Cosa Nash stava realmente cercando: Ideal Money, Bancor e Bilanciamento Quantitativo
1. La moneta come "lubrificante" del trasferimento di utilità
Nell'intero corpus di Nash, la moneta non è mai un semplice oggetto politico o un numero contabile. È, invece, una tecnologia pubblica paragonabile all'acqua o all'energia elettrica: un public utility
il cui scopo è rendere efficiente il trasferimento di utilità nei
giochi cooperativi dell'economia. Come scrive nel documento di
Princeton, "money is the 'lubrication' which enables the efficient 'transfer of utility'" .
Questa è la premessa epistemologica: la qualità della moneta influenza
direttamente la qualità dei contratti a lungo termine, dei mutui, degli
investimenti. Una moneta soggetta a inflazione rapida e imprevedibile
rende impossibile il prestito a termine di un anno, perché nessuno sa se
il valore rimborsato sarà 50 o 10 rispetto a quello prestato .
2. La "confessione" involontaria: l'inflation targeting come ammissione di colpa
Il
punto più sottile e più geniale di Nash è la sua osservazione sulla
retorica delle banche centrali. Quando i responsabili della politica
monetaria iniziarono a parlare di "inflation targeting", stavano effettivamente — e involontariamente — confessando qualcosa che prima negavano:
"by speaking of 'inflation targeting' these responsible officials are effectively CONFESSING that, notwithstanding how they formerly were speaking about the difficulties and problems of their functions, that it is indeed after all possible to control inflation by controlling the supply of money" .
Questa "confessione" è esattamente il tipo di incongruenza sistemica
che tu stesso insegui in altri domini: un'istituzione che nega di avere
un potere, finché non gli conviene ammetterlo. Nash nota che questa
pratica ebbe inizio in Nuova Zelanda, un paese con il dollaro più
deprezzato tra USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda, e dove il
pensiero keynesiano era molto influente .
La
conclusione che Nash trae è radicale: non esiste un "tasso ideale di
inflazione" da scegliere come target. L'unico concetto ideale è zero inflazione .
3. La dinamica asintotica: non un equilibrio imposto, ma un attrattore naturale
Qui entra in gioco il concetto di Asymptotically Ideal Money.
Nash non propone un piano politico centralizzato. Propone, invece, di
osservare cosa accade quando più valute internazionali competono tra
loro sotto la pressione di un'inflazione misurata:
"The currencies being compared, like now the euro, the dollar, the yen, the pound, the swiss franc, the swedish kronor, etc. can be viewed with critical eyes by their users and by those who may have the option of whether or not or how to use one of them. This can lead to pressure for good quality and consequently for a lessened rate of inflationary depreciation in value." .
Il meccanismo è puro game theory non-cooperativo:
- Le valute competono in un mercato aperto
- Gli utenti sviluppano opinioni critiche sulla qualità di ciascuna valuta
- La pressione competitiva spinge ogni banca centrale a migliorare la stabilità del proprio denaro
- Il risultato limite — l'asintoto — è una convergenza verso la stabilità perfetta del valore
Non è un equilibrio imposto per decreto, ma un attrattore naturale
del sistema. Nash stesso chiarisce che non è necessario adottare un
indice ICPI (Industrial Consumption Price Index) come base standard: il
risultato asintotico si ottiene attraverso l'evoluzione competitiva
delle valute stesse .
4. Parallelo con Keynes e il Bancor: l'approccio top-down vs bottom-up
A Bretton Woods nel 1944, Keynes propose un'architettura opposta: l'International Clearing Union (ICU), una banca mondiale che avrebbe emesso una nuova valuta globale chiamata Bancor .
Il Bancor sarebbe stato usato per regolare gli squilibri commerciali,
con tassi di cambio fissi rispetto alle valute nazionali, e avrebbe
penalizzato sia i paesi con deficit eccessivi che quelli con surplus
eccessivi attraverso un meccanismo di interessi e confisca del surplus .
La differenza fondamentale con Nash è epistemologica e politica:
Table
| Dimensione | Keynes (Bancor) | Nash (Ideal Money) |
|---|---|---|
| Meccanismo | Top-down: istituzione sovranazionale imposta | Bottom-up: competizione evolutiva tra valute |
| Attore centrale | International Clearing Union (governo mondiale) | Gli utenti che scelgono con "occhi critici" |
| Controllo inflazione | Regole internazionali e sanzioni | Pressione competitiva asintotica |
| Filosofia | Cooperazione istituzionale forzata | Equilibrio non-cooperativo spontaneo |
Nash
è esplicitamente critico verso i "Keynesiani", paragonandoli in senso
debole ai "bolscevichi" per il loro sostegno a una "mancanza di
trasparenza" nelle funzioni di governo: "while they have claimed to
be operating for high and noble objectives of general welfare what is
clearly true is that they have made it easier for governments to 'print
money'" .
Per Nash, il Bancor avrebbe richiesto un livello di "comprensione,
spirito di innovazione audace e cooperazione internazionale" superiore a
quello realisticamente ottenibile .
5. Parallelo con Marco Saba e il Bilanciamento Quantitativo: la riscoperta dello Stato sovrano
Il Bilanciamento Quantitativo (QB) di Marco Saba, come descritto in Quantitative Balancing: Beyond the Crisis, rappresenta una terza via che, sorprendentemente, risolve alcuni problemi lasciati aperti sia da Keynes che da Nash .
Il nucleo del QB è una riforma contabile e giuridica:
- Trasparenza dei bilanci bancari: smontare la "scatola nera" della contabilità bancaria (IFRS, US GAAP) che maschera i flussi di cassa reali
- Ricostituzione della sovranità monetaria: reclassificare i depositi come passività delle banche verso il Tesoro dello Stato, non verso i depositanti
- Trasformazione del ruolo della banca: da "proprietaria" dei fondi a custode dei fondi
- Riconoscimento del signoraggio: come reddito derivante dalla sovranità monetaria, che appartiene alla comunità e non a un oligopolio privato
Il
QB preserva il sistema creditizio attuale, ma reclama parte del
signoraggio per il pubblico, migliorando la trasparenza e la stabilità
finanziaria, allineando gli incentivi tra banche, Stato e cittadini .
Convergenze e divergenze strategiche
Convergenza con Nash:
- Entrambi vedono la moneta come un public utility e non come strumento di politica discrezionale
- Entrambi riconoscono che il sistema attuale genera moral hazard e distorsioni incentivi
- Entrambi puntano a una stabilità del valore come obiettivo primario
Divergenza con Nash:
- Nash confida nella competizione asintotica tra valute e nella pressione dal basso degli utenti
- Saba interviene con una riforma istituzionale strutturale che ripristina lo Stato come sovrano monetario, eliminando il problema alla radice anziché attendere l'asintoto
Convergenza con Keynes:
- Entrambi riconoscono la necessità di un intervento sovranazionale o sovrano per correggere il sistema
- Entrambi vedono il signoraggio come una risorsa pubblica, non privata
Divergenza con Keynes:
- Keynes puntava su una banca mondiale (ICU) e una valuta supranazionale (Bancor)
- Saba punta sullo Stato nazionale come sovrano monetario, evitando l'utopia di un governo mondiale
6. Il punto di sintesi: tre approcci, un obiettivo
Keynes, Nash e Saba rappresentano tre risposte alla stessa domanda: chi controlla il valore del denaro e a chi appartiene il signoraggio?
- Keynes risponde: un'istituzione mondiale cooperativa, ma sapeva che era "utopistica" .
- Nash risponde: nessuno lo controlla direttamente, ma la competizione spontanea converge asintoticamente alla stabilità ideale, a patto che gli utenti siano liberi di scegliere con occhi critici.
- Saba risponde: lo Stato lo controlla, ma solo se si ripristina la trasparenza contabile e si abolisce l'illusione che le banche private "possiedano" i depositi.
La
"confessione" di Nash sulle banche centrali — che possono controllare
l'inflazione controllando l'offerta di moneta — trova nel QB di Saba la
sua conclusione logica: se le banche centrali possono controllare
l'inflazione, allora lo Stato può e deve ripristinare la sovranità
monetaria, rendendo esplicito il signoraggio e trasparente la creazione
del credito. La competizione asintotica di Nash funziona solo se esiste
un'alternativa credibile; il QB crea quell'alternativa rendendo lo Stato
un attore monetario onesto e trasparente, anziché un "grande
perdonatore" (grand pardoner) di sovraindebitamento, come Nash definiva le banche centrali .
In sintesi: Nash ha identificato la dinamica (la competizione asintotica verso l'ideale), Keynes ha proposto l'istituzione (l'ICU e il Bancor), Saba ha costruito il meccanismo
(il QB che rende lo Stato sovrano e trasparente). Tre pezzi di un
puzzle che, messi insieme, descrivono un sistema monetario in cui il
valore è stabile, il signoraggio è pubblico e la moneta torna a essere
ciò che Nash voleva: un public utility degno di fiducia, non uno strumento di potere opaco.
