venerdì 28 giugno 2019

Il contratto di mutuo condizionato non è titolo esecutivo

Tribunale ordinario di Avezzano 
Sezione Civile 

Riunito in camera di consiglio e composto dai magistrati 
- Dott. Andrea DELL’ORSO Presidente Relatore;
- Dott.Antonio Stanislao FIDUCCIA - Giudice; 
- Dott.ssa Carla DI STEFANO - Giudice onorario; 

ha pronunciato la seguente 

O R D I N A N Z A 

sul reclamo ai sensi dell'art. 669 terdecies C.p.c. proposto da  Luigi ... e Gabriella ...  nei confronti di BPER spa (....) avverso l'ordinanza resa in data 14 marzo 2019 dal Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Avezzano nel procedimento di opposizione all’esecuzione . avente nr. 6/2016 sub 1 R.G.ES;

 a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 19 giugno 2019; 
all'esito della comparizione delle parti, sentite le stesse nelle loro osservazioni;  
rilevato quanto segue. 

1. I coniugi .... hanno tempestivamente proposto reclamo, ai sensi dell’art. 669 terdecies cpc, avverso l’ordinanza del 14 marzo 2019 con cui il Giudice dell’esecuzione ha rigettato l’istanza di sospensione della procedura esecutiva immobiliare intrapresa a loro carico da BPER spa in forza di un contratto di mutuo fondiario del 3 febbraio 2004. A fondamento della domanda, i reclamanti hanno lamentato l’inesistenza del titolo esecutivo e quindi del diritto della controparte ad agire in executivis nei loro confronti, il superamento del tasso soglia ai fini dell’usura dovendosi a tale riguardo computare sia la penale per estinzione e risoluzione anticipata ed in ultimo la manipolazione dell’indice Euribor.

2. L’istituto di credito si è costituito in giudizio deducendo per ciascuno dei motivi posti a supporto del reclamo l’infondatezza delle argomentazioni delle controparti. In particolare, ha assunto che in situazioni analoghe a quella che ci occupa, si tratta, effettuando necessariamente una delibazione sommaria sull’esistenza dei gravi motivi, di operare una valutazione sulla astratta fondatezza dell’opposizione (così da non ritenere del tutto inutile l’eventuale giudizio di merito). Tuttavia, ha concluso che tale delibazione, però, non può che essere negativa con conseguente rigetto del reclamo. 

3. La causa è stata istruita mediante la sola acquisizione delle produzioni documentali offerte dalle parti e pertanto, dopo breve discussione, all’udienza del 19 giugno 2019, veniva riservata ordinanza. 

4. Preliminarmente, deve farsi applicazione del principio della ragione più liquida, desumibile dagli artt. 24 e 111 Cost., secondo cui la causa può essere decisa sulla base della questione ritenuta di più agevole soluzione, anche se logicamente subordinata, senza che sia necessario esaminare previamente le altre, imponendosi, a tutela di esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio, un approccio interpretativo che comporti la verifica delle soluzioni sul piano dell'impatto operativo piuttosto che su quello della coerenza logico sistematica e sostituisca il profilo dell'evidenza a quello dell'ordine delle questioni da trattare ai sensi dell'art. 276 c.p.c. 

5. Orbene, il primo motivo di reclamo è fondato e merita di essere accolto per le ragioni di seguito indicate. Non vi è contestazione sul fatto dell’avvenuta sottoscrizione, in data 3 febbraio 2004, di un contratto di mutuo fondiario tra l’allora Carispaq spa ed i coniugi .... I principali termini dell’accordo prevedevano: la corresponsione in favore dei mutuatari della somma di € 450.000,00; un piano di ammortamento della durata di 120 mesi con venti rate semestrali posticipate dell’importo di € 26.619,32 a partire dal 31 dicembre 2004 al 30 giugno 2014; l’importo oggetto del mutuo è stato corrisposto dalla banca mediante due assegni dell’ammontare rispettivamente di € 250.000,00 e di € 200.000 regolarmente ritirati dalla parte mutuataria che mediante la sottoscrizione dell’atto pubblico ha contestualmente rilasciato ampia quietanza liberatoria; tuttavia, tale importo è stato depositato “come cauzione dalla mutuataria fino al consolidarsi dell’ipoteca. Lo svincolo è avvenuto automaticamente nel momento in cui il Notaio ha consegnato la relazione definitiva e l’ipoteca è risultata regolarmente iscritta. Ciò è avvenuto nel caso che ci occupa, l’ipoteca è stata regolarmente iscritta presso la competente Consevatoria e la parte ha incamerato la somma mutuata, iniziando a pagare parte delle rate del mutuo” (cfr pagg 8-9 della memoria di costituzione della BPER spa); secondo l’art. 3 del citato contratto di mutuo “la mutuataria riconsegna alla Banca la somma in deposito cauzionale infruttifero fino al consolidamento dell’ipoteca, nel capitolato allegato al contratto sub B, regolarmente sottoscritto dal Notaio e dalle parti a formarne parte integrante e sostanziale, sono altresì indicate le condizioni del deposito cauzionale della somma mutuata (cfr pag. 9 della citata memoria); Tratteggiate in tal modo le principali caratteristiche del mutuo si impongo alcunedecisive considerazioni in punto di diritto. Come peraltro chiarito anche nell’ordinanza gravata, il tema dell’idoneità del contratto di mutuo (anche in situazioni analoghe a quella che ci occupa) a rappresentare un valido titolo esecutivo di formazione stragiudiziale, costituisce un argomento di ampia ed attuale riflessione in ambito dottrinale e soprattutto giurisprudenziale. In particolare, muovendo dalle caratteristiche del mutuo, inteso alla stregua di un contratto reale (il cui momento perfezionativo deve farsi coincidere con la traditio del denaro), si è argomentato che laddove non vi sia l’effettiva messa a disposizione del mutuatario della somma di denaro il contratto, se può da un lato fungere da valida prova circa la sussistenza della pretesa credito della banca, da far valere in sede monitoria, non può essere equiparato ad un titolo esecutivo di formazione stragiudiziale. La più recente giurisprudenza di merito (condivisa peraltro anche da questo ufficio in alcuni recenti precedenti) si è costantemente uniformata nel ritenere che il contratto di mutuo, per prassi costante, può costituire titolo esecutivo esclusivamente se vi è traditio delle somme mutuate, sia essa attuata tramite materiale trasferimento delle somme o soltanto tramite loro fuoriuscita dalla disponibilità del mutuante per entrare nella disponibilità del mutuatario. In ipotesi in cui invece la traditio manca o è dubbia essendo prevista un’erogazione futura e condizionata il contratto non può elevarsi al rango di titolo esecutivo risultando irrilevante l’eventuale quietanza rilasciata nell’atto stesso dai mutuatari ove contraddetta dal diverso contenuto del negozio e quindi dalla chiara volontà manifestata dalle parti di condizionare la consegna ad una serie di adempimenti ulteriori (cfr Trib Avezzano, 8.2.2019; Trib Tivoli, 23.7.2018). 

In particolare, è stato condivisibilmente evidenziato che “Il disposto di cui all’art. 1813 c.c., nel prevedere che il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di denaro o di cose fungibili e l'altra si obbliga a restituire il tantundem, lo ascrive alla categoria dei c.d. contratti reali, in cui il contratto e la conseguente obbligazione restitutoria in carico al mutuatario si perfezionerebbero solo al momento della traditio del denaro. Tuttavia affinché un contratto di mutuo possa esplicare la valenza di titolo esecutivo ex art. 474, comma 2 n. 3 c.p.c. in ordine all'obbligazione restitutoria di una somma di denaro mutuata, è necessario che abbia un contenuto descrittivo minimo idoneo a documentare in modo autosufficiente, senza il ricorso ad elementi estranei al testo dell'atto, non muniti di forma omologa, l'avvenuta erogazione della somma data a mutuo. Di conseguenza è escluso che possa costituire titolo esecutivo il contratto di mutuo in cui l’erogazione della somma sia condizionata all’adempimento di una serie di formalità da parte del mutuatario, di cui non venga fornita la prova nella forma dell’atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge(cfr Trib Genova, 23.5.2018). 
Su tale linea interpretativa, si sono collocate anche alcune ulteriori e recenti pronunzie di merito (alcune, si pensi al Trib Cassino del 16 maggio 2019, citata espressamente dai reclamanti). Nello specifico, è stato stabilito che “Qualora il contratto di mutuo, dunque, preveda che la somma mutuata sia rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca mutuante sino al verificarsi di condizioni future e incerte, rimesse alla volontà della parte mutuataria, siffatto contratto, che per definizione dovrebbe essere reale, diventa in realtà un contratto condizionato e, pertanto, difetta della immediata consegna del denaro dal mutuante al mutuatario, posticipando necessariamente ad un momento futuro e incerto il perfezionamento negoziale.
 Il contratto di mutuo condizionato risulta, quindi, inidoneo ad essere impiegato come titolo esecutivo dal mutuante, atteso che, nonostante sia stato stipulato con atto notarile, difetta dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità di cui all’art. 474 c.p.c. e, pertanto, in tali casi deve necessariamente essere disposta la sospensione dell’esecuzione, ricorrendo i gravi motivi previsti dall’art. 624 c.p.c(cfr Trib Tivoli, 5.4.2019). 

Neppure la giurisprudenza di legittimità ha proposto una soluzione in contrasto con tale orientamento interpretativo.E’ stato difatti rilevato che “La consegna idonea a perfezionare il contratto reale di mutuo non va intesa nei soli termini di materiale e fisica "traditio" del danaro (o di altre cose fungibili), rivelandosi, invero, sufficiente il conseguimento della sua disponibilità giuridica da parte del mutuatario, ricavabile anche dall'integrazione di quel contratto con il separato atto di quietanza a saldo, attesa la progressiva dematerializzazione dei valori mobiliari e la loro sostituzione con annotazioni contabili, tenuto conto che sia la normativa antiriciclaggio che le misure normative tese a limitare l'uso di contante nelle transazioni commerciali hanno accentuato l'utilizzo di strumenti alternativi al trasferimento di danaro” (cfr Cass Civ, III, 27.8.2015 n. 17194). 

Non consente (nel senso di non porsi in contrasto con i principi sin qui enunciati) un diverso inquadramento dei fatti neppure l’ulteriore decisione (relativa ad una fattispecie diversa rispetto a quella che ci occupa poiché riferita all’ammissione allo stato passivo) secondo cui “La consegna idonea a perfezionare il contratto reale di mutuo non va intesa nei soli termini di materiale e fisica "traditio" del danaro (o di altre cose fungibili), rivelandosi, invero, sufficiente il conseguimento della sua disponibilità giuridica da parte del mutuatario, ricavabile anche dall'integrazione di quel contratto con il separato atto di quietanza a saldo, attesa la progressiva dematerializzazione dei valori mobiliari e la loro sostituzione con annotazioni contabili, tenuto conto che sia la normativa antiriciclaggio che le misure normative tese a limitare l'uso di contante nelle transazioni commerciali hanno accentuato l'utilizzo di strumenti alternativi al trasferimento di danaro(cfr Cass Civ, Sez I, 27.10.2017 n. 25632).  

Non ignora, ad onor del vero, questo giudice l’esistenza di un indirizzo di segno soltanto apparentemente contrario secondo cui nell’ipotesi di costituzione di un pegno oppure anche di un deposito cauzionale aventi ad oggetto le somme oggetto del mutuo si è in presenza di una sicura testimonianza di un atto disposizione del finanziato da cui poter fondatamente desumere che la somma sia entrata nella sfera giuridica di governo e di utilizzo del mutuatario. A bene vedere, però, si tratta di una fattispecie diversa rispetto a quella che ci occupa in cui le parti non hanno espressamente convenuto che la somma, comunque passata nella disponibilità, quantomeno giuridica, del mutuatario venga in un secondo momento riconsegnata alla parte mutuante. In tal caso, difatti, a prevalere non può che essere la effettiva volontà dei soggetti contraenti. L’analisi del contratto, effettuata attenendosi ai criteri ermeneutici in tema di interpretazione del contratto deve inevitabilmente indurre a ritenere che nel mutuo in esame la disponibilità in capo al mutuatario della somma di denaro risulti subordinata alla condizione della regolare costituzione dell’ipoteca. La circostanza che tale incombente sia chiaramente posto nell’interesse della parte mutuante (essendo preordinata alla costituzione di una garanzia reale del credito), non dissimile ontologicamente da altri adempimenti posti sempre a tutela delle ragioni creditorie della medesima parte, porta fondatamente ad escludere che il denaro oggetto del mutuo poteva essere nell’immediatezza utilizzato dalla parte. Nella valutazione dei fatti occorre poi considerare quanto previsto dall’art. 39 TUB che prevede che “Quando la stipulazione del contratto e l'erogazione del denaro formino oggetto di atti separati, il conservatore dei registri immobiliari, in base alla quietanza rilasciata dal beneficiario del finanziamento, esegue, a margine dell'iscrizione già presa, l'annotazione dell'avvenuto pagamento e dell'eventuale variazione degli interessi convenuta dalle parti; in tal caso l'ipoteca iscritta fa collocare nello stesso grado gli interessi nella misura risultante dall'annotazione stessa”.
 La norma, difatti, consente di addivenire alla stipulazione del mutuo in due atti separati che in quanto dotati di autonomia devono essere redatti (al fine di conseguire lo scopo di tale frammentazione ) con il rispetto dei medesimi requisiti formali. In buona sostanza, nel caso di specie a difettare è allo stato la prova (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata) della avvenuto rilascio di una successiva nuova quietanza. In definitiva, ciò sta a significare che per il mutuo fondiario la disciplina speciale introdotta dall’art. 39 comma 2° TUB non può spingersi sino al punto di bypassare i requisiti di forma previsti dalla stessa normativa sulla certezza della messa a disposizione del denaro in favore del mutuatario. Un contratto, quindi, che si riveli sfornito di tali requisiti formali non può essere considerato titolo esecutivo. Scendendo ancor più nel dettaglio, deve concludersi nel senso che quando (come nel caso di specie) nel contratto di mutuo non è documentato lo svincolo delle somme oggetto del deposito infruttifero e la loro (nuova) erogazione in favore del mutuatario a difettare sono gli stessi requisiti per qualificare il contratto alla stregua di un titolo esecutivo. 
A fronte di tale quadro, che tiene conto della posizione assunta dalla giurisprudenza di legittimità,l’essenza della questione non risiede nello stabilire se sia sufficiente uno schema consegna (al mutuatario)-riconsegna al mutuante in forza di un titolo autonomo (che per la giurisprudenza citata nell’ordinanza impugnata potrebbe anche essere sufficiente a ritenere il requisito minimo indispensabile per la sussistenza del mutuo. Al contrario, il punto di snodo della questione riguarda il soddisfacimento di tutti i requisiti di forma necessari per attribuire ad un atto determinati effetti giuridici (quali l’idoneità a fungere da titolo esecutivo). 
In simili casi, l’autonomia negoziale delle parti non può spingersi sino al punto di elidere determinati obblighi di forma né vale obiettare, a supporto della tesi contraria, che aderendo a tale opzione ermeneutica sarebbe necessario (per giustificare la ulteriore traditio) un successivo atto pubblico con dispendio di costi e tempi. 
Il tratto assorbente delle considerazioni sin qui svolte esonera questo giudice dall’addentarsi nella disamina degli ulteriori motivi posti a presidio dell’opposizione. Nella fattispecie, alla luce delle considerazioni, sin qui svolte, deve concludersi per la non manifesta infondatezza del ricorso. L’ammontare del credito oggetto della procedura esecutiva e il fondato dubbio sul diritto della banca ad agire in executivis nei confronti dei reclamanti integrano poi il requisito del periculum in mora.
Il reclamo, pertanto, deve essere accolto e la procedura esecutiva immobiliare intrapresa dalla banca deve essere sospesa. 

6. Quanto al regime delle spese di lite, deve farsi applicazione dell’art. 92 comma 2° cpc atteso che la assoluta novità della questione, consente di procedere alla loro integrale compensazione.

 P. Q. M. 

Visto l’art., 669-terdecies C.p.c., 

a) Accoglie il reclamo e per l’effetto sospende la procedura esecutiva; 

b) Compensa le spese di lite; 

Così deciso in Avezzano nella camera di consiglio del 26 giugno 2019
 Si comunichi  
Il Presidente Rel. (dott Andrea DELL’ORSO)

giovedì 13 giugno 2019

Falsità nell'erogazione dei mutui con assegni circolari

Erogazione del mutuo con assegno circolare

Nota del dr. G. Frescura* 13 giugno 2019 (Sant’Antonio di Padova)


Quando la somma di denaro del mutuo viene erogata, in moneta denominata dalla banca nel contratto “euro”, tramite un assegno circolare, (1) la banca ex art. 82 RD 1736/1933 comma 2 dovrebbe costituire con delle banconote di valore equivalente, una cauzione. (2)

Dal contratto di mutuo ipotecario, stipulato con atto pubblico o scrittura privata autenticata o dall’atto con cui viene erogato un finanziamento chirografario però, di solito, non risultano prove né della diminuzione del patrimonio di monete a corso legale della banca (raramente viene consegnato in questi casi denaro contante) (3) né che all’assegno circolare, titolo di credito consegnato in sostituzione del contate, corrisponda una cauzione costituita da moneta avente corso legale (banconote della BCE). (4)

La magistratura ritiene che la consegna di denaro, idonea a perfezionare il contratto di mutuo ex art. 1813 c.c., (5) si configuri anche con la sola disponibilità giuridica (Cass. 1794/2015) e che questa disponibilità sussista quando la banca (mutuante) crei un autonomo titolo di disponibilità (qual è l’assegno circolare) in favore del mutuatario in grado di determinare (al momento dell’incasso) il trasferimento della somma di denaro dal proprio patrimonio a quello di quest’ultimo.

La prova che l’erogazione della somma sia avvenuta mediante la consegna della stessa con un documento rappresentativo del danaro (assegno circolare) non dimostra però che il suddetto documento non sia “ideologicamente” falso, ovvero non prova che il denaro (contante) fosse nella disponibilità della banca traente e pertanto è lecito supporre che, in realtà, il danaro con cui il prestito è stato erogato sia costituito da “moneta bancaria”. (6)

Quando viene consegnato un assegno circolare non è dunque provato che la banca abbia costituito, con una somma di denaro disponibile al momento dell’emissione dell’assegno, la cauzione prevista dall’art. 82 RD 1736/1933 comma 2. (7)

Quid iuris nel caso di un assegno circolare “intrinsecamente” falso?

L’ipotesi di formazione di titoli di credito falsi (come la cambiale) è prevista dall’art. 491 c.p., comma 2 il quale stabilisce che se questi documenti sono falsi ed il fatto è commesso al fine di recare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, il responsabile è punito con la sanzione della reclusione da due a sei anni e sette mesi. (8)

E’ da precisare che per falsità materiale il codice penale intende anche la formazione di un atto “ideologicamente” falso.

Ai sensi dell’art. 1418 c.c. un contratto è nullo (per illiceità della causa) quando
è contrario a norme imperative.

Le medesime considerazioni valgono anche quando l’erogazione del capitale di un mutuo da parte di un istituto di credito avviene mediante il passaggio (contabilmente documentato) di una somma di denaro in un deposito da cui la banca trasferisce la somma al conto corrente del mutuatario (cliente) con un bonifico (documento contabile) che è falso se non c’è prova dell’esistenza delle banconote aventi corso legale nel deposito.

Un bonifico, essendo una scrittura privata riconosciuta è soggetto a querela di falso e la sua realizzazione costituisce l’illecito di cui all’art. 4 d.lgs. 7/2016, comma 4, lett. a), (9) che riguarda “chi, facendo uso o lasciando che altri faccia uso di una scrittura privata da lui falsamente formata o da lui alterata, arreca ad altri un danno”; per chi lo commette è prevista la sanzione pecuniaria civile da 200 a 14.000 euro

La sanzione ha natura pubblica, non privata in quanto non è a favore del danneggiato, ma è devoluta al Fondo vittime mafia, usura, racket gestito dal Ministero dell’interno (art. 10 d.lgs. 7/2016 (10) ).


Note:

 *Il dr. Frescura svolge l’attività di consulente tecnico nel contenzioso bancario ed è autore di “False attestazioni del credito bancario in Italia” Mediafactory 2017 (reperibile in www.falsobancario.it)

1 - Art. 82 RD 1736/1933 comma 1 L'assegno circolare è un titolo di credito all'ordine emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dall'autorità competente, per somme [di denaro] che siano presso di esso disponibili al momento dell'emissione, e pagabile a vista presso tutti i recapiti comunque indicati dall'emittente.

2 - Art. 82 RD 1736/1933 comma 2 L'istituto autorizzato ad emettere assegni circolari è tenuto a costituire in conformità delle leggi speciali, a garanzia dei medesimi una cauzione sulla quale i portatori dei titoli hanno privilegio speciale.

3 - Solo la diminuzione del patrimonio, secondo la Cassazione (n. 14270/2011) è la prova dell’avvenuto trasferimento del denaro (traditio), ovvero del perfezionamento del contratto di mutuo ex art. 1813 c.c..

4 - La Banca d’Italia, a proposito dell'oggetto dei prestiti di denaro, nel suo sito precisa che “nelle moderne economie, la moneta è rappresentata da banconote emesse dalla banca centrale [strumento legale di pagamento] ... e da conti deposito aperti dalle banche commerciali a tutte le categorie di operatori economici, che li utilizzano negli scambi; i conti di deposito rappresentano, anch’essi, moneta “finale” [strumento di pagamento] ... La moneta bancaria ha natura fiduciaria, la sua accettazione nei pagamenti poggia sulla fiducia degli operatori economici che la banca commerciale sia capace di convertirla, su richiesta, in moneta legale [banconote] ... La quota predominante dei trasferimenti di fondi dell’intera economia è effettuata con moneta bancaria.

5 - Art. 1813 c.c. (Nozione) Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.

6 - Sulla questione cfr. ORLANDI, Un viaggio attraverso il non mutuo bancario. Analisi critica della questione monetaria, Sindimedia Edizioni Digitali, 2018.

7 - L’assegno bancario costituisce un titolo di credito all'ordine, emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dall'autorità competente, per un importo che sia disponibile presso di esso al momento della emissione (Cass. n. 5889/2018) che può essere riscosso (dal portatore) anche dopo 13 anni (Cass. 11387/2019).

8 - Art. 491 c.p. (Falsità in testamento olografo, cambiale o titoli di credito) comma 1 Se alcuna delle falsità prevedute dagli articoli precedenti riguarda un testamento olografo, ovvero una cambiale o un altro titolo di credito trasmissibile per girata o al portatore, e il fatto è commesso al fine di recare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, si applicano le pene rispettivamente stabilite nella prima parte dell'articolo 476 (falsità materiale in atto pubblico) e nell'articolo 482 (falsità materiale in atto privato).

9 - Art. 4 d.lgs. 7/2016 (Illeciti civili sottoposti a sanzioni pecuniarie) comma 4 Soggiace alla sanzione pecuniaria civile da euro duecento a euro dodicimila: a) chi, facendo uso o lasciando che altri faccia uso di una scrittura privata da lui falsamente formata o da lui alterata, arreca ad altri un danno.

10 - Art. 10 d.lgs. 7/2016 (Destinazione del provento della sanzione) Il provento della sanzione pecuniaria civile è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al pertinente capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno riguardante il Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive, dell’usura e dei reati intenzionali violenti ....
 

giovedì 6 giugno 2019

Ricerca sulle frodi nelle banche

Ricerca sulle frodi nelle banche

Molti studi che indagano le pratiche forensi di rilevazione contabile e di frode tra le aziende, dedicano scarsa attenzione alle banche. Pochissimi studi esaminano le frodi nelle banche dal punto di vista della contabilità forense. Ad esempio, Rahman et al (2014), utilizzando dei sondaggi, mostrano che alcuni banchieri percepiscono che la protezione dei dati software è più efficace nel trattare le frodi bancarie.

Una ragione per la limitata indagine sulle frodi bancarie nella ricerca sulle frodi è dovuta all'opacità delle attività bancarie. L'opacità di una banca riflette l'opacità dell'industria a cui appartiene. Il settore bancario è un settore relativamente meno trasparente e il reporting finanziario delle banche è meno trasparente ed è destinato a rimanere tale per molto tempo (Beatty e Liao, 2014), quindi, l'opacità delle attività bancarie è una spiegazione per la scarsità di ricerca delle frodi che coinvolge le banche. Sebbene questa spiegazione sembri valida, questo argomento è criticato perché limita l'utilità della contabilità forense per il settore bancario; infatti se le frodi nelle banche sono difficili da rilevare a causa dell'opaca rendicontazione finanziaria delle banche, allora sarà più difficile fermare le frodi bancarie fino a quando gli angeli non diventeranno manager bancari.

Inoltre, la scarsa ricerca sulle frodi bancarie da parte di ricercatori della contabilità forense (e delle frodi) desta serie preoccupazioni sul contributo della ricerca di contabilità forense (e della frode) alle pratiche bancarie. Le banche non dovrebbero essere ignorate perché i risultati delle istituzioni non bancarie non possono essere generalizzati alle banche poiché le banche sarebbero uniche.

Piuttosto che ignorare le banche, la ricerca forense di contabilità (e frode) che coinvolge le banche dovrebbe essere incoraggiata perché i risultati della ricerca in materia di contabilità forense (e di frodi) possono dare un contributo prezioso alla letteratura bancaria e alla pratica bancaria se sono in grado di fornire una visione sostanziale per rilevare le frodi nelle banche.

Mentre il rilevamento delle frodi bancarie non è un processo semplice a causa di diversi fattori che collaborano per rendere difficile il rilevamento delle frodi nelle banche, il contributo della contabilità forense alla pratica bancaria è assolutamente necessario. Un punto di partenza fruttuoso è quello di identificare e discutere diversi fattori che contribuiscono alla difficoltà delle pratiche di contabilità forense tra banche e istituzioni finanziarie.

Citati: 
- Beatty, A., & Liao, S. (2014). Financial accounting in the banking industry: A review of the empirical literature. Journal of Accounting and Economics,58, 2, 339-383.

- Rahman, R. A., & Anwar, I. S. K. (2014). Effectiveness of fraud prevention and detection techniques in Malaysian Islamic Banks. Procedia-Social and Behavioral Sciences, 145, 97-102.

Tratto da:

Ozili, P.K. (2019). Advances and Issues in Fraud Research: A Commentary.
Journal of Financial Crime.
https://www.researchgate.net/publication/331235263_Advances_and_Issues_in_Fraud_Research_A_Commentary/download

Dello stesso autore:
Impact of IAS 39 reclassification on Income Smoothing by European Banks 
https://mpra.ub.uni-muenchen.de/92098/2/MPRA_paper_92098.pdf

lunedì 20 maggio 2019

Valore pedagogico del reddito universale su blockchain

Sul valore pedagogico del reddito universale su blockchain
di: Marco Saba, 20 maggio 2019



"Chi sa fare, faccia. Chi non sa fare, insegni. E chi non sa insegnare ? Insegni pedagogia!"


A 40 giorni dall'inizio dell'esperienza del reddito universale su blockchain è ancora un po' presto per trarre delle conclusioni significative, ma proviamo ad inidividuare il potenziale pedagogico dell'iniziativa che si propone come banco prova per una riforma strutturale del sistema di gestione degli scambi in denaro, oltreché come sussidio universale per eliminare la povertà a livello globale, cosa che appare come primo ambizioso obiettivo.

Premetto che mi pongo come osservatore esterno di una iniziativa che è stata presa da un pubblico di appassionati proveniente da vari paesi e di estrazione sociale e culturale molto differenziata. I dati da cui elaboro delle osservazioni sono tratti da vari canali Telegram che in varie lingue trattano dell'esperienza, circa una decina, di cui il più affollato conta 2.300 partecipanti.

I due paesi che si stanno maggiormente interessando all'iniziativa sono l'Italia, con oltre diecimila redditi distribuiti, e la Nigeria con 900 redditi già assegnati. Le altre zone, Stati Uniti, America Latina, Svizzera, Danimarca, etc., non hanno ancora una significativa partecipazione. Gli Stati Uniti ad oggi hanno ad oggi solo circa 200 aderenti, nonostante che il movimento UBI (Universal Basic Income) abbia avuto là grande risonanza tanto che vari miliardari americani, almeno a parole, hanno sostenuto pubblicamente l'iniziativa: Bill Gates. Oprah Winfrey. Mac Miller. Carl Icahn. Brian Solomon. Steve Bertoni. Nathan Vardi. Elon Musk. Richard Branson. Ev Williams, Jack Dorsey e Larry Ellison. Un volontario ha anche realizzata un'APP che in pochi giorni è già stata scaricata da oltre mille utenti.


L'impatto di carattere pedagogico attiene al pubblico in generale, agli operatori istituzionali, ai politici, ai media e agli economisti o commentatori che ci propinano la versione ufficiale delle problematiche economico-monetarie, nonché alle numerose organizzazioni benefiche che inseguono obiettivi dichiarati che sarebbero appunto facilmente ottenibili col semplice reddito universale (Terzo settore, ONG, organizzazioni religiose, organizzazioni politiche, sindacati, etc.). Il pubblico professionalmente più direttamente interessato è quello degli operatori bancari e delle criptovalute.

L'esperienza del reddito universale su blockchain sta insegnando che è possibile fin da subito, con minima spesa, organizzare un sistema che provveda a distribuire mille euro, o l'equivalente in altre valute, sotto forma di contante digitale a corso libero, su blockchain. Il pubblico, infatti, non ha nessun costo da sostenere per accedere al borsellino elettronico (www.equacoin.cash), per aprire un negozio virtuale (https://secure.equacoin.cash/equazone/), per scaricare l'APP o per partecipare ai gruppi di discussione su telegram. L'unico onere è quello di pagare tutte le transazioni l'equivalente di un centesimo di euro utilizzando un centesimo di EquaCoin. Il fatto che tutto il movimento di volontariato si sostenga già solo con questo minimo contributo, enormemente inferiore al solo costo delle transazioni bancarie o quello su altre blockchain, permette di trarre delle prime conclusioni:

1 - Creare e distribuire denaro contante dal nulla su blockchain non ha costi significativi. In un recente articolo Thomas Fazi scrive: "Basti pensare al fatto che la stragrande maggioranza delle transazioni e del “denaro” circolante oggi sono digitali; dunque, non ci sarebbe bisogno di stampare e di distribuire alle banche vagonate di banconote da un giorno all’altro, ma in un primo tempo si potrebbe introdurre una nuova valuta a livello digitale. Dunque la cosa è tecnicamente fattibile, anche se ovviamente ci sarebbero dei costi, alcuni dei quali non sono quantificabili perché dipendono da fattori esogeni che sono al di fuori del controllo del paese...".
E mentre lui scriveva, si stava già realizzando quanto invece questi costi sono minimi. Ricordiamo che la creazione di denaro bancario costa oggi al pubblico tutto il capitale oltre agli interessi "legali", che sarebbero invece dovuti solo su prestiti in denaro a corso legale...

2 - Il sistema monetario, almeno per quanto riguarda la semplice gestione delle transazioni, può sopravvivere semplicemente facendosi pagare tutte le transazioni ed i bonifici, nazionali ed internazionali, solo un centesimo. Oggi i costi che paghiamo per l'home banking vanno da 0.58 centesimi a 80 euro a operazione, a seconda che sia nazionale o internazionale, con ulteriore costo del "borsello" (conto corrente) di circa 100 euro l'anno, che su blockchain è gratuito. E' evidente che ci sono margini spropositati che oggi stiamo pagando a chi fornisce i servizi tradizionali.

3 - Il sistema bancario potrebbe creare tutto il denaro che vuole senza alcun vincolo patrimoniale, così come fanno gli algoritmi, evitando di esporre false passività a bilancio che finiscono per gravare, direttamente o indirettamente, sempre sul pubblico.

4 - Il sistema politico potrebbe prendere atto che tutta la narrativa sul debito pubblico, fino ad oggi propinata al popolo sovrano, è costellata da assurdità insanabili che potrebbero legittimamente causare una rivolta. Una volta présone atto, si dovrebbe invertire rapidamente la rotta utilizzando tutti i media disponibili, prima che il pubblico si formi un'opinione definitivamente negativa sul reale scopo delle istituzioni in questa bolgia infernale di corruzione senza fine. I primi che dovrebbero muoversi facendo outing dovrebbero essere proprio coloro i quali traggono ed hanno tratto apparenti vantaggi - volenti o non volenti - da questa situazione: i mandarini da 300mila euro l'anno.

5 -Il governo dovrebbe studiare subito una specie di amnistia/condono, evitando il panico disordinato tra i corrotti pentiti, per favorire il processo di re-informazione e ri-educazione del pubblico attuato in contemporanea da tutti i media disponibili allo stato.

Questa ipotesi mi appare sinceramente l'unica strada percorribile seriamente per sanare la situazione e salvare il paese.

Il reddito universale incondizionato è, tra l'altro, un piano B attuabile fin da subito che ha i seguenti vantaggi:
1 - Non c'è necessità di uscire dall'euro;
2 - Non c'è necessità di uscire dall'Europa;
3 - Al momento opportuno, tutti gli euro tradizionali potranno essere cambiati con gli euro digitali ed i mini-bot cartacei, potendo quindi essere destinati a saldare il debito italiano;
4 - Il sistema non crea debito pubblico ma anzi lo risolve;
5 - Il sistema non peggiora i bilanci bancari;
6 - Il sistema aumenta il PIL ed incrementa la domanda interna europea;
7 - Il sistema toglie imediatamente dalla povertà almeno dieci milioni di italiani (tutti quelli che oggi non sono in grado nemmeno di pagarsi il riscaldamento invernale)
8 - Il sistema funziona da valvola di sfogo economico e dovrebbe risolvere o attenuare i casi di suicidio e violenza causati dalla disperazione economica.
9 - La microcriminalità dovrebbe scomparire.
10 - In cinque anni, il rapporto tra moneta circolante e debito aggregato arriverebbe a uno a uno, in caso d'implementazione immediata della misura.

Conclusioni

Si potrebbero distribuire 7mila miliardi di euro al mese a sette miliardi di persone (tutto il pianeta) con una spesa mensile effettiva di soli 70 milioni. Con 840 milioni l'anno, meno di quello che avanza all'Italia dal programma RdC ("Reddito di Cittadinanza"), si risolverebbe la fame nel mondo.

Partire dall'Italia restituisce dignità al paese e farebbe da capo-guida per tutti gli altri paesi europei che hanno a cuore la stabilità geopolitica del continente. Questa rivoluzione tecnologica pacifica offre una opportunità irripetibile di redenzione per creare davvero un NUOVO ordine mondiale, perché di quello vecchio siamo un po' tutti parecchio stufi. Attiviamo fin da subito tutte le organizzazioni del terzo settore e le ONG per diffondere la lieta novella.