martedì 23 giugno 2026

Le Leggi della Stupidità Umana 2.0

Le Leggi della Stupidità Umana 2.0: Premiare il coraggio invece di punire i vigliacchi

 

Carlo Cipolla, nel 1976, scrisse cinque leggi fondamentali della stupidità umana. La più famosa resta la terza: una persona stupida è quella che causa un danno a un altro senza ottenere alcun vantaggio per sé, spesso subendone uno lei stessa. La quinta è altrettanto spietata: lo stupido è il tipo di persona più pericolosa che esista.

A queste cinque leggi ne vanno aggiunte oggi almeno due.

Sesta Legge: Lo stupido diventa estremamente pericoloso quando raggiunge posizioni di grande potere. La sua stupidità smette di essere un problema individuale e diventa un rischio sistemico per intere società.

Settima Legge: Una società che non protegge e non premia chi sceglie l’onestà a proprio danno è una società destinata a essere governata da vigliacchi e opportunisti.

Oggi il sistema di incentivi è completamente rovesciato. Chi si piega, chi tace, chi mette gli interessi personali o di parte davanti a quelli collettivi viene premiato con carriera, stipendi, privilegi e potere. Chi invece decide di dire la verità, di dimettersi per motivi di coscienza o di denunciare situazioni insostenibili viene spesso distrutto professionalmente, economicamente e socialmente.

Abbiamo reso economicamente suicida comportarsi in modo corretto.

La soluzione non può essere solo punire chi sbaglia. Le punizioni, come dimostra la storia delle carceri, hanno un’efficacia molto limitata. Bisogna fare l’opposto: rendere estremamente conveniente dire la verità quando costa caro.

Chi si dimette da una carica pubblica motivando chiaramente di non poter più operare in coscienza dovrebbe ricevere automaticamente:

  • Una protezione economica garantita per tutta la vita
  • Un riconoscimento pubblico formale
  • Sicurezza fisica per sé e per la propria famiglia
  • Uno status sociale elevato, non di emarginato

In subordine, bisognerebbe anche smettere di premiare chi sistematicamente antepone il proprio interesse personale o di parte al bene comune. Finché carriera, denaro e potere continueranno ad andare a chi tace, si piega e obbedisce, non avrà alcun senso lamentarsi che ai vertici ci sono persone mediocri o vigliacche.

Il problema non è che esistono gli stupidi. Il problema è che abbiamo costruito un sistema che premia sistematicamente la stupidità quando raggiunge il potere.

Finché non rovesceremo questo meccanismo di incentivi, continueremo a selezionare proprio le persone meno adatte a governare.

E poi ci stupiamo dei risultati!

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