venerdì 30 novembre 2018

Ricordiamo le parole del Procuratore Tarquini ancora inascoltate dopo 17 anni

Tratto da “La banca, la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”, di Bruno Tarquini [*], già Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell'Aquila (ed. Controcorrente, Napoli 2001)

(Nota: le seguenti considerazioni, mutatis mutandis, valgono attualmente per le passività esposte nello Stato patrimoniale delle banche commerciali sotto la voce di "debiti verso clientela")

"Le anomalie di un bilancio […] la Banca d’Italia, nei propri bilanci, iscrive tra le poste passive la moneta che immette in circolazione. Questo ritiene di poter fare in virtù di un mero gioco di parole, che si risolve in definitiva in una presa in giro del popolo, sfruttando in modo truffaldino la formula che ancora si trova scritta sulle banconote (“Lire centomila – pagabili a vista al portatore” – firmato “Il Governatore”) e che, oggi, non avrebbe più alcuna ragione di essere, perché non significa nulla [1].
Infatti si tratta di un’obbligazione che l’istituto bancario si assumeva nel passato (nel tempo, cioè, in cui vigeva la convertibilità del biglietto di banca in oro) di convertire appunto la carta moneta nel metallo prezioso che ne costituiva la garanzia (base aurea).
Nei tempi attuali, in cui quella convertibilità è stata abolita ed è stato imposto il corso forzoso della moneta cartacea, quella “promessa di pagamento a vista” ha perduto ogni contenuto e non può, quindi, avere alcun valore. Tuttavia la Banca d’Italia ritiene ancora di potersene avvalere, confidando che la mera apparenza, che ancor oggi conservano i biglietti di banca, di cambiali a vista, e quindi formalmente di debito, le possa consentire legittimamente di considerare la moneta immessa in circolazione come una propria passività da iscrivere in bilancio tra le poste passive. Ed è noto come l’aumento artificioso del passivo, in un bilancio societario, determini un illecito annullamento dell’attivo [2].
Quindi l’Istituto di Emissione immette in circolazione banconote che sono non solo prive di alcuna copertura (neanche parziale) o garanzia, ma anche strutturate come false cambiali, che da un lato offrono una parvenza di legalità alla loro iscrizione nel passivo dell’azienda, dall’altro costituiscono un “debito inesigibile”, come affermano le stesse autorità monetarie, inventando una fattispecie giuridica di cui facilmente si può misurare l’assurdità. A parte, infatti, che la inesigibilità non può che riguardare il credito (perché è questo che, caso mai, non può essere esatto), con la formula del “debitore inesigibile” si fa decidere allo stesso debitore di non pagare il debito.
Una cosa è dire che “il credito” è inesigibile perché il debitore non può pagare, altra cosa è invece dire che esso è inesigibile perché il debitore (la Banca Centrale) per legge ha la garanzia di non dover pagare.
Riassumendo, delle due l’una: o la Banca d’Italia non è proprietaria della moneta al momento dell’emissione (come hanno affermato i rappresentanti del governo rispondendo alle interrogazioni parlamentari) ed allora appare del tutto ingiustificato che ne tragga un utile, tanto più che la banca stessa assume di essere debitrice dei simboli monetari emessi, così da iscriverli come posta passiva nel proprio bilancio; oppure la Banca Centrale (contrariamente a quanto dichiarato dai due Sottosegretari di Stato) è proprietaria di quella moneta e con giustificazione (solo apparente) ne ritrae un utile dal suo prestito al sistema economico nazionale, ma allora assume i contorni di un fatto illecito far figurare come poste passive operazioni che sono invece indubbiamente attive."

Note:
[*] Bruno Tarquini è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948 presso l’Università di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado, infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia.
[1] Provi il cittadino a presentarsi ad uno sportello qualsiasi della Banca d’Italia, esibisca una banconota contenente quella (ormai inutile) promessa di pagamento e chieda di essere “pagato a vista”. E’ probabile che venga preso per matto!
[2] Sarebbe di certo giuridicamente infondato sostenere la legittimità della indicazione nel passivo della moneta al momento della emissione (ed a maggior ragione durante la sua circolazione), facendo ricorso a quanto stabilisce l’art.2424 del codice civile, secondo il quale il bilancio delle società per azioni deve indicare nel passivo (tra l’altro) anche “il capitale sociale al suo valore nominale…”, poiché non vi è alcun dubbio che nella massa di moneta creata e messa in circolazione dalla Banca Centrale non può sicuramente identificarsi il capitale sottoscritto e depositato dagli azionisti (“partecipanti”), dei quali costituisce un credito e, quindi, per la società un debito. Quella moneta la stessa Banca d’Italia – come si dirà più oltre – la definisce “merce”. 



Vedere in proposito un vecchio documento della Lega Nord: L'unica politica possibile, 2006

mercoledì 28 novembre 2018

REDDE RATIONEM per il tesoro depositato in Banca d'Italia:

Risultati immagini per gold greed

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. Il secondo comma dell'articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, si interpreta nel senso che la Banca d'Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, rimanendo impregiudicato il diritto di proprietà dello Stato italiano su dette riserve, comprese quelle detenute all'estero.

Vedi: http://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.1064.18PDL0026390&back_to=http%3A%2F%2Fwww.camera.it%2Fleg18%2F126%3Ftab%3D2-e-leg%3D18-e-idDocumento%3D1064-e-sede%3D-e-tipo%3D

ITALIA: è ora di far causa alla BCE per recuperare i soldi

ITALIA: è ora di far causa alla BCE per recuperare i soldi e i danni
a cura di Marco Saba

BCE: quando ti svelano il trucco, non è più divertente...

Rispetto alla situazione di drammatica austerità che si sta prolungando ed aggravando in Grecia, Olivier De Schutte, già relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione, ha prospettato il ricorso all'art.340 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea che dice:

Articolo 340

La responsabilità contrattuale dell'Unione è regolata dalla legge applicabile al contratto in causa.

In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Unione deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati dalle sue istituzioni o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.

In deroga al secondo comma, la Banca centrale europea deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni al diritto degli Stati membri, i danni cagionati da essa stessa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.

La responsabilità personale degli agenti nei confronti dell'Unione è regolata dalle disposizioni che stabiliscono il loro statuto o il regime loro applicabile.

  Come ho già più volte detto ed illustrato in vari video, e ora è anche confermato in un documento sul sito della Banca Mondiale, le banche contabilizzano la loro attività nei flussi di cassa come fossero intermediarie, invece che fabbriche di denaro, e sterilizzano le loro passività in una voce falsa - "debiti verso clientela" - che dovrebbe essere: "debiti verso la tesoreria di stato", per le banche commerciali, e "debiti verso LE tesorerie di Stato" nel caso della BCE.
Questa revisione contabile del bilancio bancario non è un mero esercizio di stile, ma una vera e propria rivelazione di uno scandalo gigantesco che porta alla bancarotta sia le finanze dello Stato che quelle delle banche stesse.
Dal punto di vista giuridico, per quanto riguarda la BCE e il SEBC, una volta esaurito l'iter nazionale, per le cause pertinenti, la Cassazione È TENUTA a rivolgersi alla Corte di giustizia dell'Unione Europea (art. 267 del Trattato). Lo sottolineo perché nella causa cassata sul signoraggio, non è stato fatto (Cass, Sentenza 16751 del 21 luglio 2006).
I tempi sono oggi maturi per calcolare il danno subito dall'Italia dal signoraggio totale trattenuto dalla BCE e dal SEBC con la creazione della moneta bancaria (Quantitative Easing e misure similari, comprese le operazioni Open Market e qualsiasi altra operazione di liquidità con cui sono state emesse banconote e denaro digitale): si tratta, per la BCE, di attuare la ripartizione pro-quota secondo l'Eurosystem Key del 16,953 % per l'Italia, versando il signoraggio totale al Tesoro e quindi salvandoci da una fine tipo Grecia.
(Ad esempio, se il totale aggregato lordo di creazione di euro da parte della BCE-SEBC negli anni fosse di 50 trilioni, al Tesoro italiano spetterebbero oltre 8mila miliardi di euro di signoraggio totale arretrato. Questo fa capire perché nel corso della storia le banche centrali hanno sempre cercato di occupare "militarmente" le tesorerie degli stati dove operavano).
Lo stesso dicasi per gli altri stati membri dell'Euro che potranno avviare una procedura similare per ottenere giustizia direttamente presso la Corte di giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo.

lunedì 26 novembre 2018

Cosa succede quando la banca crea un deposito ?

Cosa succede quando la banca crea un deposito ?

Nella pratica bancaria:

- una somma viene registrata sul conto corrente del cliente che è un sottoconto del conto principale della banca (conto accentrato).
Il conto accentrato della banca risulta incrementato della somma creata (art. 1834 codice civile). La creazione di nuova moneta è evidente e riscontrabile confrontando l'estratto conto del conto accentrato con l'estratto conto del cliente.

Nella contabilità bancaria:

Conto dei flussi di cassa (rendiconto finanziario)
- viene registrata una uscita di cassa (deflusso) del conto dei flussi di cassa;
- viene registrata una entrata nel sottoconto del cliente.

Nessun incremento risulta da queste scritture ma semplicemente il denaro viene spostato contabilmente dalla cassa al conto del cliente, come se la banca stesse usando fondi pre-esistenti. Non si registra la creazione di nuova moneta. L'incremento dovuto alla nuova moneta non è stato registrato come afflusso nel conto dei flussi di cassa quando la banca aveva deciso di creare la disponibilità. Il conto dei flussi di cassa potrebbe risultare "negativo".

La contabilità, prima nota, non è allineata alla pratica bancaria ma simula una operazione d'intermediazione su fondi pre-esistenti mai esistita. Manca la prima nota dell'afflusso da creazione di provvista nel conto dei flussi di cassa della banca.

Soluzione: ricostruire il bilancio della banca partendo dalla correzione delle scritture del conto dei flussi di cassa.



martedì 20 novembre 2018

E' ora di sperimentare le banche a riserva intera

Esaminiamo di nuovo le banche a riserva intera
di Patrizio Lainà (autore ospite) | 19 novembre 2018
[ Fonte: http://www.positivemoney.eu/2018/11/full-reserve-banking/]

Immagine correlata
Nel Regno Unito e negli Stati Uniti, nel XIX secolo, sono stati sperimentati servizi bancari a riserva piena. Si rilevò che gli indicatori macroeconomici puntavano principalmente verso l'alto dopo l'attuazione delle riforme. Sebbene sia difficile associare direttamente gli sviluppi positivi a esperimenti bancari a riserva intera, almeno dovrebbe essere chiaro che non hanno avuto un impatto destabilizzante sull'economia.


Questo articolo riassume alcuni dei punti chiave del mio dottorato. Tesi: "Full-Reserve Banking: Separazione della creazione di denaro dai prestiti bancari" (Università di Helsinki).

Il sistema bancario a riserva intera è stato sperimentato nel 19 ° secolo. All'epoca, le banconote emesse da privati erano il mezzo di pagamento prevalente. Oggi è difficile immaginare che ogni banca emetta le proprie banconote, ma due secoli fa funzionava così. Nel Regno Unito, il Bank Charter Act del 1844 proibiva la creazione di moneta privata richiedendo che le banconote emesse dalle banche fossero interamente coperte da denaro o oro del governo. Gli Atti Nazionali del 1863 e del 1864 implementarono il sistema bancario a riserva integrale negli Stati Uniti. Gli esperimenti non sono mai stati effettivamente abbandonati, ma le banche sono state in grado di aggirare la regolamentazione creando i depositi anziché le banconote. Ciò ha effettivamente minato la riforma, ed è così che siamo arrivati al nostro attuale sistema monetario. Tuttavia, il governo (compresa anche la banca centrale) ha mantenuto il monopolio sull'emissione di banconote sin da allora.

Ora è il momento di sperimentare anche le banche a riserva intera con la moneta elettronica. La riforma proibirebbe la creazione di moneta privata, almeno nel senso che il governo non garantirebbe il rimborso o la liquidazione di denaro privato o attività simili a quelle monetarie. Ciò significherebbe che non ci sarebbe più bisogno della garanzia dei depositi e che la banca centrale non avrà la necessità di agire come prestatore di ultima istanza per gli attori privati. Di conseguenza, le banche non potranno creare nuovi capitali simultaneamente al momento di concedere prestiti, ma dovranno procurarsi il capitale prima di prestarlo. In altre parole, le banche funzionerebbero semplicemente come qualsiasi altra istituzione finanziaria non-bancaria.


La capacità fiscale si espanderà in modo significativo


Io sostengo che il sistema bancario a riserva integrale potrebbe anche ampliare significativamente la capacità di bilancio del governo. Supponendo che l'offerta di moneta M1 continui nel suo tasso di crescita storico, ho calcolato che il sistema bancario a riserva intera genererebbe in media oltre 400 miliardi di euro all'anno, nell'area dell'euro. Le entrate del signoraggio rappresentano il 4% del PIL dell'area dell'euro, ovvero oltre il 20% dei bilanci delle amministrazioni centrali degli Stati membri dell'area dell'euro. È difficile immaginare che un simile aumento della capacità fiscale del governo possa essere raggiunto con qualsiasi altra riforma.


Figura 1. Ricavi medi annuali di signoraggio da attività bancarie a riserva intera




Risultati simili sono anche supportati da simulazioni con un modello macroeconomico coerente Stock-Flow. Trovo che sotto la piena riserva bancaria, a differenza di altri casi, la creazione di moneta porta a una riduzione permanente del debito pubblico consolidato, aumentando così lo spazio fiscale del governo.


Verso un'implementazione parziale del sistema bancario a riserva intera


I timori che il sistema bancario a riserva integrale causi crunch di credito o tassi di interesse eccessivamente volatili (ad esempio Mitchell 2015b, Kregel 2012, Independent Commission on Banking 2011, Bossone 2001, 2002, Goodhart 1993) non sono ben giustificati. In effetti, le proposte più dettagliate basate sul denaro pubblico - come il denaro sovrano - includono elementi flessibili che renderebbero relativamente facile evitarli. L'osservazione è supportata anche da simulazioni con il modello macroeconomico coerente Stock-Flow.

Forse la critica più convincente contro le banche a riserva piena è che i quasi-soldi (attività non liquide che sono altamente liquide) potrebbero minare la riforma, come accadde nel diciannovesimo secolo. Cioè, è possibile che le persone preferiscano attività private simili al denaro piuttosto che denaro sovrano in quanto le prime potrebbero offrire un rendimento positivo - nonostante non siano garantite dal governo. Personalmente, non credo che questo succederà, ma, naturalmente, è una possibilità.

Solo un nuovo esperimento con operazioni bancarie a riserva intera potrebbe fornire una risposta a questa domanda. Ciononostante, l'adozione completa di servizi bancari a riserva piena sembra improbabile in qualsiasi paese nel prossimo futuro, in quanto il primo ministro islandese non la supporta più attivamente e la riforma è stata recentemente respinta in un referendum in Svizzera.

A causa del progresso tecnologico e degli sviluppi tecnocratici, sembra piuttosto probabile l'adozione parziale di un sistema bancario a riserva totale sotto forma di "denaro digitale" (moneta elettronica depositaria o valuta digitale della banca centrale). Ovviamente, i benefici non sarebbero così grandi come con l'adozione completa, ma anche i rischi di fallimento sono chiaramente minori. Chissà, forse piccoli passi porteranno alla completa transizione verso un sistema bancario a riserva intera.


La tesi di dottorato di Patrizio Lainà è disponibile gratuitamente qui.



domenica 18 novembre 2018

Bibliografia sulla questione contabile della moneta bancaria

Bibliografia sulla questione contabile della moneta bancaria
(17 autori, dal più antico):



Prof. Massimo Costa, Sulla natura contabile delle "passività monetarie" nei bilanci bancari, ed. RIREA, giugno 2009
http://www.rirea.it/rirea/node/214

Proff. Charles W. Mulford, Eugene E. Comiskey, Cash Flow Reporting by Financial Companies: A Look at the Commercial Banks,   Georgia Tech College of Management, luglio 2009
https://smartech.gatech.edu/handle/1853/29098

Michael Schemmann CPA, Accounting Perversion in Bank Financial Statements: Root Cause of the Ongoing Global Financial Crisis, 2012
https://www.amazon.com/Accounting-Perversion-Bank-Financial-Statements/dp/1468171119

Prof. Asgeir B. Torfason, Cash flow accounting in banks – a study of practice, Università di Goteborg, Aprile 2014   
https://gupea.ub.gu.se/handle/2077/35272

Prof. Antonino Galloni, Il futuro della banca - Lineamenti di teoria bancaria e finanziaria, ed. Eurilink, Agosto 2014
http://eurilink.it/prodotto/il-futuro-della-banca-lineamenti-di-teoria-bancaria-e-finanziaria-2/

Thomas Mayer, Roman Huber, Vollgeld: Das Geldsystem der Zukunft. Unser Weg aus der Finanzkrise Taschenbuch, Tectum Sachbuch, Agosto 2014
https://www.amazon.de/Vollgeld-Geldsystem-Zukunft-Unser-Finanzkrise/dp/3828833500

EFRAG, Statement of Cash Flows: issues for Financial Institutions, 2015
https://www.efrag.org/Activities/335/Statement-of-Cash-Flows-issues-for-Financial-Institutions

Michael Schemmann CPA, Putting a Stop to Fictitious Bank Accounting, 2015
https://www.amazon.com/Putting-Stop-Fictitious-Bank-Accounting/dp/1511593598/

Prof. Richard A. Werner, A lost century in economics: Three theories of banking and the conclusive evidence, International Review of Financial Analysis
Volume 46, Luglio 2016, Pagine 361-379
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1057521915001477

Prof. Dirk J. BEZEMER  - Towards an ‘accounting view’ on money, banking and the macroeconomy: history, empirics, theory, Cambridge Journal of Economics, Volume 40, Issue 5, pp. 1275-1295, Settembre 2016
https://academic.oup.com/cje/article-abstract/40/5/1275/1987682?redirectedFrom=fulltext

Avv. Marco Della Luna, MONETA SCRITTURALE: LE ORDINANZE DEL TRIBUNALE, 28 Febbraio 2017
http://marcodellaluna.info/sito/2017/02/28/moneta-scritturale-le-ordinanze-del-tribunale/

Avv. Silvio Orlandi, Un viaggio attraverso il non mutuo bancario. Analisi critica della questione monetaria,  Sindimedia Edizioni, Maggio 2018
https://www.amazon.it/viaggio-attraverso-bancario-questione-monetaria/dp/883199400X

Proff. Biagio Bossone, Massimo Costa, The “accounting view” of money: money as equity, The World Bank, Maggio 2018
http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-i

Bossone, B.; Costa, M.; Cuccia, A.; Valenza, G. Accounting Meets Economics: Towards an 'Accounting View' of Money - 2018
https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3270860

Zhan Gao , Weijia Li, John O’Hanlon, The informativeness of U.S. banks’ statements of cash flows, Journal of Accounting Literature, Volume 43, Dicembre 2019, pp. 1-18
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0737460718300624


mercoledì 14 novembre 2018

Altre precisazioni della BCE sul denaro bancario


8 novembre 2018
Caro signor Saba,

Prendiamo atto della ricezione della vostra email del 17 ottobre 2018 in riferimento alla nostra risposta iniziale del 12 ottobre 2018 e vi inviamo le risposte alle vostre ulteriori domande. 


Domanda 1 - Quindi mi sembra che ci sia una confusione con la definizione di BASE MONEY (M1) e BROAD MONEY (M3) che mi hai inviato come risposta alla mia richiesta.Puoi chiarire se nel caso di prestito che hai descritto nella tua email il deposito cliente risultante è un deposito overnight e diventare parte della base monetaria (M1) allargando così l'aggregato M1 o no? 

Risposta della BCE - Il denaro base non è lo stesso dell'aggregato M1. La base monetaria comprende "valuta (banconote e monete) in circolazione più le riserve minime che gli enti creditizi sono tenuti a tenere presso l'Eurosistema e le eventuali riserve in eccesso che possono detenere volontariamente nel sistema di deposito dell'Eurosistema, che sono tutte passività nello stato patrimoniale dell'Eurosistema. La moneta base viene a volte indicata anche come "base monetaria" "(Glossario della BCE). Pertanto, la base monetaria non copre i depositi dei clienti presso le banche commerciali. L'aggregato monetario M1 è la somma della valuta in circolazione e dei depositi overnight (pagina web della BCE). Contiene quindi anche i depositi dei clienti presso le banche commerciali, il che non è il caso della "moneta base". 

Domanda 2 - Dite "In quel momento, viene creata una nuova moneta generica, senza alcun cambiamento di base monetaria". Puotete confermare che "I flussi finanziari in entrata che ne derivano non rappresentano profitti". e che - al momento della creazione di denaro - il conseguente flusso di cassa in entrata della banca non deve essere segnalato nel conto di flusso di cassa della banca prima di eliminarlo accreditando il conto corrente del cliente ? 

Risposta della BCE - I flussi di cassa derivanti dalla creazione dei depositi dei clienti appaiono effettivamente sul rendiconto finanziario della banca, ma non rappresentano profitti. Sono registrati come debiti da passività nel bilancio della banca.

 Domanda 3 - In conclusione: i depositi a vista presso le banche commerciali sono in CONTANTI - come definito dall'IFRS-IAS 7.6 (M1) - o semplicemente BROAD MONEY (M3)? (1) 
Risposta della BCE - I depositi overnight sono equivalenti a contanti, perché i depositanti possono convertirli in banconote o usarli per pagamenti senza contanti. Quei depositi sono soldi generici. Fanno parte sia della M1 che della M3. Questo perché M3 è la somma di M1 più depositi con una scadenza concordata fino a due anni e depositi rimborsabili con preavviso fino a tre mesi (M2), più contratti di riacquisto, quote / unità di fondi del mercato monetario e titoli di debito con scadenza fino a due anni. 

Speriamo che questa informazione ti fornisca i chiarimenti necessari.Cordiali saluti,

Originale: