fatto che il ramo esecutivo e la sua burocrazia permanente (stato amministrativo + stato profondo) semplicemente non se ne curano. Non hanno motivi impellenti per preoccuparsene. Hanno sviluppato un'intera logica economica speciale per giustificare e razionalizzare il disinteresse, chiamata teoria monetaria moderna (MMT).

Funzionalmente, a differenza dell'industria (forze di mercato) o dell'esercito (guerre fallite), non ci sono forze esterne che attualmente limitano l'espansione del comportamento disfunzionale, controproducente e (francamente) parassitario dell'attuale potere esecutivo. La supervisione del potere legislativo è stata indebolita consensualmente, con i lobbisti che hanno collettivamente represso il Burdizzo, e nel 1984 il potere giudiziario ha concesso la sua autorità di fungere da controllo funzionale sull'arroganza del potere esecutivo/amministrativo tramite la sentenza Chevron Deference della Corte Suprema. E come la Federal Reserve, anche il "quarto potere" informale (i media aziendali), che storicamente ha svolto una funzione di supervisione separata e semiautonoma, è stato catturato da questa burocrazia permanente. La recente decisione della Corte Suprema di respingere il precedente della Chevron Deference potrebbe inaugurare una nuova era in cui la crescita esponenziale dello stato amministrativo viene frenata dai tribunali, anche se il Congresso continua a non fare il suo lavoro.

Lo stato amministrativo e lo stato profondo sono riusciti a catturare e manipolare i media e le comunicazioni correlate (in gran parte tramite l'infiltrazione di CIA, FBI, CISA e della comunità di intelligence) così efficacemente da essere in grado di impiegare senza soluzione di continuità propaganda moderna avanzata, tecnologie di guerra psicologica e regali finanziari per controllare tutte le narrazioni e le informazioni che altrimenti potrebbero indurre la maggioranza dell'elettorato (e i loro rappresentanti al Congresso) a controllare le loro azioni. E in questo modo, eludono completamente la responsabilità. Pertanto, la CIA, l'FBI e il DHS-CISA, così come la comunità di intelligence in generale, sono diventati facilitatori di eccessi e di eccessi da parte dello stato amministrativo e dello stato profondo. Con questo ecosistema informativo corrotto, non può esserci alcuna responsabilità da parte dello stato amministrativo e dello stato profondo. In collaborazione con una varietà di partner aziendali e ONG attraverso "partenariati pubblico-privati", il potere esecutivo ha completamente catturato e cooptato tutti i meccanismi di controllo che potrebbero consentire o imporre controlli ed equilibri. Le "urne elettorali" sono sulla buona strada per diventare un semplice inconveniente perché, per la maggior parte degli elettori, la falsa realtà sintetica proiettata dai media catturati è l'unica "realtà" politica che incontrano.

Gli stati nazionali moderni falliscono soffocando sotto il peso di burocrazie gonfie e irresponsabili, i cui obiettivi primari sono servire e sostenere se stessi piuttosto che promuovere e difendere il benessere generale e la sicurezza dei cittadini. Il contratto sociale viene calpestato dallo stivale di una burocrazia incontrollabilmente arrogante, autoritaria e egoista.


A quale scopo vengono limitati i poteri, e a quale scopo tale limitazione viene messa per iscritto, se questi limiti possono, in qualsiasi momento, essere oltrepassati da coloro che devono essere limitati?

—John Marshall, Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti dal 1801 al 1835


Quando si discute dello stato attuale del governo federale degli Stati Uniti, i termini "stato amministrativo" e "stato profondo" vengono spesso utilizzati come se fossero la stessa cosa, ma non è assolutamente così. Come descritto da Kash Patel, lo stato profondo è un tipo di governo ombra costituito da reti di potere informali, extracostituzionali, segrete e non autorizzate che operano indipendentemente dalla leadership politica debitamente eletta di uno stato nazionale, perseguendo programmi e obiettivi separati dagli interessi dei cittadini. Jeffrey Sachs descrive lo stato profondo come lo stato di sicurezza, composto da un piccolo numero di individui, per lo più appartenenti alle agenzie più diverse.

"Stato amministrativo" è un termine usato per descrivere il fenomeno delle agenzie amministrative del ramo esecutivo che esercitano il potere burocratico per creare, giudicare e far rispettare le proprie regole. Lo stato amministrativo abusa della non delega del Congresso, della deferenza giudiziaria, del controllo esecutivo delle agenzie, diritti procedurali e dinamiche di agenzia per affermare il controllo al di sopra dei principi repubblicani e costituzionali.

Un altro termine correlato, spesso utilizzato per descrivere il moderno stato burocratico americano, è "Leviatano", una parola di origine biblica riproposta come titolo dell'opera monarchica di Thomas Hobbes del 1651, che promuove un governo centralizzato forte. Hobbes sostiene che la pace civile e l'unità sociale possano essere raggiunte al meglio attraverso l'istituzione di un commonwealth tramite un contratto sociale. Il commonwealth ideale di Hobbes è governato da un unico potere sovrano responsabile della protezione della sicurezza del commonwealth, a cui viene concessa l'autorità assoluta per garantire la difesa comune.

Per molti versi, il moderno sistema amministrativo e lo Stato profondo americano, con i suoi "partenariati pubblico-privato", sono arrivati ​​ad assomigliare alla monarchia britannica del XVII-XIX secolo, con una burocrazia radicata (lo Stato amministrativo permanente) gestita funzionalmente da un'élite in gran parte ereditaria, circondata da cerchi concentrici di cortigiani che compongono lo Stato profondo (nella sua attuale incarnazione), il tutto alleato con una massiccia organizzazione corporativa globale (la Compagnia delle Indie Orientali). All'interno della crescente oligarchia americana ereditaria al potere, si assiste a un certo grado di ricambio e intrighi di palazzo, mentre le fortune di alcuni calano mentre altre salgono. Come con l'ascesa della borghesia britannica e la mescolanza della piccola nobiltà con le caste medio-alte finanziariamente affermate, questo spesso riflette tendenze finanziarie e tecnologiche più ampie all'interno del contesto geopolitico e geoeconomico generale in cui compete un'oligarchia globalizzata.

L'ovvia ironia è che questo tipo di sistema era esattamente ciò che la Rivoluzione americana intendeva rovesciare e esattamente ciò che la Costituzione degli Stati Uniti era stata scritta per impedire.

E soprattutto, abbiamo ora aggiunto una nuova capacità straordinariamente potente al Leviatano di un tempo. L'ascesa della CIA e della sua infiltrazione "Mockingbird/Mighty Wurlitzer" nei media e nel mondo accademico, l'FBI e le sue capacità di sorveglianza, infiltrazione e interruzione di tipo COINTELPRO, trasformate in armi politiche, il Dipartimento della Difesa e le sue capacità di psyops/PsyWar progettate per i conflitti offshore ma rivolte contro i cittadini nazionali per supportare la gestione delle "crisi" definita dal potere esecutivo, insieme alla crescita esplosiva di un nuovo complesso industriale della censura, hanno prodotto un "Leviatano" con capacità di controllo delle informazioni capaci di piegare la realtà, simili a quelle che la storica monarchia britannica poteva solo sognare. La propaganda ha fatto molta strada dai tempi dell'omonimo libro seminale di Edward Bernays del 1928. (...)

giovedì 8 gennaio 2026

Un quadro strategico per l'adozione della valuta locale: il caso dell'Eusko

Promemoria strategico: Rafforzare le economie locali attraverso le valute complementari: il modello Eusko

A: Funzionari degli enti locali e leader comunitari

DA: Ufficio per la strategia economica e lo sviluppo comunitario

OGGETTO: Un quadro strategico per l'adozione della valuta locale, basato sul caso di studio Eusko

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1.0 La logica strategica delle iniziative in valuta locale

Le valute locali sono più di semplici metodi di pagamento alternativi; sono potenti strumenti strategici per costruire economie locali resilienti, promuovere obiettivi ecologici e rafforzare il tessuto sociale di una comunità. Creando un sistema economico a ciclo chiuso, queste iniziative forniscono un modo diretto e misurabile per promuovere la prosperità dall'interno. Un'analisi dell'Eusko, la valuta locale più grande d'Europa, rivela tre obiettivi strategici fondamentali che una valuta complementare ben progettata può raggiungere. 1.1 Rilocalizzazione e stabilità economica

Le valute locali sono progettate per circolare esclusivamente all'interno di un territorio specifico, impedendo la fuga di capitali e garantendo che la ricchezza generata localmente rimanga locale. Questo meccanismo sostiene intrinsecamente commercianti, artigiani e agricoltori della zona, accorciando le filiere e creando un effetto moltiplicatore che rafforza l'occupazione locale. Incoraggiando i residenti a frequentare le attività commerciali di quartiere, la valuta promuove una base economica più stabile e autosufficiente, meno suscettibile agli shock di mercato esterni.

1.2 Promuovere obiettivi ecologici e sociali

I vantaggi di una valuta locale vanno oltre la pura economia. In primo luogo, favorendo le filiere corte, queste iniziative riducono le emissioni di carbonio legate ai trasporti e al commercio globalizzato, contribuendo direttamente alla sostenibilità ecologica. In secondo luogo, possono essere strutturate per generare un impatto sociale positivo. Il modello Eusko, ad esempio, deposita tutti gli euro scambiati con la valuta locale in un fondo di garanzia detenuto da banche etiche come La Nef e Crédit Coopératif. Questi fondi vengono poi utilizzati per finanziare progetti di transizione sociale e ambientale, creando un collegamento diretto tra il commercio quotidiano e il progresso dell'intera comunità.

1.3 Promuovere l'identità comunitaria e culturale

Una moneta locale condivisa rafforza la coesione sociale creando nuove connessioni tra residenti, commercianti e associazioni comunitarie. Diventa un simbolo tangibile di un impegno collettivo nei confronti del territorio locale. L'Eusko lo dimostra fungendo da veicolo di promozione culturale, incoraggiando attivamente la segnaletica bilingue (franco-basco) nelle attività commerciali partecipanti e rendendo la lingua basca più visibile nella vita pubblica. Questo trasforma una semplice transazione economica in un atto di identità condivisa e di rafforzamento culturale.

Questi vantaggi strategici sottolineano il potenziale di una moneta locale, ma il loro raggiungimento richiede un solido quadro operativo, come esemplificato dal modello Eusko.

2.0 Il modello Eusko: un progetto per l'implementazione

Lanciato nei Paesi Baschi francesi nel 2013, l'Eusko è cresciuto fino a diventare la moneta locale più significativa d'Europa. A partire dalla primavera del 2023, è la valuta locale più grande d'Europa, con 4 milioni di unità in circolazione all'interno della sua rete. Il suo successo fornisce un prezioso caso di studio sulla governance, i meccanismi operativi e le strutture finanziarie necessarie per un sistema monetario complementare fiorente.

2.1 Governance e parità

• Ente emittente: la valuta è emessa e gestita da Euskal Moneta, un'associazione senza scopo di lucro responsabile della sua governance e della sua direzione strategica.

• Parità fissa: la valuta mantiene una proposta di valore semplice e stabile: 1 Eusko = 1 Euro. Questa parità elimina la complessità del tasso di cambio e rafforza la fiducia degli utenti.

• Modello di adesione: per utilizzare Eusko, tutti i partecipanti, siano essi individui, aziende o associazioni, devono diventare membri dell'associazione Euskal Moneta, garantendo un impegno condiviso per gli obiettivi del progetto.

2.2 Sistema multiformato

L'accessibilità di Eusko è migliorata dal suo sistema di pagamento ibrido, che si adatta sia alle preferenze transazionali tradizionali che a quelle moderne. • Banconote fisiche: il sistema include banconote cartacee sicure nei tagli da 1 (blu), 2 (rosso), 5 (grigio), 10 (giallo) e 20 (viola) Eusko. Ogni banconota è protetta contro la falsificazione grazie a caratteristiche come la complessa filigrana, i marchi in oro riscaldati e i marchi offset per ipovedenti.

• Integrazione digitale: per soddisfare le esigenze moderne, il sistema è stato digitalizzato nel 2017. Gli utenti possono aprire un conto Eusko digitale ed effettuare pagamenti con euskokart (una carta di pagamento) o, dal 2020, con l'applicazione per smartphone euskopay.

2.3 Il Fondo di Garanzia

L'integrità della valuta è garantita al 100% da un fondo di garanzia. Ogni euro scambiato con un Eusko viene depositato in questo fondo, detenuto presso istituzioni finanziarie etiche e non speculative. Ciò garantisce che ogni Eusko in circolazione sia completamente coperto e possa essere rimborsato in caso di necessità, indirizzando al contempo il capitale verso progetti che supportano la transizione ecologica e sociale.

Questo quadro operativo ben progettato è il fondamento su cui Eusko offre benefici tangibili e misurabili a tutti gli stakeholder della comunità.

3.0 Impatto quantificabile: un'analisi del valore multi-stakeholder

Un'iniziativa di successo in valuta locale crea un circolo virtuoso in cui i benefici per un gruppo rafforzano il valore per gli altri. L'impatto di Eusko dimostra questa proposta di valore interconnessa per comuni, imprese, organizzazioni non profit e residenti, supportata da risultati chiari e basati sull'evidenza.

3.1 Proposta di valore per comuni ed enti pubblici

• Obiettivo: trattenere i fondi pubblici nell'economia locale, garantendo che le tasse e la spesa pubblica vadano direttamente a beneficio della comunità.

• Meccanismo: un comune può aderire formalmente al sistema attraverso un voto del consiglio comunale, il pagamento di una quota annuale e la firma di una convenzione formale con l'associazione valutaria.

• Applicazione: i comuni possono accettare l'Eusko per i servizi pubblici (ad esempio, le tariffe delle piscine) e utilizzarlo per le spese pubbliche, come il pagamento di una parte delle indennità dei funzionari eletti.

• Tasso di adozione: il modello si è dimostrato efficace, con 36 comuni e la Comunità di Agglomerazione dei Paesi Baschi (CAPB) che hanno aderito ufficialmente al sistema Eusko.

3.2 Vantaggi tangibili per le imprese locali

• Obiettivo: stimolare l'attività economica locale aumentando la fidelizzazione dei clienti e rafforzando le catene di approvvigionamento locali.

• Statistica chiave (Acquisizione clienti): un impressionante 74% dei singoli utenti dichiara di aver scelto specificamente un'azienda perché accetta l'Eusko, dimostrando la sua efficacia come strumento di acquisizione clienti.

• Statistica chiave (Rilocalizzazione della catena di approvvigionamento): il 56% dei membri professionisti partecipanti ha trovato almeno un nuovo fornitore locale per riutilizzare il proprio Eusko, rilocalizzando attivamente le proprie catene di approvvigionamento. • Dinamiche di riconversione: le aziende possono riconvertire gli Eusko in euro con una commissione del 5%, incentivandole a trovare fornitori locali. Il successo di questo modello è evidente: l'84% delle aziende non ha mai avuto bisogno di convertire i propri Eusko, a dimostrazione del fatto che la valuta sta ricircolando con successo all'interno della rete locale e che le aziende stanno effettivamente trovando fornitori locali, obiettivo primario del sistema.

3.3 Rafforzare il settore non profit

• Obiettivo: fornire un flusso di finanziamenti costante e sostenibile per le associazioni locali, rafforzando la società civile.

• Meccanismo (il "Don 3% Eusko"): questo sistema innovativo consente agli utenti di sponsorizzare un'associazione locale a loro scelta. Quando un'associazione raccoglie almeno 30 sponsor, l'organizzazione Eusko dona un ulteriore 3% del valore totale scambiato da tali sponsor. Ad esempio, se un utente scambia 100 €, riceve 100 Eusko e l'organizzazione dona altri 3 Eusko all'associazione scelta dall'utente. • Impatto finanziario: questo meccanismo è diventato una fonte di finanziamento significativa. Solo nel 2022, oltre 60.000 euro sono stati donati a 58 associazioni locali, per un totale cumulativo di oltre 250.000 euro donati dalla creazione dell'Eusko.

Il successo di ciascun gruppo di stakeholder è interconnesso, a dimostrazione del fatto che una valuta locale ben implementata può creare un ecosistema economico locale fiorente e auto-rafforzante.

4.0 Una tabella di marcia strategica per l'adozione comunale

Per i leader locali ispirati da questo modello, l'implementazione di una valuta complementare è un'impresa strategica che richiede un'attenta pianificazione e un'esecuzione graduale. Le tappe storiche dell'Eusko forniscono una tabella di marcia praticabile per qualsiasi comune che stia considerando un'iniziativa del genere.

4.1. Fase 1: Valutazione fondamentale e creazione di una coalizione Iniziare formando un gruppo di lavoro dedicato composto da diversi stakeholder della comunità, tra cui attivisti, imprenditori e leader di organizzazioni non profit. Questa coalizione dovrebbe condurre un'intensa fase di preparazione – l'Eusko è stato sviluppato in oltre un anno e mezzo – per definire una visione condivisa e valutare le esigenze specifiche della comunità e il panorama economico.

4.2. Fase 2: Progettazione e governance del sistema Definire le regole operative fondamentali della valuta, tra cui la parità, i requisiti di adesione e i confini geografici. Istituire un ente di gestione senza scopo di lucro, simile a Euskal Moneta, per supervisionare il sistema. Fondamentale, costruire il quadro giuridico e finanziario assicurando partnership con banche etiche per la gestione del fondo di garanzia essenziale.

4,3. Fase 3: Mobilitazione e lancio della rete Prima del lancio ufficiale, concentrarsi sul reclutamento di una massa critica di partecipanti. L'obiettivo è garantire che la valuta sia immediatamente utilizzabile. L'Eusko è stato lanciato nel 2013 con una rete iniziale di 800 utenti individuali e 192 fornitori di servizi professionali, creando un mercato sostenibile fin dal primo giorno.

4.4. Fase 4: Integrazione ufficiale del comune Una volta che il sistema è operativo e ha dimostrato una spinta iniziale, il comune può intraprendere il passo formale dell'adozione ufficiale. Seguendo l'esempio di Bayonne nel luglio 2017, ciò comporta un voto del consiglio comunale per aderire al sistema, consentendo l'attuale utilizzo della moneta locale per i servizi e le spese pubbliche, conferendole una significativa credibilità ufficiale.

4.5. Fase 5: Trasformazione digitale e scalabilità Per massimizzare la praticità, ampliare la base di utenti e aumentare il volume delle transazioni, pianificare un'evoluzione digitale. L'introduzione da parte di Eusko di una carta di pagamento (2017) e di un'app mobile (2020) è stata fondamentale per aumentarne l'impatto e garantirne la rilevanza in un'economia moderna.

Adottare una valuta locale è un investimento strategico a lungo termine per la sovranità economica, la salute ecologica e il benessere collettivo di una comunità.