venerdì 30 novembre 2018

Ricordiamo le parole del Procuratore Tarquini ancora inascoltate dopo 17 anni

Tratto da “La banca, la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”, di Bruno Tarquini [*], già Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell'Aquila (ed. Controcorrente, Napoli 2001)

(Nota: le seguenti considerazioni, mutatis mutandis, valgono attualmente per le passività esposte nello Stato patrimoniale delle banche commerciali sotto la voce di "debiti verso clientela")

"Le anomalie di un bilancio […] la Banca d’Italia, nei propri bilanci, iscrive tra le poste passive la moneta che immette in circolazione. Questo ritiene di poter fare in virtù di un mero gioco di parole, che si risolve in definitiva in una presa in giro del popolo, sfruttando in modo truffaldino la formula che ancora si trova scritta sulle banconote (“Lire centomila – pagabili a vista al portatore” – firmato “Il Governatore”) e che, oggi, non avrebbe più alcuna ragione di essere, perché non significa nulla [1].
Infatti si tratta di un’obbligazione che l’istituto bancario si assumeva nel passato (nel tempo, cioè, in cui vigeva la convertibilità del biglietto di banca in oro) di convertire appunto la carta moneta nel metallo prezioso che ne costituiva la garanzia (base aurea).
Nei tempi attuali, in cui quella convertibilità è stata abolita ed è stato imposto il corso forzoso della moneta cartacea, quella “promessa di pagamento a vista” ha perduto ogni contenuto e non può, quindi, avere alcun valore. Tuttavia la Banca d’Italia ritiene ancora di potersene avvalere, confidando che la mera apparenza, che ancor oggi conservano i biglietti di banca, di cambiali a vista, e quindi formalmente di debito, le possa consentire legittimamente di considerare la moneta immessa in circolazione come una propria passività da iscrivere in bilancio tra le poste passive. Ed è noto come l’aumento artificioso del passivo, in un bilancio societario, determini un illecito annullamento dell’attivo [2].
Quindi l’Istituto di Emissione immette in circolazione banconote che sono non solo prive di alcuna copertura (neanche parziale) o garanzia, ma anche strutturate come false cambiali, che da un lato offrono una parvenza di legalità alla loro iscrizione nel passivo dell’azienda, dall’altro costituiscono un “debito inesigibile”, come affermano le stesse autorità monetarie, inventando una fattispecie giuridica di cui facilmente si può misurare l’assurdità. A parte, infatti, che la inesigibilità non può che riguardare il credito (perché è questo che, caso mai, non può essere esatto), con la formula del “debitore inesigibile” si fa decidere allo stesso debitore di non pagare il debito.
Una cosa è dire che “il credito” è inesigibile perché il debitore non può pagare, altra cosa è invece dire che esso è inesigibile perché il debitore (la Banca Centrale) per legge ha la garanzia di non dover pagare.
Riassumendo, delle due l’una: o la Banca d’Italia non è proprietaria della moneta al momento dell’emissione (come hanno affermato i rappresentanti del governo rispondendo alle interrogazioni parlamentari) ed allora appare del tutto ingiustificato che ne tragga un utile, tanto più che la banca stessa assume di essere debitrice dei simboli monetari emessi, così da iscriverli come posta passiva nel proprio bilancio; oppure la Banca Centrale (contrariamente a quanto dichiarato dai due Sottosegretari di Stato) è proprietaria di quella moneta e con giustificazione (solo apparente) ne ritrae un utile dal suo prestito al sistema economico nazionale, ma allora assume i contorni di un fatto illecito far figurare come poste passive operazioni che sono invece indubbiamente attive."

Note:
[*] Bruno Tarquini è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948 presso l’Università di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado, infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia.
[1] Provi il cittadino a presentarsi ad uno sportello qualsiasi della Banca d’Italia, esibisca una banconota contenente quella (ormai inutile) promessa di pagamento e chieda di essere “pagato a vista”. E’ probabile che venga preso per matto!
[2] Sarebbe di certo giuridicamente infondato sostenere la legittimità della indicazione nel passivo della moneta al momento della emissione (ed a maggior ragione durante la sua circolazione), facendo ricorso a quanto stabilisce l’art.2424 del codice civile, secondo il quale il bilancio delle società per azioni deve indicare nel passivo (tra l’altro) anche “il capitale sociale al suo valore nominale…”, poiché non vi è alcun dubbio che nella massa di moneta creata e messa in circolazione dalla Banca Centrale non può sicuramente identificarsi il capitale sottoscritto e depositato dagli azionisti (“partecipanti”), dei quali costituisce un credito e, quindi, per la società un debito. Quella moneta la stessa Banca d’Italia – come si dirà più oltre – la definisce “merce”. 



Vedere in proposito un vecchio documento della Lega Nord: L'unica politica possibile, 2006

mercoledì 28 novembre 2018

REDDE RATIONEM per il tesoro depositato in Banca d'Italia:

Risultati immagini per gold greed

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. Il secondo comma dell'articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, si interpreta nel senso che la Banca d'Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, rimanendo impregiudicato il diritto di proprietà dello Stato italiano su dette riserve, comprese quelle detenute all'estero.

Vedi: http://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.1064.18PDL0026390&back_to=http%3A%2F%2Fwww.camera.it%2Fleg18%2F126%3Ftab%3D2-e-leg%3D18-e-idDocumento%3D1064-e-sede%3D-e-tipo%3D

ITALIA: è ora di far causa alla BCE per recuperare i soldi

ITALIA: è ora di far causa alla BCE per recuperare i soldi e i danni
a cura di Marco Saba

BCE: quando ti svelano il trucco, non è più divertente...

Rispetto alla situazione di drammatica austerità che si sta prolungando ed aggravando in Grecia, Olivier De Schutte, già relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione, ha prospettato il ricorso all'art.340 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea che dice:

Articolo 340

La responsabilità contrattuale dell'Unione è regolata dalla legge applicabile al contratto in causa.

In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Unione deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.

In deroga al secondo comma, la Banca centrale europea deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.

La responsabilità personale degli agenti nei confronti dell'Unione è regolata dalle disposizioni che stabiliscono il loro statuto o il regime loro applicabile.

  Come ho già più volte detto ed illustrato in vari video, e ora è anche confermato in un documento sul sito della Banca Mondiale, le banche contabilizzano la loro attività nei flussi di cassa come fossero intermediarie, invece che fabbriche di denaro, e sterilizzano le loro passività in una voce falsa - "debiti verso clientela" - che dovrebbe essere: "debiti verso la tesoreria di stato", per le banche commerciali, e "debiti verso LE tesorerie di Stato" nel caso della BCE.
Questa revisione contabile del bilancio bancario non è un mero esercizio di stile, ma una vera e propria rivelazione di uno scandalo gigantesco che porta alla bancarotta sia le finanze dello Stato che quelle delle banche stesse.
Dal punto di vista giuridico, per quanto riguarda la BCE e il SEBC, una volta esaurito l'iter nazionale, per le cause pertinenti, la Cassazione È TENUTA a rivolgersi alla Corte di giustizia dell'Unione Europea (art. 267 del Trattato). Lo sottolineo perché nella causa cassata sul signoraggio, non è stato fatto (Cass, Sentenza 16751 del 21 luglio 2006).
I tempi sono oggi maturi per calcolare il danno subito dall'Italia dal signoraggio totale trattenuto dalla BCE e dal SEBC con la creazione della moneta bancaria (Quantitative Easing e misure similari, comprese le operazioni Open Market e qualsiasi altra operazione di liquidità con cui sono state emesse banconote e denaro digitale): si tratta, per la BCE, di attuare la ripartizione pro-quota secondo l'Eurosystem Key del 16,953 % per l'Italia, versando il signoraggio totale al Tesoro e quindi salvandoci da una fine tipo Grecia.
(Ad esempio, se il totale aggregato lordo di creazione di euro da parte della BCE-SEBC negli anni fosse di 50 trilioni, al Tesoro italiano spetterebbero oltre 8mila miliardi di euro di signoraggio totale arretrato. Questo fa capire perché nel corso della storia le banche centrali hanno sempre cercato di occupare "militarmente" le tesorerie degli stati dove operavano).
Lo stesso dicasi per gli altri stati membri dell'Euro che potranno avviare una procedura similare per ottenere giustizia direttamente presso la Corte di giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo.

lunedì 26 novembre 2018

Cosa succede quando la banca crea un deposito ?

Cosa succede quando la banca crea un deposito ?

Nella pratica bancaria:

- una somma viene registrata sul conto corrente del cliente che è un sottoconto del conto principale della banca (conto accentrato).
Il conto accentrato della banca risulta incrementato della somma creata (art. 1834 codice civile). La creazione di nuova moneta è evidente e riscontrabile confrontando l'estratto conto del conto accentrato con l'estratto conto del cliente.

Nella contabilità bancaria:

Conto dei flussi di cassa (rendiconto finanziario)
- viene registrata una uscita di cassa (deflusso) del conto dei flussi di cassa;
- viene registrata una entrata nel sottoconto del cliente.

Nessun incremento risulta da queste scritture ma semplicemente il denaro viene spostato contabilmente dalla cassa al conto del cliente, come se la banca stesse usando fondi pre-esistenti. Non si registra la creazione di nuova moneta. L'incremento dovuto alla nuova moneta non è stato registrato come afflusso nel conto dei flussi di cassa quando la banca aveva deciso di creare la disponibilità. Il conto dei flussi di cassa potrebbe risultare "negativo".

La contabilità, prima nota, non è allineata alla pratica bancaria ma simula una operazione d'intermediazione su fondi pre-esistenti mai esistita. Manca la prima nota dell'afflusso da creazione di provvista nel conto dei flussi di cassa della banca.

Soluzione: ricostruire il bilancio della banca partendo dalla correzione delle scritture del conto dei flussi di cassa.



martedì 20 novembre 2018

E' ora di sperimentare le banche a riserva intera

Esaminiamo di nuovo le banche a riserva intera
di Patrizio Lainà (autore ospite) | 19 novembre 2018
[ Fonte: http://www.positivemoney.eu/2018/11/full-reserve-banking/]

Immagine correlata
Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, nel XIX secolo, sono stati sperimentati servizi bancari a riserva piena. Si rilevò che gli indicatori macroeconomici puntavano principalmente verso l'alto dopo l'attuazione delle riforme. Sebbene sia difficile associare direttamente gli sviluppi positivi a esperimenti bancari a riserva intera, almeno dovrebbe essere chiaro che non hanno avuto un impatto destabilizzante sull'economia.


Questo articolo riassume alcuni dei punti chiave del mio dottorato. Tesi: "Full-Reserve Banking: Separazione della creazione di denaro dai prestiti bancari" (Università di Helsinki).

Il sistema bancario a riserva intera è stato sperimentato nel 19 ° secolo. All'epoca, le banconote emesse da privati erano il mezzo di pagamento prevalente. Oggi è difficile immaginare che ogni banca emetta le proprie banconote, ma due secoli fa funzionava così. Nel Regno Unito, il Bank Charter Act del 1844 proibiva la creazione di moneta privata richiedendo che le banconote emesse dalle banche fossero interamente coperte da denaro o oro del governo. Gli Atti Nazionali del 1863 e del 1864 implementarono il sistema bancario a riserva integrale negli Stati Uniti. Gli esperimenti non sono mai stati effettivamente abbandonati, ma le banche sono state in grado di aggirare la regolamentazione creando i depositi anziché le banconote. Ciò ha effettivamente minato la riforma, ed è così che siamo arrivati al nostro attuale sistema monetario. Tuttavia, il governo (compresa anche la banca centrale) ha mantenuto il monopolio sull'emissione di banconote sin da allora.

Ora è il momento di sperimentare anche le banche a riserva intera con la moneta elettronica. La riforma proibirebbe la creazione di moneta privata, almeno nel senso che il governo non garantirebbe il rimborso o la liquidazione di denaro privato o attività simili a quelle monetarie. Ciò significherebbe che non ci sarebbe più bisogno della garanzia dei depositi e che la banca centrale non avrà la necessità di agire come prestatore di ultima istanza per gli attori privati. Di conseguenza, le banche non potranno creare nuovi capitali simultaneamente al momento di concedere prestiti, ma dovranno procurarsi il capitale prima di prestarlo. In altre parole, le banche funzionerebbero semplicemente come qualsiasi altra istituzione finanziaria non-bancaria.


La capacità fiscale si espanderà in modo significativo


Io sostengo che il sistema bancario a riserva integrale potrebbe anche ampliare significativamente la capacità di bilancio del governo. Supponendo che l'offerta di moneta M1 continui nel suo tasso di crescita storico, ho calcolato che il sistema bancario a riserva intera genererebbe in media oltre 400 miliardi di euro all'anno, nell'area dell'euro. Le entrate del signoraggio rappresentano il 4% del PIL dell'area dell'euro, ovvero oltre il 20% dei bilanci delle amministrazioni centrali degli Stati membri dell'area dell'euro. È difficile immaginare che un simile aumento della capacità fiscale del governo possa essere raggiunto con qualsiasi altra riforma.


Figura 1. Ricavi medi annuali di signoraggio da attività bancarie a riserva intera




Risultati simili sono anche supportati da simulazioni con un modello macroeconomico coerente Stock-Flow. Trovo che sotto la piena riserva bancaria, a differenza di altri casi, la creazione di moneta porta a una riduzione permanente del debito pubblico consolidato, aumentando così lo spazio fiscale del governo.


Verso un'implementazione parziale del sistema bancario a riserva intera


I timori che il sistema bancario a riserva integrale causi crunch di credito o tassi di interesse eccessivamente volatili (ad esempio Mitchell 2015b, Kregel 2012, Independent Commission on Banking 2011, Bossone 2001, 2002, Goodhart 1993) non sono ben giustificati. In effetti, le proposte più dettagliate basate sul denaro pubblico - come il denaro sovrano - includono elementi flessibili che renderebbero relativamente facile evitarli. L'osservazione è supportata anche da simulazioni con il modello macroeconomico coerente Stock-Flow.

Forse la critica più convincente contro le banche a riserva piena è che i quasi-soldi (attività non liquide che sono altamente liquide) potrebbero minare la riforma, come accadde nel diciannovesimo secolo. Cioè, è possibile che le persone preferiscano attività private simili al denaro piuttosto che denaro sovrano in quanto le prime potrebbero offrire un rendimento positivo - nonostante non siano garantite dal governo. Personalmente, non credo che questo succederà, ma, naturalmente, è una possibilità.

Solo un nuovo esperimento con operazioni bancarie a riserva intera potrebbe fornire una risposta a questa domanda. Ciononostante, l'adozione completa di servizi bancari a riserva piena sembra improbabile in qualsiasi paese nel prossimo futuro, in quanto il primo ministro islandese non la supporta più attivamente e la riforma è stata recentemente respinta in un referendum in Svizzera.

A causa del progresso tecnologico e degli sviluppi tecnocratici, sembra piuttosto probabile l'adozione parziale di un sistema bancario a riserva totale sotto forma di "denaro digitale" (moneta elettronica depositaria o valuta digitale della banca centrale). Ovviamente, i benefici non sarebbero così grandi come con l'adozione completa, ma anche i rischi di fallimento sono chiaramente minori. Chissà, forse piccoli passi porteranno alla completa transizione verso un sistema bancario a riserva intera.


La tesi di dottorato di Patrizio Lainà è disponibile gratuitamente qui.



domenica 18 novembre 2018

Bibliografia sulla questione contabile della moneta bancaria

Bibliografia sulla questione contabile della moneta bancaria

Aggiornata a febbraio 2025.



Prof. Massimo Costa, Sulla natura contabile delle "passività monetarie" nei bilanci bancari, ed. RIREA, giugno 2009
http://www.rirea.it/rirea/node/214

Proff. Charles W. Mulford, Eugene E. Comiskey, Cash Flow Reporting by Financial Companies: A Look at the Commercial Banks,   Georgia Tech College of Management, luglio 2009
https://smartech.gatech.edu/handle/1853/29098

Michael Schemmann CPA, Accounting Perversion in Bank Financial Statements: Root Cause of the Ongoing Global Financial Crisis, 2012
https://www.amazon.com/Accounting-Perversion-Bank-Financial-Statements/dp/1468171119

Prof. Asgeir B. Torfason, Cash flow accounting in banks – a study of practice, Università di Goteborg, Aprile 2014   
https://gupea.ub.gu.se/handle/2077/35272

Prof. Antonino Galloni, Il futuro della banca - Lineamenti di teoria bancaria e finanziaria, ed. Eurilink, Agosto 2014
http://eurilink.it/prodotto/il-futuro-della-banca-lineamenti-di-teoria-bancaria-e-finanziaria-2/

Thomas Mayer, Roman Huber, Vollgeld: Das Geldsystem der Zukunft. Unser Weg aus der Finanzkrise Taschenbuch, Tectum Sachbuch, Agosto 2014
https://www.amazon.de/Vollgeld-Geldsystem-Zukunft-Unser-Finanzkrise/dp/3828833500

EFRAG, Statement of Cash Flows: issues for Financial Institutions, 2015
https://www.efrag.org/Activities/335/Statement-of-Cash-Flows-issues-for-Financial-Institutions
https://www.efrag.org/en/projects/statement-of-cash-flows-issues-for-financial-institutions/concluded


Michael Schemmann CPA, Putting a Stop to Fictitious Bank Accounting, 2015
https://www.amazon.com/Putting-Stop-Fictitious-Bank-Accounting/dp/1511593598/

Prof. Richard A. Werner, A lost century in economics: Three theories of banking and the conclusive evidence, International Review of Financial Analysis
Volume 46, Luglio 2016, Pagine 361-379
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477

Prof. Dirk J. BEZEMER  - Towards an ‘accounting view’ on money, banking and the macroeconomy: history, empirics, theory, Cambridge Journal of Economics, Volume 40, Issue 5, pp. 1275-1295, Settembre 2016
https://academic.oup.com/cje/article-abstract/40/5/1275/1987682?redirectedFrom=fulltext

Avv. Marco Della Luna, MONETA SCRITTURALE: LE ORDINANZE DEL TRIBUNALE, 28 Febbraio 2017
http://marcodellaluna.info/sito/2017/02/28/moneta-scritturale-le-ordinanze-del-tribunale/

Avv. Silvio Orlandi, Un viaggio attraverso il non mutuo bancario. Analisi critica della questione monetaria,  Sindimedia Edizioni, Maggio 2018
https://www.amazon.it/viaggio-attraverso-bancario-questione-monetaria/dp/883199400X

Proff. Biagio Bossone, Massimo Costa, The “accounting view” of money: money as equity, The World Bank, Maggio 2018
http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-i

Bossone, B.; Costa, M.; Cuccia, A.; Valenza, G. Accounting Meets Economics: Towards an 'Accounting View' of Money - 2018
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3270860

Zhan Gao , Weijia Li, John O’Hanlon, The informativeness of U.S. banks’ statements of cash flows, Journal of Accounting Literature, Volume 43, Dicembre 2019, pp. 1-18
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0737460718300624

Michael Kumhof, Jason Allen, Will Bateman, Rosa Lastra, Simon Gleeson, Saule Omarova, Central Bank Money: Liability, Asset, or Equity of the Nation? - Cornell Law School research paper No. 20-46, 5 August 2020  

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3730608

Le finanze della liberazione europea: con particolare riferimento all'italia - Frank A, Southard, ed. italiana: 2021
https://www.amazon.it/finanze-della-liberazione-europea-particolare-ebook/dp/B08YK23B6J

Biagio Bossone and Massimo Costa
Money for the Issuer: Liability or Equity?
https://doi.org/10.1515/econ-2021-0004
received December 06, 2020; accepted August 04, 2021

Biagio Bossone
Agosto 2021
SOCIETÀ DI ECONOMIA POST-KEYNESIANA
IL SIGNORAGGIO BANCARIO IN UN'ECONOMIA DI PRODUZIONE MONETARIA

https://centralerischibanche.blogspot.com/2021/11/il-signoraggio-bancario-in-uneconomia.html


De Gruyter - Money for the Issuer: Liability or Equity? - Economics 2021; 15: 43-59 - Articolo di ricerca
Biagio Bossone1 e Massimo Costa
Denaro per l'emittente: Passività o patrimonio netto?
https://doi.org/10.1515/econ-2021-0004
ricevuto il 06 dicembre 2020; accettato il 04 agosto 2021
Originale: https://www.massimocosta.blog/wp-content/uploads/2021/09/10.1515_econ-2021-0004.pdf
1 Autore corrispondente: Biagio Bossone, Dipartimento del Gruppo di Sviluppo dei Sistemi di Pagamento, Competitività & Innovazione, Banca Mondiale, Roma 00144, Italia, e-mail: BBossone@WorldBank.org , Biagio.Bossone@gmail.com - Massimo Costa: Dipartimento di Economia, Business e Statistica, Università degli Studi di Palermo, Palermo, Italia, e-mail: massimo.costa@unipa.it , massimo.costa1967@libero.it

Bank Money Creation and the Payments System
By Biagio Bossone
PKES Working Paper 2117
November 2021
https://www.postkeynesian.net/working-papers/2117/

The Law of Central Bank Reserve Creation, Will Bateman & Jason Allen, Modern Law Review, March 2022

https://www.modernlawreview.co.uk/march-2022/law-central-bank-reserve-creation/


Bank Money in Crisis: Mock Deposit Lending & Accounting Fraud
By Michael Schemmann (March 27, 2023)

Rettifica contabile dei bilanci delle banche e riflessi sul bilancio dello Stato

Marco Saba, 29 Novembre 2024

https://centralerischibanche.blogspot.com/2024/11/rettifica-contabile-dei-bilanci-delle.html


Quantitative Balancing: Financial Statements become reflective of bank's actual performance

Marco Saba, 2 febbraio 2025

https://evokeagents.blogspot.com/2025/02/quantitative-balancing-financial.html

mercoledì 14 novembre 2018

Altre precisazioni della BCE sul denaro bancario


8 novembre 2018
Caro signor Saba,

Prendiamo atto della ricezione della vostra email del 17 ottobre 2018 in riferimento alla nostra risposta iniziale del 12 ottobre 2018 e vi inviamo le risposte alle vostre ulteriori domande. 


Domanda 1 - Quindi mi sembra che ci sia una confusione con la definizione di BASE MONEY (M1) e BROAD MONEY (M3) che mi hai inviato come risposta alla mia richiesta.Puoi chiarire se nel caso di prestito che hai descritto nella tua email il deposito cliente risultante è un deposito overnight e diventare parte della base monetaria (M1) allargando così l'aggregato M1 o no? 

Risposta della BCE - Il denaro base non è lo stesso dell'aggregato M1. La base monetaria comprende "valuta (banconote e monete) in circolazione più le riserve minime che gli enti creditizi sono tenuti a tenere presso l'Eurosistema e le eventuali riserve in eccesso che possono detenere volontariamente nel sistema di deposito dell'Eurosistema, che sono tutte passività nello stato patrimoniale dell'Eurosistema. La moneta base viene a volte indicata anche come "base monetaria" "(Glossario della BCE). Pertanto, la base monetaria non copre i depositi dei clienti presso le banche commerciali. L'aggregato monetario M1 è la somma della valuta in circolazione e dei depositi overnight (pagina web della BCE). Contiene quindi anche i depositi dei clienti presso le banche commerciali, il che non è il caso della "moneta base". 

Domanda 2 - Dite "In quel momento, viene creata una nuova moneta generica, senza alcun cambiamento di base monetaria". Puotete confermare che "I flussi finanziari in entrata che ne derivano non rappresentano profitti". e che - al momento della creazione di denaro - il conseguente flusso di cassa in entrata della banca non deve essere segnalato nel conto di flusso di cassa della banca prima di eliminarlo accreditando il conto corrente del cliente ? 

Risposta della BCE - I flussi di cassa derivanti dalla creazione dei depositi dei clienti appaiono effettivamente sul rendiconto finanziario della banca, ma non rappresentano profitti. Sono registrati come debiti da passività nel bilancio della banca.

 Domanda 3 - In conclusione: i depositi a vista presso le banche commerciali sono in CONTANTI - come definito dall'IFRS-IAS 7.6 (M1) - o semplicemente BROAD MONEY (M3)? (1) 
Risposta della BCE - I depositi overnight sono equivalenti a contanti, perché i depositanti possono convertirli in banconote o usarli per pagamenti senza contanti. Quei depositi sono soldi generici. Fanno parte sia della M1 che della M3. Questo perché M3 è la somma di M1 più depositi con una scadenza concordata fino a due anni e depositi rimborsabili con preavviso fino a tre mesi (M2), più contratti di riacquisto, quote / unità di fondi del mercato monetario e titoli di debito con scadenza fino a due anni. 

Speriamo che questa informazione ti fornisca i chiarimenti necessari.Cordiali saluti,

Originale:

lunedì 29 ottobre 2018

Banche: il corso legale, o meno, della moneta

Il corso legale, o meno, della moneta: appunti per una memoria standard
- di Marco Saba, contabile forense


Da: Economia politica, di Hosea Jaffe, Editoriale Jaka Book, 1998, pag. 54

“...per elevare un mezzo di pagamento al rango di moneta è necessario un riconoscimento ufficiale da parte della legge. (…) E’ evidente che l’uso di un mezzo di pagamento specifico non può essere imposto per legge, in quanto il mercato resta sempre libero di scegliere i mezzi di pagamento preferiti e di rifiutare quelli che l’autorità dello Stato cerca di imporre: ciò che però la legge è in grado di fare è di individuare un mezzo di pagamento specifico e di attribuire ad esso potere liberatorio, stabilendo che tale mezzo è strumento legale per estinguere il debito. (…) Al giorno d’oggi, il sistema dei pagamenti è basato sulla moneta emessa dalla Banca centrale, moneta che, nell’ambito dell’economia nazionale, possiede valore liberatorio in virtù di una esplicita norma di legge.”

E, aggiungerei, fu per questo che la banca centrale venne istituita come ente di diritto pubblico posseduto da banche pubbliche negli anni 30 del secolo scorso, e quindi si presumeva che il signoraggio, ovvero i profitti derivanti dall’impiego della moneta creata, fosse diventato una questione secondaria poiché il beneficiario finale, si supponeva, sarebbe stato sempre lo Stato. Con la privatizzazione ufficiosa del sistema, formalizzata con la Banca Centrale Europea, il signoraggio sulle banconote (dichiarate “moneta a corso legale”) e sulla moneta bancaria (dichiarata dalla Banca d’Italia “moneta legale”), ambedue forme di moneta scritturale, veniva ritualmente nascosto al pubblico con la finta assunzione che la creazione di tali monete costituisse una passività per l’emittente.
In pratica si simulava che la creazione di questo potere d’acquisto potesse essere nascosta alle entrate dei flussi di cassa ma che anzi rappresentasse un debito per le banche che, prima o poi, avrebbero dovuto saldare. Questa palese finzione si dimostrò tale allorquando passando dalla Lira all’Euro, nessun esborso venne pagato dalle banche per saldare il finto debito, ma semplicemente vennero scambiate le Lire, che poi vennero dichiarate fuori corso, con altrettanti “Euro”, anch’essi registrati come false passività e non come attività per chi la emette.
Il vero effetto passivo della creazione ed emissione tramite impiego (spesa o prestito) della moneta da parte delle banche, sta propriamente nel mercato, il quale convenzionalmente cede prodotti e servizi in cambio del simbolo monetario che riceve. Si può dire quindi che la banca centrale, ormai privata, e le banche commerciali, evitando di registrare la nuova moneta prodotta come entrata di cassa e registrandola poi come falsa passività, ottengono un ingente profitto occultato al pubblico. Ovvero: la totalità della moneta scritturale creata che copre anche le spese d’emissione.

La magistratura nel primo caso, quello della banca centrale e moneta a corso legale, si è espressa, nella Cass. Sez. Un. n.16751 del 22 luglio 2006, scrivendo:
"...al giudice non compete sindacare il modo in cui lo stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sopranazionali: funzioni in rapporto alle quali non è dato configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto (in tema di difetto assoluto di giurisdizione si vedano tra le altre, benché in relazione fattispecie diverse da quella qui presa in esame, Sez. un. 12 luglio 1968, n. 2452; 17 ottobre 1980, n. 5583; 24 M 13 ottobre 1988, n. 5740; 8 gennaio 1993, n. 124; 19 maggio 1993, n. 5691; 5 giugno 2002, n. 8157). Discende da ciò il difetto assoluto di giurisdizione in ordine all'azione proposta, riguardo alla quale manca il potere di emanare una decisione di merito da parte di qualsiasi giudice: ivi compreso il giudice di pace, non potendo certo ipotizzarsi che l'attribuzione a detto giudice del compito di decidere secondo equità le controversie il cui valore non superi quello indicato dal capoverso dell'art. 113 c.p.c. gli consenta di emettere pronunce che eccedono i limiti generali della giurisdizione. "

Manca tuttavia una legge che disciplini la creazione di moneta scritturale (moneta a corso "forzato" oltre i tremila euro) da parte delle banche non centrali nelle loro interazioni col pubblico (la cosiddetta “creazione di depositi” senza legittimo sottostante dichiarato).

Le banche si nascondono dietro la definizione pretestuosa di “moneta contabile”, ma quello che avviene realmente è che a fianco delle scritture contabili delle posizioni di credito e debito, si ha una vera e propria creazione di liquidità direttamente sul conto corrente della clientela, liquidità di cui il titolare può disporre trasferendola direttamente tramite computer o ritirandola facendosela iscrivere su carte di pagamento ricaricabili al portatore, ovvero di carte nominative che possono però essere utilizzate anche da persona terza cui la carta può essere di fatto ceduta, mimando esattamente l’utilizzo del contante materiale costituito da banconote e monete metalliche senza che sia necessario il previo scambio con tale contante materiale.

Il fatto che una piccola parte di tale moneta bancaria venga poi scambiata usualmente con del contante materiale, non implica un rapporto di garanzia, così come non è necessario scambiare tutte le banconote in monetine affinché il loro valore ne sia “garantito”. Ma non implica nemmeno un onere per la banca, la quale può procurarsi il contante materiale semplicemente creando dal nulla un altro deposito in moneta scritturale intestato al cedente (banca centrale).

Qui non si discute dell’incesto dei rapporti tra Banca d’Italia e Stato (basti pensare solo al servizio vitale della Tesoreria di Stato affidato alla banca “centrale” senza regolare gara d’appalto e rinnovato automaticamente ogni vent’anni) in merito alla moneta a corso legale, ma dei rapporti tra banche commerciali e cittadini ed imprese nell’ambito del rapporto creditizio tra privati.
Il fatto che la Banca d’Italia indugia anch’essa nelle irregolarità contabili (per esempio, non pubblica il libro contabile obbligatorio del Rendiconto finanziario) fa capire perché la sua opera di vigilanza sia completamente screditata rispetto agli aspetti qui descritti. Infatti, Paolo Tanga, un ispettore della vigilanza a riposo, ci ha confermato che nelle ispezioni le banche non vengono mai sottoposte ad un controllo di regolarità del rendiconto dei flussi di cassa rispetto alla creazione di moneta.

Occorre quindi definire la legalità della moneta bancaria come strumento di pagamento alla luce delle irregolarità contabili che creano di fatto la più grande tassa annuale occulta pagata a istituzioni private da parte di questo paese: circa mille miliardi all’anno secondo le statistiche della Banca d’Italia, almeno il doppio secondo altre fonti, ma comunque in eccesso dello stesso bilancio dello Stato ! Si consideri che mille miliardi equivalgono a dieci volte il fatturato di tutte le altre mafie messe insieme che si aggira sui cento miliardi.
Questa mancanza di legislazione sulla moneta scritturale delle banche ha creato oggi una situazione invivibile in cui lo Stato viene visto sempre più come il semplice braccio armato del cartello bancario. 

La disponibilità di circolante è stata artificialmente ridotta ad un solo euro in circolazione per ogni sei euro di debito aggregato, creando una mostruosa macchina di espropriazione continua ai danni della cosa pubblica. Infatti, non essendoci liquidità, la nazione è costretta a cedere beni reali per poter saldare i debiti scritturali impagabili ! I cittadini chiedono giustizia, una giustizia sempre più cara ed irraggiungibile per la fascia più povera della popolazione, quantificabile in almeno 15 milioni di persone. Dalla privatizzazione del sistema bancario in poi, ci sono anche stati migliaia di suicidi provocati indirettamente dalla disattenzione sul tema dell'anomala gestione del credito bancario..

La magistratura dispone dello strumento dell’accertamento giudiziario d’ufficio, o su richiesta delle vittime, con cui può imporre alla banca di consegnare i libri contabili e verificare, quindi, quanto sopra asserito.

A proposito della presunta necessità di ricapitalizzazione delle banche: nell'economia, a parte gli spiccioli, c'è solo denaro creato dalle banche. Esse non hanno problemi di liquidità: i loro depositi crescono come i loro crediti. il loro bilancio è sempre bilanciato. Dal punto di vista dell'equilibrio finanziario, il potenziale di emissione monetaria è infinito. Inoltre, poiché la banca non ha mai difficoltà a "finanziare" i suoi crediti (ossia i depositi creati), essa non ha alcun incentivo a richiedere il rimborso dei crediti. Il suo signoraggio - la quantità di denaro in circolazione corrispondente a crediti su se stessa mai restituiti - non è finanziariamente limitato. Quello che può accadere è la caduta di valore del lato attivo dello stato patrimoniale che non compensa più le false passività dell'altro lato. Ma questo è risolvibile introducendo la contabilizzazione del valore nominale della moneta bancaria creata.

Se ci fosse un'altra priorità più degna di essere immediatamente considerata, fatecelo sapere.