martedì 26 settembre 2023

Presentazione


In questo sito viene trattato il problema dell'insolvenza cronica pianificata del sistema bancario italiano. In particolare ci soffermiamo sulla voce più importante oscurata nei bilanci: la rendita da creazione di denaro a corso legale. La Banca d'Italia, e tutte le altre banche italiane, sono in bancarotta tecnica finché non contabilizzano all'attivo l'aggregato monetario all'atto della creazione.
La nascita di una entità terza come "Centrale Rischi Banche" è resa necessaria dal fatto che la Banca Centrale Europea è arrivata ad accentrare i poteri assoluti di vigilanza bancaria in Europa, in spregio ai più elementari principi del conflitto d'interessi. 

lunedì 29 agosto 2016

Derivati, tassi e creazione di denaro, spiegati da un CTU

Perché la Federal Reserve continua a tenere bassi i  tassi ?

Cosa significa innanzitutto tenere i tassi bassi? significa tenere basso, prossimo allo zero,  il tasso ufficiale di sconto ossia il tasso al quale la FED presta i soldi a Citigroup, a Jp Morgan, a Bank of America Merryl Linch ed a Morgan Stanley.
La Bank of England e la BCE stanno facendo la stessa cosa , IL TUR infatti è lo 0,05% . I due sistemi , il sistema bancario area dollaro ed il sistema bancario area euro sono fortemente concatenati , hanno gli stessi azionisti sia pure con quote  diverse , entrambi hanno come azionisti, attraverso interposte persone fisiche in realtà studi legali , una decina di hedge fund anglo americani e caucasici che rappresentano, avendo partecipazioni nelle società quotate all'indice S&P 500, il 99% del PIL di Stati Uniti, Regno Uniti e Georgia.

 Sono due i motivi che spingono la FED a tenere il tasso ufficiale di sconto prossimo allo zero: 

1) per permettere alle 21  banche d'affari anglo americane e caucasiche che hanno piazzato derivati sul tasso  con clausola killer banca vince se tasso cala dal 1992 ai Tesoro  italiano, spagnolo , portoghese e greco,  di continuare ad incassare il differenziale tra  tasso fisso circa del 7% che i Tesori suddetti pagano sui  CCT  ed il tasso variabile (Euribor)  oggi prossimo allo zero, per continuare ad incassare ossia circa un  14 % ad ogni cedola del CCT,  piu i mark to market  (una sorta di penale di estinzione anticipata ) che devono essere pagati se i Tesori suddetti  decidessero oggi di uscire dai contratti derivati (42 miliardi di euro la perdita in termini di mark to market stimata nell'agosto del 2015 per il Tesoro italiano per uscire anzitempo dai contratti derivati che nel frattempo hanno permesso alle 21 banche d'affari esecutrici degli ordini della decina di hedge fund di incassare, in aggiunta all' incasso del  mtm,   i flussi del 14% ad ogni scadenza di cedola del CCT) 
Senza contare gli incassi che le 21 banche s'affari stanno realizzando a danno di circa 900 enti locali italiani colpiti anch'essi da derivati sul tasso con clausola killer banca vince se tasso cala,  stipulati su sottostanti mutui .   .

2) per permettere di piazzare CDO ad alto rendimento,  occultanti gli NPL
Mantenendo i tassi ufficiali di sconto bassi , anche i bond emessi dai governi suddetti pagano agli investitori rendimenti bassi,  se non negativi . 
Questo permette alle banche di piazzare CDO con alto rendimento (sintetico  ossia artefatto) ai fondi comuni d'investimento in cui sono stati investiti i Trattamenti di Fine Rapporto  di dipendenti pubblici e privati  
Questi CDO nascondono i crediti inesigibili  (NPL , non performing loan ) dei prestiti cd politici  , non assisti pertanto o quasi non assistiti da garanzie ipotecarie. I CDO dal nome rassicurante , alcuni denominati linked , pagano al fondo comune d'investimento interessi superiori del 3/4 % rispetto ai bond governativi . Agenzie di rating compiacenti danno  un rating elevato , tripla A, per invogliare i fondi comuni investimento ad investire nei CDO, ma il sottostante dei CDO è ovviamente marcio , sono i crediti inesigibili delle banche commerciali non assistito o quasi da garanzie ipotecarie . 
  
Milioni di dipendenti pubblici e privati sono a rischio pertanto di perdere il proprio TFR (è già successo nel 2008 dove 2 milioni di operai della Enron  e della General Motors persero il loro TFR che era stato investito dai rispettivi fondi di categoria nel CDO da 500 miliardi di dollari denominato Costa Bella dove erano stati nascosti  500 miliardi di dollari di mutui inesigibili sub prime  , ma negli USA vige l'action class , in Italia NO , gli operai della Enron e della GM hanno recuperato quasi tutto il loro TFR perche la Magistratura statunitense e del Regno Unito è intervenuta pesantemente comminando alle banche ,alle banche d'affari ed agli hedge fund circa 500 miliardi di dollari di multe dal 2008, nazionalizzandone  gran parte quando non sono riuscite a pagare lo Stato USA e del Regno Unito ) . 

I TFR   sono a rischio se i CDO non fossero  stati a loro volta assicurati . Diversamente,  se fossero stati assicurati presso Assicurazioni Generali ed altre compagnie assicurative,  a rischio potrebbero ora essere le compagnie assicurative . 
Questo sistema bancario è un sistema malato , genera, dal 15 Agosto 1971 ,   bolle con ciclicità settennale (crollo della borsa di Milano del 1994, del 2001 , del 2008 e del 24 Giugno 2016 e 20 Settembre 2016, in cui 5 milioni di risparmiatori italiani hanno perso e perderanno i loro risparmi divenendo più poveri ), bolle cicliche  che vengono esportate ossia vengono addebitate ai cittadini di quei paesi, come l'Italia ,  la cui legislazione è insufficiente per prevenirle e punirle . , 

"Questo sistema sorto una quarantina di fa va profondamente rivisto" (Christine Lagarde , Presidente del FMI) .
 
I primi CDO sono stati emessi nel 1987 , in essi erano stati nascosti i crediti inesigibili  di 700 casse di risparmio statunitensi poi fatte fallire alla fine della prima bolla del dopoguerra,  iniziata nel 1980 . 
Il 19 ottobre 1987 sono crollate le borse mondiali,  alla fine appunto della prima bolla settennale del dopoguerra. 
Ante- guerra vi era stata la bolla del 1920- 1929 dopo che in Germania, Italia, Usa e Regno Unito , occultato da tutti i libri di storia ed economia , era stata abolita la separazione tra banche di prestito  e banche speculative, dando inizio alla creazione dei mutui con un colpo di penna, senza ossia prendere i soldi prestati dalle proprie riserve , come poi è accaduto in Italia   partire dal 1992 per effetto del d.lgs n. 481 del 14 Dicembre 1992 che ha appunto abolito la separazione tra banche di prestito e banche speculative,   dando  inizio in Italia  alla illegittima creazione dei prestiti a medio lungo termine ( mutui ipotecari e fondiari ) con un click elettronico ed ad una colossale ipotizzata elusione fiscale (delle quote capitali via via incassate dalle banche dei suddetti mutui in presenza all'atto della concessione del prestito della  scrittura di partita doppia crediti alla clientela a depositi della clientela di pari importo del credito concesso )   , da parte degli hedge fund azionisti occulti (attraverso interposte persone fisiche in realtà studi legali che li rappresentano) delle  banche commerciali , 
Sono stati emessi CDO anche sui mancati incassi futuri sui derivati sul tasso (!) in quanto il mutuatario,  che non ha più pagato il mutuo sottostante , non ha poi più pagato ovviamente nemmeno i flussi negativi sul derivato . 

 Il crollo delle borse mondiali  del 19 ottobre 1987 non  riguardò la borsa di Milano in quanto le maggiori  banche italiane e la maggior parte delle maggiori imprese italiane (energia, telecomunicazioni, tecnologia di impianti ) erano ancora pubbliche e non quotate in borsa . 

 Non a caso l'ex Premio Nobel Stieglitz e l'ex capo della FED Alan Greenspan hanno recentemente asserito che sarebbe necessario addirittura un ritorno al  Gold Standard (obbligo di convertibiltà dei dollari in oro)   ossia a quel sistema monetario che è rimasto in vigore dal 1945 al 15 Agosto 1971 e che ha impedito praticamente in ogni paese del mondo la creazione dei mutui con un click elettronico . 
 In questo periodo (1945- 15 Agosto 1971 )  il PIL  di tutti i 189 paesi del mondo , nessuno escluso,  è sempre cresciuto anno dopo anno ,anche a due cifre per anno .
 
Dopo il 15 Agosto 1971 il PIL (abolito il Gold Standard, "stracciati gli accordi di Bretton Woods")  dei 189 paesi del mondo ha iniziato a decrescere . E' cresciuto soltanto nei paesi (Cina , Vietnam , Bielorussia ,....) dove la decina di hedge fund azionsti delle multinazionali quotate all'indice S&P 500 hanno de-localizzato la produzione per guadagnare sul differenziale di costo del lavoro . 

E' sintomatico che con Basilea III la BIS di Basilea abbia impartito alle banche  di iscrivere in bilancio i derivati sul tasso come crediti verso la clientela ai fini del calcolo del patrimonio minimo di vigilanza (pari al  8% dei prestiti concessi alla clientela ). Questo la dice lunga sul fatto che anche per la BIS i derivati sul tasso rappresentino una perdita certa già alla stipula per famiglie, imprese, tesoro ed enti locali che li hanno sottoscritti . Una prova implicita della loro non correttezza. 
Crediti da riscuotere prima col contratto e poi,  in caso di cessazione dei pagamenti dei flussi sul derivato da parte del mutuatario, col CDO in cui tali flussi negativi,  rimasti impagati, vengono nascosti. 

venerdì 19 agosto 2016

Tribunale di Genova: accertamento tecnico sulla creazione di danaro bancario

Tribunale di Genova: accertamento tecnico sulla creazione di danaro bancario

L'avv. Marco della Luna, parte attrice

Tribunale civile di Genova, 18 agosto 2016, udienza nella causa sulla mancata contabilizzazione della creazione di danaro da parte di Banca Carige. L'avvocato di Carige è Paolo Canepa (fratello del magistrato Anna Canepa, segretaria di Magistratura Democratica), dello studio legale Roppo e Canepa, che aveva assistito De Benedetti nella causa sul Lodo Mondadori...

L'avvocato chiede che la causa sia risolta subito per totale infondatezza, invocando la temerarietà della controparte. Il Tribunale rimanda a prossima udienza, il 4 ottobre 2016 alle 10.15, davanti al Dott. Luigi Costanzo, presidente di sezione nonché presidente vicario del Tribunale, per decidere sulla nomina del CTU. 

L'avvocato Marco Della Luna, che rappresenta la parte attrice, costituita da una società finanziaria britannica e da Marco Saba, sostiene che far emergere i ricavi da creazione di danaro da parte delle banche commerciali, nel caso di Carige oltre 25 miliardi, oltreché a risanare il sistema bancario italiano, porterebbe - attraverso la conseguente tassazione - alla messa in sicurezza del bilancio dello Stato.

Una domanda sorge spontanea: se tutto è in regola, perché il management della Cassa di Risparmio di Genova si oppone all'accertamento ?


Vedi anche: Crac bancari, giustizia non è fatta: quelle indagini fra sospetti e conflitti di interesse

domenica 7 agosto 2016

Note sul danaro bancario e l'obbligo di restituzione

Note sul danaro bancario e l'obbligo di restituzione
di Marco Saba, IASSEM, 8 agosto 2016

Rileggendo l'art. 1834 del codice civile, alla luce dei cambiamenti intervenuti nella pratica bancaria dal 1942 ad oggi, è opportuno effettuare alcune riflessioni. Per esempio, l'introduzione del cosiddetto danaro elettronico, ovvero della possibilità di disporre direttamente ed immediatamente da parte del cliente della somma depositata sul conto - con il cosiddetto "home banking"-  effettuandone traferimenti o bonifici che rappresentano pagamenti legali finali di imposte, tasse, multe, spese giodiziarie, etc., non era contemplata dall'estensore della legge all'epoca. E nemmeno il fatto che la banca, almeno già dall'800, non usava testualmente le somme depositate in contanti per effettuare mutui o aperture di credito, ma creava la somma corrispondente sul conto del cliente tramite scorrette scritture contabili. L'art. 1834 prevede che la banca sia tenuta a restituire al cliente una somma depositata nella stessa specie versata (tandundem eiusdem generis). Facciamo l'esempio di un dipendente qualsiasi che abbia avuto il salario accreditato sul conto tramite trasferimento elettronico, da parte del datore di lavoro, e che si rechi in banca per ritirare contanti. La banca è obbligata a cambiare in contanti il danaro elettronico presente sul conto ? Ovviamente no, se lo fa è per pura cortesia, perché il cliente potrebbe sempre utilizzare direttamente quel danaro trasferendolo o spendendolo dove vuole. Se la banca ha ricevuto il denaro sotto forma di trasferimento elettronico, non si vede perché dovrebbe essere obbligata a restituirlo in un'altra specie, non è certo un obbligo dettato dall'art. 1834. D'altra parte all'epoca il legislatore ignorava la pratica dell'attività bancaria di non utilizzare il danaro in deposito ma di creare nuovi depositi ex novo ogni qual volta effettuava degli impieghi. Ma allora perché si parla di trasferimento della proprietà del deposito alla banca ? Perché non era di dominio pubblico il fatto che le banche utilizzano la supposta proprietà dei depositi solo come espediente contabile nel loro bilancio per nascondere i profitti di capitale derivanti dall'effettiva creazione di nuovo denaro ! Infatti, nell'aggregato monetario M1 indicato dalla Banca Centrale Europea, le tre specie monetarie si sommano: monete, banconote e depositi! Si scopre così che le banconote non hanno bisogno di essere garantite da monete metalliche per la loro circolazione, così come per inferenza il denaro iscritto nei depositi non ha bisogno di cartamoneta alle spalle per avere vita propria come mezzo monetario. Le conclusioni notevoli che voglio trarre da questa semplice riflessione, sono:

1 - La banca non ha l'obbligo di cambiare in contanti le somme depositate sui conti quando queste abbiano avuto origine da denaro elettronico inizialmente trasferito da altri conti correnti bancari;

2 - Se ne deduce che non può essere considerata insolvente la banca che, non potendo o volendo per vari motivi cambiare il deposito in contanti, si rifiuti di eseguire l'operazione almeno per la parte che non è stata originata da diretto deposito di contante presso la banca stessa (tantundem eiusdem generis);

3 - Le banche commerciali e centrali non usano i depositi della clientela per prestarli ad altri ma, con gli impieghi, creano continuamente denaro nei depositi che rappresentano una specie monetaria differente da monete e banconote. Tale specie, in unità minime del centesimo di euro, è conteggiata dalla banca centrale come assommata alle due specie precedenti, quindi non deve essere garantita dalle stesse per assumere una sua validità indipendente come mezzo monetario;

4 - La creazione di denaro elettronico-bancario - assimilata alle due specie di monete e banconote - deve essere registrata contabilmente in entrata nei flussi di cassa della banca stessa, alla creazione, per poter poi presentare un bilancio di fine d'anno che rispetti i criteri contabili dettati dal codice civile (art. 2423 - Redazione del bilancio).

Insomma, da qualche parte devo pur vedere che la banca, anziché un semplice intermediario finanziario, paragonabile agli intermediari finanziari non bancari, è una vera e propria fabbrica di danaro. Con la registrazione contabile della creazione del danaro, l'equivoco si risolve e, ovviamente, nessuna banca sarà più dichiarata insolvente.

Rif. Art. 1834: http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-xvii/sezione-i/art1834.html

Vedi anche: Tesoro sommerso: l'errore contabile del ministro Padoan

sabato 6 agosto 2016

NPL e banche: a rischio tutti i contratti monofirma

Sofferenze: banche e governo trascurano un grosso rischio

26 luglio 2016, di Daniele Chicca
http://www.wallstreetitalia.com/sofferenze-governo-si-sbaglia-e-banche-sottovalutano-un-rischio/
 
ROMA (WSI) – Le sofferenze bancarie dei gruppi italiani, pari a 360 miliardi e il 18% circa del totale dei prestiti in portafoglio, sono un male che il governo ritiene curabile e sopravvalutato dai mercati. Un rischio di cui nessuno parla e di cui nemmeno i management delle big della finanza stanno tenendo conto, però, è quello dei contenziosi legali che potrebbero seguire alle operazioni di tentato smaltimento degli Npl iscritti a bilancio (Non-performing loans).
L’Italia è il paese con la maggiore incidenza di sofferenze e l’istituto che più rischia di pagarne le conseguenze è Mps, il cui Cda affronterà il nodo il prossimo 29 luglio, giorno della pubblicazione degli stress test. Il punto su cui si discute oggi è il valore di cessione di tali crediti deteriorati e il faro è puntato sulla cessione degli npl da parte della banca di Rocca Salimbeni.
“Il pricing potrebbe costituire un benchmark per le future operazioni sui crediti inesigibili”, dice il legale Marco Rossi. L’avvocato dello studio legale Rossi Rossi & Partners esprime una certa preoccupazione per un fattore che non è ancora stato preso in esame: l’aspetto dei rischi legali.
“Penso che ogni banca dovrà eseguire un’attenta due diligence sui propri Npl. A mio avviso, il rischio fino ad ora non calcolato è concentrato in quelle che io amo chiamare strong contingent liabilities, ovverosia quelle passività potenziali future, derivanti da contenziosi legali non ancora iniziati, il cui esito negativo per la banca è stimabile con un certo grado di certezza in base ai più recenti orientamenti della Cassazione”, dice il presidente del Comitato Scientifico Alma Iura.
Mentre le normali contingent liabilities indicate in bilancio dalle banche sono collegate ai contenziosi già preannunciati (si tratta di passività potenziali ma non facilmente quantificabili), le strong contingent liabilities hanno un’aspettativa di formarsi che andrebbe stimata “con maggiore precisione”.

Crediti rischiano di trasformarsi in debiti

L’avvocato Rossi fa un esempio su tutti: una banca cede il proprio pacchetto di Npl al 25% del loro valore. L’acquirente inizia poi l’attività di recupero dei crediti bancari, con l’obiettivo di recuperare una percentuale maggiore di quanto li abbia pagati (nel nostro caso superiore al 25%). L’aspetto che, secondo Rossi, va valutato con moltissima attenzione è quello del rischio legale.
“In alcuni casi, questi Npl, da crediti possono trasformarsi in debiti per l’acquirente. Infatti, il cliente che ha smesso di pagare, nel momento in cui viene chiamato in causa, si difenderà e cercherà di ottenere dalla banca la restituzione di quanto pagato in passato”.
Il rischio è forte anche in base ai recenti orientamenti della giurisprudenza della Cassazione che, per esempio, con quattro sentenze del 2016 ha dichiarato la nullità dei contratti bancari/finanziari firmati dal solo cliente e non dalla banca. I contratti “monofirma” rappresentano quasi la regola e quindi sono a forte rischio di essere dichiarati nulli.
In questo caso, se la banca fosse costretta a restituire tutto ciò che ha ricevuto in passato, il proprio credito potrebbe tramutarsi in un debito verso il cliente inadempiente.
Ovviamente può valere il contrario: ad esempio, dice Rossi “in materia di usura su cui la Cassazione si è da poco espressa infliggendo un duro colpo alla tesi dei correntisti. Ciò vuole dire – sottolinea Rossi – che nella valutazione di tali Npl sarà necessario tenere conto dinamicamente di tali mutamenti di giurisprudenza e degli impatti che un futuro contenzioso potrebbe avere sul credito deteriorato.
“I presidi per le banche ci sono ma vanno studiati attentamente e occorre sul punto una specialistica competenza nel settore della litigation bancaria e finanziaria”. Il tema del legal risk – conclude Rossi – è “molto attuale” per il sistema bancario “tanto che ne parleremo nell’ambito del Corso di specializzazione professionale organizzato dall’Università di Verona in collaborazione con il Centro Studi Alma Iura e con il Banco Popolare“.
 

giovedì 21 luglio 2016

Tesoro sommerso: l'errore contabile del ministro Padoàn

Tesoro sommerso: l'errore contabile del ministro Padoàn
Una passività monopolare nel bilancio di bankitalia
di Marco Saba, IASSEM, 21 luglio 2016

"Le banconote della Federal Reserve, o la valuta, sono una passività della Federal Reserve" - International Journal of Central Banking, Marzo 2015


Quando la banca centrale italiana emette valuta, per comprare un bene, ad esempio (oro, immobili, valuta estera, etc.), abbiamo una appropriazione di proprietà da parte di una società privata che usa un diritto sovrano senza contropartita: quello di emettere moneta e di appropriarsi del relativo potere d'acquisto. Ecco perché la Banca d'Italia espone in bilancio una passività di 174,3 miliardi di euro per le sole banconote. Si tratta comunque di una passività non risolta nei confronti della Tesoreria di Stato del paese in cui la moneta a corso legale è stata emessa. Questa passività - un debito privato che dovrebbe risultare in un credito pubblico - si dice "non risolta" perché non trova una corrispondente iscrizione nelle attività dei libri contabili dello Stato.

E' questo il famoso signoraggio che rimane sospeso, e non pagato, da parte delle banche che emettono denaro. Si ha così il paradosso che la banca potrebbe emettere denaro a sufficienza per comprarsi l'intero paese, direttamente o trasversalmente - attraverso intermediari, per esempio - senza che lo Stato riceva il signoraggio corrispondente. In sostanza, se la passività da emissione rimane fasulla ed incompleta, perché non viene saldata al Tesoro neanche per la parte di creazione di denaro elettronico, la banca ha un guadagno occulto che nessuno vede.  

Lo vediamo indirettamente nel senso che il mancato profitto del Tesoro si riassume in un debito pubblico crescente che non viene consolidato col credito pubblico che non è contabilizzato. È precisa responsabilità del Tesoro, cioè del ministro Padoan e del governo del paese, se questa somma non viene incassata, è evidente. La banca si arricchisce a spese dello Stato. Il metodo corretto di contabilizzare l'emissione di denaro fiduciario legale - le banconote ed i depositi creati dalla banca centrale - è di includere nella voce BANCONOTE IN CIRCOLAZIONE del passivo della banca anche il denaro elettronico che quest'ultima emette creando dei depositi e che. ad oggi, non contabilizza nel conto di cassa alla creazione.

Questa passività deve trovare una corrispondenza nella contabilità del Tesoro nella forma di una iscrizione contabile nell'attivo che si chiamerà SIGNORAGGIO RICEVUTO PER CREAZIONE DI MONETA, dove per moneta si intende anche il denaro elettronico che viene oggi creato alla chetichella pure dalle banche commerciali.

Ricapitolando: le banche devono indicare nel bilancio quanto denaro hanno creato durante l'anno e devono esporlo come passività verso il Tesoro. Il Tesoro deve attivare una voce nell'attivo equivalente al denaro creato, come reddito da signoraggio, risolvendo l'attualmente fasulla passività postata dalle banche e rendendola corrente. In questo modo si evidenzia un credito pubblico che può essere consolidato col debito pubblico.

venerdì 8 luglio 2016

Svizzera, ministro delle finanze: la moneta bancaria non è legale

Svizzera, ministro delle finanze: la moneta bancaria non è legale


In una recente risposta ad una lettera di Marco Saba, presidente di IASSEM (Istituto di Alti Studi sulla Sovranità Economic e Monetaria), inviata alla consigliera federale Simonetta Sommaruga, il ministro delle finanze svizzero Ueli Maurer ha preso la seguente posizione:

"La moneta scritturale creata dalle banche [NdR: intendendo le banche commerciali svizzere] non è considerata denaro inteso quale mezzo di pagamento legale".

Vedere: 


La lettera alla consigliera Sommaruga del 22 maggio 2016:
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/05/lettera-alla-consigliera-federale.html

La risposta integrale del ministro delle finanze del 22 giugno 2016:
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/06/svizzera-presa-di-posizione-del.html

L'intervento di Saba all'assemblea generale della Banca Nazionale Svizzera e la replica del presidente del consiglio della banca del 29 aprile 2016:
http://seigneuriage.blogspot.it/2016/05/banca-nazionale-svizzera-i-video-del.html