mercoledì 25 marzo 2026

Il privilegio bancario è IL nemico della Democrazia

Il privilegio bancario invisibile

Chi crea i soldi dal nulla, chi decide dove vanno e perché la democrazia resta fuori dalla porta

 


In una democrazia moderna il popolo sovrano delega al Parlamento e al Governo il potere di gestire le risorse collettive. Eppure esiste un privilegio enorme, quasi mai spiegato al pubblico, che sfugge completamente a questo meccanismo: la creazione di moneta.

Non parliamo di banconote stampate dalla Banca centrale. Parliamo del 97 % circa della moneta in circolazione (i depositi sui nostri conti correnti), che nasce dal nulla quando una banca commerciale concede un mutuo, un finanziamento o un credito.

Il meccanismo che nessuno voleva dirci per decenni

Fino al 2014 la narrazione ufficiale era chiara e rassicurante: le banche intermediano i risparmi dei cittadini e li prestano a chi ne ha bisogno. Poi la Bank of England ha pubblicato il famoso articolo Money Creation in the Modern Economy (Quarterly Bulletin, marzo 2014):

«Nella moderna economia la maggior parte della moneta è creata dalle banche commerciali quando concedono prestiti. […] Le banche non agiscono come intermediari di fondi pre-esistenti.»

Banca d’Italia e BCE hanno seguito a ruota con documenti educativi. Prima di allora? Silenzio o vere e proprie favole sul “moltiplicatore monetario”.

Eppure, se guardiamo la legge italiana, non esiste nessuna norma esplicita che autorizzi questo privilegio.

L’articolo 10 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993) parla solo di:

  • «raccolta del risparmio tra il pubblico»
  • «esercizio del credito»

Cioè intermediazione. Non una riga che dica: «le banche possono creare depositi ex nihilo attraverso scritture contabili». È un vuoto normativo che dura da oltre un secolo, tollerato perché comodo.

Il secondo privilegio: decidere dove va il denaro appena creato

Creare soldi dal nulla non è solo un atto tecnico. È una scelta politica.

Quando una banca concede un credito, decide chi avrà accesso a quella nuova moneta e per cosa verrà usata. È potere puro:

  • Può finanziare Jeffrey Epstein e la sua rete di potere (come emerso dai file).
  • Può negare un mutuo a un’onesta start-up italiana che vuole innovare.
  • Può riversare miliardi su progetti di armamenti, nucleare, speculazione immobiliare o attività antisociali.
  • Può invece rifiutare investimenti in transizione ecologica, sanità pubblica o ricerca di base.

Nessun elettore ha mai votato per questo. Nessun Parlamento lo controlla. Nessuna commissione di inchiesta può convocare i consigli di amministrazione delle banche e chiedere: «Perché avete creato 500 milioni per quel fondo speculativo e zero per le PMI del Mezzogiorno?»

È politica senza democrazia.

La contraddizione con i principi costituzionali

La Costituzione italiana (art. 1) dice che la sovranità appartiene al popolo. La sovranità monetaria – cioè il potere di creare e allocare la moneta – è la forma più pura di sovranità economica. Eppure è stata appaltata a soggetti privati senza trasparenza, senza responsabilità diretta verso i cittadini e senza scrutinio democratico.

Questo crea un paradosso letale:

  • Il popolo elegge chi governa le tasse e la spesa pubblica.
  • Ma non elegge chi crea la moneta stessa e decide a chi darle.

È come se avessimo delegato al privato il potere di stampare banconote e poi ci lamentassimo che la politica non riesce a controllare l’economia.

Perché è stato tenuto nascosto così a lungo?

Perché ammettere la verità avrebbe significato aprire tre fronti pericolosissimi:

  1. Profitti privati colossali (interessi su denaro creato dal nulla).
  2. Pressione per riforme radicali (moneta sovrana, riserva al 100 %, creazione monetaria diretta dello Stato).
  3. Perdita di fiducia nel sistema: se la gente capisse che il suo mutuo crea e distrugge moneta, il mito della “banca che presta i soldi dei risparmiatori” crollerebbe.

È stata una scelta di comodità per banche e governi. Le banche guadagnano. I governi si indebitano senza dover stampare moneta direttamente (operazione politicamente tossica). Il cittadino paga l’inflazione come tassa occulta.

È ancora una democrazia se la moneta è privatizzata?

La domanda è semplice e scomoda: Può esistere una vera democrazia quando la risorsa più strategica – la moneta – è creata e allocata da soggetti privati senza alcun obbligo di trasparenza democratica?

Il privilegio bancario non è solo tecnico. È costituzionale. Finché non verrà riportato sotto controllo pubblico – con regole chiare, responsabilità diretta e scrutinio parlamentare – la parola “democrazia” resterà una mezza verità.

Il denaro non è neutrale. Chi lo crea decide chi vince e chi perde nella società. E oggi quel “chi” non siamo noi.

È ora di pretenderlo.

Fonti principali:

  • Bank of England, Money Creation in the Modern Economy (2014)
  • Testo Unico Bancario, art. 10
  • Documenti educativi Banca d’Italia e BCE sulla moneta bancaria

Passa questo articolo. Parliamone. La trasparenza non è un optional della democrazia: è il suo fondamento.

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