giovedì 12 marzo 2026

Dal Nome della Moneta al Quantitative Balancing: due libri complementari

Dal Nome della Moneta al Quantitative Balancing: due libri complementari per restituire la sovranità monetaria e uscire dalla crisi 

- Recensione

Nel 2024-2025 due opere italiane – Il Nome della Moneta di Nicoletta Forcheri (Youcanprint, edizione aggiornata giugno 2024) e Quantitative Balancing: Oltre la Crisi di Marco Saba (2025) – arrivano simultaneamente a formare un unico, potente manifesto. Entrambe hanno la prefazione di Nino Galloni, economista e già direttore del Ministero del Lavoro. Entrambe smontano lo stesso inganno: la moneta creata privatamente dalle banche attraverso il credito è opaca, instabile e ingiusta. Ma lo fanno da due angolature che si incastrano perfettamente: Forcheri scava nelle radici storiche, antropologiche e culturali del “peccato originale” (il passaggio dal matriarcato dell’abbondanza al patriarcato del debito-capitale); Saba fornisce l’ingegneria contabile e legislativa per correggerlo oggi.

Leggerli insieme non è solo illuminante: è urgente. Nel 2025 scade il rinnovo automatico ventennale della gestione della Tesoreria dello Stato da parte della Banca d’Italia (mandato che si rinnova fino al 2050 se non disdettato entro il 2025). È la finestra storica per applicare il Quantitative Balancing (QB) dentro il nuovo paradigma del “diritto/dovere liquido” teorizzato da Forcheri.

1. La diagnosi comune: la “scatola nera” della creazione monetaria

Entrambi i libri partono dalla stessa anomalia contabile che Galloni, nella prefazione a Saba, definisce “la scatola nera della contabilità bancaria”. Forcheri la chiama “falla scritturale”; Saba la dimostra con i rendiconti IFRS/US GAAP.

Prendiamo un esempio concreto (presente in entrambi con variazioni). Una banca concede un mutuo di 200.000 € a Mario Rossi. Secondo i principi contabili attuali:

  • Attivo: +200.000 € (credito verso Rossi)
  • Passivo: +200.000 € (deposito creato sul conto di Rossi)

Il rendiconto finanziario registra la concessione del prestito come “flusso di cassa in uscita nelle attività di investimento” e l’aumento del deposito come “flusso di cassa in entrata nelle attività di finanziamento”. Sembra che la banca abbia prima raccolto fondi e poi investito. Invece, come spiega Forcheri a pagina 257 («Marco Saba mi spiegò per primo questo meccanismo nel 2010»), i due eventi sono simultanei: la banca crea moneta ex nihilo. Saba lo chiama “il segreto meno segreto dell’economia” e dedica l’intero Capitolo 1 alla dimostrazione che oltre il 95% della moneta circolante è scritturale bancaria.

Forcheri va più indietro: questa opacità non è un difetto tecnico, ma l’eredità del “paradigma del debito-capitale” nato con la scrittura cuneiforme sumera (3500 a.C.), quando la moneta coincide con la nascita della contabilità del debito. Prima c’era l’economia del dono matrifocale: dare alla comunità significava arricchire sé stessi. Dopo, la moneta diventa “debito per asservire le masse”.

2. Forcheri: dal matriarcato dell’abbondanza al patriarcato della scarsità

Il Nome della Moneta è un’opera di gnosi monetaria. Demolisce la “favola del baratto” (Adam Smith) dimostrando che nessuna società primitiva ha mai usato il baratto puro; vivevano nell’economia del dono. La moneta nasce come scrittura contabile del debito, non come mezzo di scambio.

Forcheri ricostruisce il passaggio epocale: dal matriarcato (società agricola stanziale, matrilineare, matrilocale, matrifocale) al patriarcato. Nel matriarcato “Ma” (misura) era la matrice, lo stampo della materia, la redistribuzione equa. Il tempo era ciclico, le decisioni per consenso, la ricchezza circolava dai più ricchi ai più poveri. Le donne controllavano i beni di sostentamento e i campi. Non c’era guerra, non c’era scarsità artificiale.

Con la scrittura e il Tempio (2000 a.C.) arriva la “casta”, la moneta-debito, la doppia circolazione (metallismo + moneta immaginaria), l’incompatibilità tra unità di misura e sua mercificazione. La cartamoneta deriva dalla “riserva estrinseca”. La moneta diventa “peccato capitale”: persona, merce e debito.

Il libro è diviso in tre parti: Credenze (il mantra del debito, i limiti della definizione classica), Essenze (simboli, etimologie: Man-Ma), Scritture (storia da Firenze 1211 a oggi, con il caso dei Monti di Pietà, Van Cleve 1913, oro d’Italia “distrazione” contabile). Forcheri dimostra che il regime di moneta fiat ibrido è un “gioco a somma zero: fotti il tuo partner”. Analizza le falle attuali (creazione monetaria, anomalia del rendiconto finanziario) e propone modelli sovrani: creazione diretta, tramite banca, economia ciclica e circolare, Piano di Salvezza Nazionale (PNL).

Il rovesciamento di paradigma: dalla moneta-debito-capitale a “diritto/dovere liquido”. La moneta funziona per induzione (Auriti): trasmissione immediata di energia tra umani. Se non fosse mercificata, si avvicinerebbe al Graal o alla cornucopia.

3. Saba: il Quantitative Balancing come soluzione tecnica

Quantitative Balancing: Oltre la Crisi è il manuale operativo. Dopo l’anatomia della crisi latente (Capitolo 1-2: illusione del deposito, creazione ex nihilo, signoraggio privato), arriva la Parte II: “La Soluzione”.

I tre pilastri del QB:

  1. Riclassificazione dei depositi: i depositi creati dalla banca (non quelli versati in contanti) diventano debito della banca verso la Tesoreria dello Stato, non verso il depositante. La banca passa da “proprietaria” a “custode”.
  2. Riconoscimento del signoraggio: la banca paga un canone (signoraggio) alla Tesoreria sul debito creato.
  3. Trasparenza nei rendiconti: il cash-flow statement finalmente riflette la realtà (creazione monetaria non più mascherata).

Saba mostra i bilanci prima/dopo con esempi chiari. Prima del QB (mutuo 200.000 €): Attivo: Mutuo +200k Passivo: Deposito Rossi +200k

Dopo QB: Attivo: Mutuo +200k Passivo: Debito verso Tesoreria +200k

Il rendiconto diventa trasparente: aumento debito verso Tesoreria = creazione monetaria. La banca paga il signoraggio (es. 1% annuo = 2.000 €) alla Tesoreria: flusso di cassa in uscita.

Parte III: “Il QB alla prova dei fatti”. Analisi controfattuale: nel 2008 il QB avrebbe agito come “vaccino sistemico”. Niente bolla subprime (i prestiti rischiosi diventano meno profittevoli per il costo del signoraggio), niente contagio debito sovrano, niente salvataggi a carico dei contribuenti.

Parte IV: “La via per la riforma”. Proposte legislative concrete per Italia e UE: modifiche al Testo Unico Bancario, obbligo di registrazione in tempo reale del debito verso Tesoreria, reporting alla Banca d’Italia. Saba sottolinea: la riforma presuppone gestione della Tesoreria “nell’interesse dello Stato” (oggi gestita da BdI dal 1861).

4. La sinergia perfetta: Forcheri dà il “perché”, Saba il “come”

I due libri si citano a vicenda. Forcheri ringrazia Saba per averle spiegato per primo la creazione scritturale (2010) e cita Moneta Nostra, Corso di contabilità forense, blog. Saba inserisce Il Nome della Moneta nella bibliografia sotto “Analisi dei rendiconti finanziari”.

Forcheri fornisce la legittimità culturale: la moneta deve tornare “diritto/dovere liquido”, abbondanza pubblica, economia circolare. Saba fornisce l’attuabilità: il QB rende visibile e pubblico ciò che Forcheri ha smascherato. Insieme creano l’arco completo: dal passato arcaico (tavolette sumere, matriarcato) al futuro riformato (trasparenza 2025+).

Il QB è l’applicazione pratica del rovesciamento di paradigma di Forcheri: dalla scarsità privata (signoraggio catturato dalle banche) all’abbondanza pubblica (signoraggio alla collettività). Forcheri parla di “Piano di Salvezza Nazionale”; Saba mostra come il QB genera risorse per lo Stato senza aumentare tasse o debito (credito Tesoreria verso banche = nuovo attivo statale di centinaia di miliardi).

5. Implicazioni economiche, sociali e politiche

Il QB allinea incentivi: banche, Stato e cittadini in un “Equilibrio di Nash” virtuoso (teoria dei giochi citata da Saba). Riduce instabilità (niente boom-bust), disuguaglianza (signoraggio non più trasferimento ricchezza dal basso verso l’alto), moral hazard (fine “too big to fail” implicito).

Per l’Italia: applicazione al bilancio bancario medio mostra un debito verso Tesoreria di ~530 miliardi (esempio Saba). La Tesoreria acquisisce un credito equivalente: nuova fonte di reddito pubblico per servizi, riduzione debito, investimenti. Senza austerità, senza euro-scissioni.

Forcheri aggiunge la visione lunga: economia ciclica, sussidiarietà, creazione sovrana diretta o semi-diretta. Insieme i libri rispondono alla domanda fondamentale di Saba (pagina 14): “A chi appartiene il potere di creare moneta in una democrazia?” Risposta: alla collettività, come bene pubblico.

6. Critiche e risposte (da Saba, integrate con Forcheri)

Critica comune: “È nazionalizzazione delle banche?” Risposta Saba: No. Le banche restano private, ma diventano custodi trasparenti. Forcheri aggiunge: è ritorno alla sovranità, non statalismo.

Critica: “Rischio inflazione?” Risposta: il signoraggio pubblico può finanziare spesa produttiva senza inflazione (come moneta sovrana). Forcheri: nell’economia circolare non c’è scarsità artificiale.

Critica: “Impossibile in UE?” Risposta: proposte legislative puntuali per ordinamento italiano ed europeo (Saba). Forcheri: Costituzione italiana e vincoli UE vanno rivisti alla luce della “falla contabile”.

7. 2025, l’anno della svolta

Leggere Il Nome della Moneta e Quantitative Balancing insieme non è solo un esercizio intellettuale: è un invito all’azione. Forcheri ci restituisce il “nome” vero della moneta (diritto/dovere liquido, abbondanza). Saba ci dà lo strumento contabile e legislativo per realizzarlo (QB, riclassificazione depositi, Tesoreria pubblica).

Nel 2025, con il possibile disdetta del mandato Tesoreria BdI, l’Italia ha l’occasione storica di applicare questa riforma. Non è utopia: è ingegneria istituzionale radicata nella storia profonda. Come scrive Galloni nella prefazione a entrambi: la moneta è un bene pubblico, la sua gestione deve essere trasparente e finalizzata al benessere collettivo.

Due libri che si completano come tessere di un puzzle. Due autori che si citano e si rafforzano. Una sola proposta rivoluzionaria e realizzabile: restituire la sovranità monetaria al popolo.

Lettura consigliata: prima Forcheri (per capire il “perché” profondo), poi Saba (per il “come” operativo). Insieme formano il manuale per la nuova architettura finanziaria del XXI secolo.


Bibliografia essenziale citata

  • Forcheri, N. (2024). Il Nome della Moneta. Youcanprint.
  • Saba, M. (2025). Quantitative Balancing: Oltre la Crisi. Amazon.
  • Galloni, N. (prefazioni 2024-2025).
  • Graeber, D. (2012); Auriti, G.; Fantacci, L.; ecc.

Per approfondire: siti ufficiali degli autori e Centro Italiano di Studi Monetari. Il dibattito è aperto. La moneta torna al popolo.

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